Rivoluzione Industriale in Inghilterra e Trasformazioni Economiche nel XVIII Secolo
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Basi tecnologiche della rivoluzione industriale: Inghilterra
L'Inghilterra è il paese che ha avviato la rivoluzione industriale; in nessun'altra delle fasi successive questo processo può essere osservato più chiaramente. A partire dal XVI secolo, ebbe inizio un'epoca di sviluppo economico basato sul commercio internazionale. La crescita di Londra incoraggiò sia l'industria che l'agricoltura.
Dalla metà del XVIII secolo, si verificarono contemporaneamente alcuni fenomeni convergenti:
- Crescita demografica e rivoluzione agricola.
- Produzione di massa che richiedeva nuovi materiali come cotone e ferro.
- Nuove fonti di energia per muovere i macchinari: il carbone e il vapore.
- Costante innovazione tecnica promossa dalle pionieristiche università scozzesi.
- L'impatto delle ferrovie e i profondi cambiamenti nel settore della finanza.
Evoluzione tecnica e brevetti
L'evoluzione tecnica è facile da seguire attraverso i brevetti. Nel 1733 apparve la navetta volante, fino ad arrivare al 1785, quando Cartwright inventò il telaio meccanico (power loom); il progresso fu coerente con l'introduzione del motore a vapore.
Commercio Coloniale
La mobilitazione del settore rispondeva alle crescenti esigenze della domanda in Europa occidentale e nelle colonie. Queste ultime ottennero i vecchi prodotti portoghesi e olandesi che erano giunti fino alle Molucche. Attraverso gli sforzi delle isole francesi e britanniche, il monopolio dell'Insulindia cessò di produrre esclusivamente pepe, chiodi di garofano, semi di girasole e noce moscata.
Dalla fine del XVIII secolo, si iniziò a raccogliere zucchero nelle Indie Occidentali, oltre a canna da zucchero, cacao, caffè e tabacco da fiuto. In Inghilterra si iniziò a consumare il tè, importato in Europa dagli olandesi. Parallelamente alla crescita dell'agricoltura coloniale, nel XVIII secolo si riattivò la tratta degli schiavi dalla Guinea alle Indie Occidentali, a beneficio degli inglesi.
Iniziative pubbliche e private
L'Europa si organizzò nel XVIII secolo come centro economico mondiale. Gli Stati traducevano l'egoismo nazionale considerando le colonie come terreno sacro per l'egemonia economica nazionale. Tuttavia, come osservato in Olanda, Francia e Germania, per misurare il progresso enciclopedico, emerse una tendenza a diminuire i vincoli del protezionismo metropolitano: il Laissez-faire raccomandato dai fisiocratici e il libero scambio postulato da Adam Smith.
Settore Bancario, Mezzi Finanziari e Borse
La società capitalistica disponeva nel XVIII secolo dei suoi strumenti d'azione fondamentali, eredità del secolo precedente: imprese, banche e mercati azionari. Lo sviluppo del capitalismo finanziario in Europa fu favorito dall'afflusso di metalli preziosi dall'America e dall'ingresso della borghesia nei metodi finanziari, portando nuova ricchezza.
- In Inghilterra si svilupparono banche provinciali e locali.
- In Francia fu creata la Caisse d'Escompte nel 1776.
- I principali centri finanziari del XVIII secolo furono Amsterdam e Londra, quest'ultima presieduta dalla Banca d'Inghilterra.
Spagna: Il Settore Agricolo
Proprietà della terra
In Spagna entrarono nuovi stimoli economici e furono sacrificati gli interessi del Consiglio della Mesta. L'avanzamento agricolo complessivo fu favorito dalla Società Economica degli Amici del Paese; la prima, quella dei Baschi, fu fondata nel 1764. Queste associazioni furono coinvolte nello sviluppo di altre attività economiche e nella diffusione delle idee dell'Illuminismo.
Nella Penisola Iberica, il sistema più diffuso di proprietà della terra era la coltivazione dei campi da parte di inquilini. Le grandi tenute nella penisola centrale e meridionale impedirono lo sviluppo di una classe di piccoli proprietari contadini, mentre nella periferia della costa mediterranea la terra era meglio distribuita, con agricoltori indipendenti o affittuari a lungo termine più abbienti.
Commercio Coloniale: Da Siviglia a Cadice e Pressione Fiscale
Nel corso del XVIII secolo, in Spagna si compì un grande sforzo per rianimare la vita economica del paese. Questo processo iniziò dal Tesoro, disciplinando l'imposizione fiscale, l'amministrazione e la spesa, al fine di evitare stravaganze, sprechi o immoralità nell'uso delle entrate pubbliche. Ciò ridusse fortemente il debito dello Stato e aumentò il reddito nazionale.
La riforma influenzò notevolmente le colonie, dove furono creati nuovi vicereami, il Segretariato delle Indie (1714), il sistema reale e di deposito, e dal 1764 un servizio di posta ordinaria.