La Rivoluzione Spagnola del 1868: Crisi, Caduta di Isabella II e Costituzione del 1869
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La Crisi del 1866 e la Rivoluzione Spagnola del 1868 (La Gloriosa)
Contesto Economico e Sociale (1843-1868)
L'ultimo periodo del regno di Isabella II (1843-1868) fu inizialmente caratterizzato da una ripresa economica in Europa. Tuttavia, a metà del 1860, la situazione cominciò a cambiare, e il 1866 segnò l'inizio di una profonda crisi economica.
Questa recessione colpì sia il piano finanziario che quello industriale e rappresentò la prima crisi strutturale del capitalismo internazionale. Essa coincise inoltre con una grave crisi di sussistenza, con pesanti conseguenze per le masse popolari.
Le Cause della Crisi del 1866
La crisi si manifestò su tre fronti principali:
- Crisi Finanziaria e Ferroviaria: La crisi finanziaria fu innescata dal crollo delle azioni in Borsa, sorto a causa della crisi ferroviaria. La costruzione della rete ferroviaria aveva richiesto un enorme investimento di capitale nel mercato azionario, ma la sua performance economica si rivelò inferiore alle aspettative. Il sottosviluppo industriale spagnolo non generava una domanda sufficientemente forte, e il valore delle azioni crollò, causando il fallimento di molte istituzioni finanziarie.
- Crisi Industriale (Catalogna): La crisi finanziaria coincise con la crisi industriale in Catalogna. L'industria tessile dipendeva dal cotone proveniente dagli Stati Uniti, ma la Guerra Civile Americana (1861-1865) aveva causato un periodo di "carestia di cotone". Il settore non poté sostenere i prezzi elevati, aggravando la crisi economica generale.
- Crisi di Sussistenza: La crisi di sussistenza (1866) fu causata da scarsi raccolti che portarono a una penuria di grano. Tra il 1865 e il 1867, il prezzo del grano aumentò del 65%, e nel 1868 il cereale aveva raddoppiato il suo prezzo rispetto al 1865. Nelle città, si verificò un'ondata di disoccupazione che portò a un drastico calo del tenore di vita delle classi lavoratrici.
L'Opposizione Politica e il Patto Rivoluzionario
A metà del 1860, gran parte della popolazione era ostile al sistema elisabettiano. Nel 1866, dopo la rivolta dei sergenti della caserma di San Gil, O'Donnell fu rimosso dal governo dalla Regina. Tuttavia, il governo successivo, guidato dal Partito Moderato (Narváez, Bravo), continuò a governare per decreto, chiudendo le Corti e ignorando i problemi del Paese.
Il Partito Progressista, guidato da Prim, adottò una politica di ritiro, rifiutandosi di partecipare alle elezioni. Il Partito Democratico si trovava nella stessa situazione. Entrambi i partiti firmarono un patto nel 1867, con l'obiettivo di unire le loro azioni per porre fine al potere dei Moderati.
A questo patto si unirono anche gli Unionisti nel 1867, dopo la morte di O'Donnell. Questo impegno fu determinante per il successo della rivoluzione. Gli Unionisti (guidati da Serrano) fornirono il supporto militare. Tuttavia, la loro presenza moderò le richieste di cambiamento sociale avanzate dai Democratici, ridimensionando la portata della rivolta del 1868.
La Rivoluzione del Settembre 1868 (La Gloriosa)
Il 19 settembre 1868, la flotta concentrata nel Golfo di Cadice, sotto il comando di Juan Bautista Topete, inscenò una rivolta militare contro il governo di Isabella II. Prim e Serrano, rientrati dall'esilio, si unirono ai ribelli e si assicurarono il sostegno della popolazione di Cadice, pubblicando un manifesto con lo slogan: "Viva la Spagna con Onore!" Nei giorni seguenti, Prim estese la rivolta a Malaga, Almería e Cartagena.
Il governo della Regina Isabella II inviò un esercito da Madrid per affrontare le forze ribelli che si stavano raggruppando in Andalusia, guidate da Serrano.
Le due forze si scontrarono al Ponte di Alcolea il 28 settembre, in una battaglia che diede la vittoria alle forze rivoluzionarie. Il governo si dimise e la Regina fu costretta all'esilio.
Il Governo Provvisorio e la Nuova Ordine
Il colpo di stato militare e gli eventi successivi videro un ruolo attivo delle forze popolari, guidate da settori progressisti in molte città. Queste forze costituirono Giunte Rivoluzionarie che organizzarono il voto e lanciarono appelli al popolo.
Il radicalismo di alcune proposte delle Giunte non fu condiviso da Unionisti e Progressisti, il cui obiettivo primario era rovesciare la monarchia. Entrando a Madrid, i ribelli proposero alla Giunta Rivoluzionaria della capitale di istituire un Governo Provvisorio di carattere centrista.
Il Generale Serrano fu proclamato Reggente e il Generale Prim, Presidente del Governo. Il nuovo esecutivo ordinò lo scioglimento delle Giunte e il disarmo della Milizia Nazionale.
Il Governo Provvisorio emanò decreti volti a soddisfare alcune richieste popolari e indisse le elezioni per l'Assemblea Costituente. Queste elezioni furono le prime in Spagna a riconoscere il suffragio universale maschile.
La Costituzione del 1869
Le Corti si riunirono a febbraio e crearono una commissione per redigere una nuova costituzione, approvata nel giugno 1869.
La Costituzione del 1869 istituì un sistema completo di diritti e libertà, tra cui la libertà di espressione e la libertà di educazione. La Costituzione proclamò la sovranità nazionale, dalla quale emanava la legittimità della monarchia e dei tre poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario).
Lo Stato fu dichiarato una monarchia costituzionale. Le Corti erano composte da un Congresso e un Senato, che dovevano riunirsi contemporaneamente.
Proclamata la Costituzione e dichiarato il trono vacante, il Parlamento istituì una Reggenza, affidata al Generale Serrano, e nominò Prim Capo del Governo. Il nuovo governo fu accolto con simpatia in Europa.