Rivoluzione francese: origini, Assemblea Nazionale e presa della Bastiglia (1789)

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La Rivoluzione francese

Origini della Rivoluzione

I problemi finanziari

La Francia attraversò una grave crisi economica alla fine del XVIII secolo, che interessò in modo particolare le finanze pubbliche e le questioni legate alla proprietà.

Le riforme economiche e sociali proposte, ispirate alle idee dei Lumi, mettevano in discussione il sistema dei privilegi. Alcune di queste misure minacciavano il sistema di proprietà su cui si reggeva la classe privilegiata, la quale rifiutò di accettare nuove imposte e cambiamenti fiscali.

L'intervento della Francia nella guerra d'indipendenza americana aggravò la crisi finanziaria. L'unica soluzione prospettata dal governo fu l'aumento delle entrate, cercando di far contribuire anche i ceti privilegiati.

Un'Assemblea notevole rifiutò il principio della parità prima che fossero imposte nuove tasse; il ministro si dimise e fu sostituito da un altro che giunse alla stessa conclusione. Nel 1788 vi fu un'ulteriore crisi che portò alla rimozione di alcuni ministri e alla nomina del banchiere Necker come nuovo ministro delle finanze.

La Rivoluzione francese

Assemblea Nazionale

Il 5 maggio 1789 si riunirono a Versailles gli Stati Generali, in una seduta presieduta dal re. Si contestò la modalità di votazione: la nobiltà e il clero disponevano di due voti complessivi, mentre il Terzo Stato ne aveva uno solo, elemento che contribuì allo scoppio della rivoluzione.

  • Richieste del Terzo Stato:
    • voto per testa invece che per ordine;
    • raddoppio del numero dei rappresentanti del Terzo Stato.

Il re acconsentì al raddoppio dei deputati del Terzo Stato, ma non all'adozione del voto per testa.

Dalla crisi istituzionale alla rivolta popolare

La crisi istituzionale degenerò il 10 giugno, quando i membri del Terzo Stato chiesero che nobiltà e clero deliberassero insieme e non separatamente. Pur sperando nel sostegno di nobili ed ecclesiastici riformisti, non ottennero l'adesione sperata.

In risposta, il 17 giugno fu proclamata l'Assemblea Nazionale: con ciò il Terzo Stato si dichiarò l'unico organismo pienamente legittimato a prendere decisioni politiche. Questo atto fu rivoluzionario e il re tentò di sospendere la sessione.

Il 20 giugno i deputati si riunirono nella sala del gioco della palla (Jeu de Paume), dove giurarono di non sciogliersi fino a quando non avessero dato alla Francia una Costituzione: il famoso Giuramento della Pallacorda.

La situazione creò forte apprensione tra i rivoluzionari: truppe si concentrarono a Versailles e il ministro Necker fu allontanato. Queste tensioni provocarono un'ampia insurrezione urbana, culminata il 14 luglio 1789 con l'assalto alla Bastiglia a Parigi, prigione simbolo dell'autorità monarchica e luogo di detenzione di alcuni oppositori politici.

La folla si recò alla Bastiglia con l'intento di liberare i prigionieri; dopo scontri e un conflitto a fuoco i difensori si arresero. La presa della Bastiglia costrinse il re a riconoscere l'Assemblea Nazionale e ad accettare le decisioni dell'Assemblea Costituente.

Punti chiave
  • Crisi finanziaria e opposizione ai privilegi.
  • Contestazione del sistema di voto agli Stati Generali (5 maggio 1789).
  • Proclamazione dell'Assemblea Nazionale (17 giugno 1789) e Giuramento della Pallacorda (20 giugno 1789).
  • Presa della Bastiglia (14 luglio 1789) e legittimazione dell'Assemblea Nazionale.
Termini correlati

Terzo Stato, Stati Generali, Necker, Versailles, insurrezione, costituzione

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