Rivoluzione d'Ottobre 1934 e ascesa del Fronte Popolare in Spagna
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La Rivoluzione d'Ottobre del 1934 e le elezioni del 1936
L'ingresso di tre ministri della CEDA nel governo (ottobre 1934) fu interpretato dai socialisti come un tradimento della Repubblica per mano dei suoi nemici. Questo evento segnò l'inizio di una rivoluzione preparata da tempo. Il movimento insurrezionale ottenne il supporto della Generalitat, del PCE e della CNT, riducendosi tuttavia a uno sciopero politico generale nelle grandi città. In alcuni casi, il conflitto durò una settimana con tentativi di insurrezione armata da parte delle milizie socialiste. Companys, nel frattempo, proclamò lo Stato catalano all'interno della Repubblica federale; la rivolta fu sedata, l'autonomia della Catalogna sospesa e Companys fu imprigionato insieme ai membri del suo governo.
La rivoluzione sociale nelle Asturie
Nelle Asturie si verificò una vera e propria rivoluzione sociale: i minatori della regione presero il controllo per due settimane, collettivizzarono i mezzi di produzione e arrivarono ad abolire il denaro. La regione dovette essere letteralmente conquistata dall'esercito, guidato da Franco, che si avvalse delle truppe coloniali marocchine.
Le conseguenze della Rivoluzione d'Ottobre
Le conseguenze della Rivoluzione d'Ottobre furono gravi. Possiamo evidenziare le seguenti:
- Reazione della destra anti-liberale: La destra illiberale percepì questi eventi come la conferma che il movimento operaio stava preparando una rivoluzione che i repubblicani borghesi, troppo deboli, non potevano contrastare. Inoltre, poiché i repubblicani centristi rifiutarono di proseguire la repressione implacabile richiesta dalla destra, quest'ultima ribadì la convinzione che l'unica salvezza fosse un intervento militare. La Chiesa considerò il movimento delle Asturie come una rivolta anti-cattolica, a causa dell'uccisione di oltre 30 religiosi, considerati martiri.
- Repressione: Le organizzazioni sindacali subirono una dura repressione: la maggior parte dei capi fu imprigionata o costretta alla fuga, i giornali locali furono chiusi e 30.000 lavoratori furono arrestati. Molti datori di lavoro approfittarono della situazione per annullare i contratti di lavoro, portando al licenziamento di migliaia di lavoratori in tutto il paese. I comuni di sinistra furono sostituiti da amministrazioni conservatrici.
- Posizioni del centro-sinistra: L'indignazione generata da questa repressione e le richieste di amnistia contribuirono significativamente a ricompattare le formazioni di centro-sinistra. Azaña divenne un martire politico della persecuzione governativa; fu accusato di cospirazione e imprigionato per un breve periodo. La sua fama crebbe enormemente, portandolo a formare un nuovo partito: Sinistra Repubblicana (1934). Anche il dissidente radicale Martínez Barrio creò un nuovo gruppo, l'Unione Repubblicana (1934), avvicinandosi alle posizioni di Azaña.
La nascita del Fronte Popolare
Nel gennaio 1936, le forze di sinistra, i repubblicani dell'Unione, insieme al PSOE, alla UGT, al PCE, al POUM e ad alcune frange della FAI, firmarono il patto del Fronte Popolare. Sebbene il nome non fosse esplicito nel programma, l'iniziativa seguiva un esperimento analogo condotto in Francia e rispondeva agli orientamenti definiti nel 1935 dall'Internazionale comunista, che raccomandava alleanze tattiche del movimento operaio con la borghesia per combattere il fascismo.
Il Fronte Popolare era una piattaforma elettorale con un programma moderato che auspicava:
- Amnistia per i detenuti politici.
- Ripristino della Costituzione del 1931.
- Recupero della legislazione del primo biennio.
- Accelerazione della riforma agraria e dell'istruzione.
In Catalogna si formò un'alleanza analoga, il Front d'Esquerres, composto da nazionalisti, repubblicani e lavoratori. Nel febbraio del 1936, le elezioni furono vinte dal candidato del Fronte Popolare, che ottenne il 40% dei voti nelle principali città.