Il Romanticismo Europeo: Arte, Sentimento e Rivoluzione nel XIX Secolo
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Il Romanticismo: Un Nuovo Impulso Culturale
ROMANTICISMO: All’inizio dell’Ottocento (circa dal 1830) in Europa si diffonde il **Romanticismo**, un movimento culturale contrapposto al **razionalismo** e al **meccanicismo illuminista**. In epoca romantica la riflessione sul rapporto tra uomo e natura interessa la cultura in tutti i suoi aspetti, sia nelle arti figurative che in letteratura e in filosofia. L’arte è intesa come espressione del sentimento, scaturita da «un intimo impulso del cuore».
Contesto Storico e Ideologico del Romanticismo
Il periodo romantico è caratterizzato da importanti eventi storici e da specifici ideali culturali:
- Cronologia Storica:
- 1800-1830: Rivoluzione industriale;
- 1814-1815: Congresso di Vienna;
- 1820-1821: Moti rivoluzionari;
- 1830-1831: Il popolo francese insorge contro re Carlo X;
- 1839: Indipendenza del Belgio (monarchia costituzionale) dai Paesi Bassi, dopo rivolte popolari.
- Ideali Centrali:
- Il Romanticismo è un movimento culturale complesso, dove viene esaltata l’espressione dei sentimenti tanto dell’artista quanto del pubblico.
- **Ideali patriottici**: legati alla Rivoluzione Francese.
- Centrale è il rapporto col **passato (medievale)** e le **tradizioni popolari**.
- Il rapporto con la **natura**: percepita come **sublime** e **pittoresco**.
Il Romanticismo Francese
Nel contesto francese, l'arte romantica presenta le seguenti caratteristiche:
- Riferimenti all’**attualità**: la politica e la cronaca diventano soggetto dei dipinti.
- Riferimenti alla **classicità**: presenti nella composizione e nella presenza di corpi nudi, idealizzati nel disegno-forme, ma situati nel presente storico (spesso tramite allegorie o personificazioni).
- L’artista è visto come **educatore** del suo pubblico.
Protagonisti della Pittura Romantica Francese
Théodore Géricault (1791-1824)
Come Delacroix, Géricault si ispira spesso all’attualità e rende omaggio ad anonimi cittadini e non solo a grandi protagonisti politici. Ebbe un apprendistato tradizionale nell'atelier del pittore Pierre-Narcisse Guérin, maestro di tutta la generazione romantica.
- Nel 1812 esordisce al Salon con L’Ufficiale dei cavalleggeri della Guardia imperiale alla carica, che suscitò curiosità per l’uso audace del colore e la pennellata sciolta.
- Dopo un mese a Firenze, raggiunse Roma dove nel 1817 assistette alla corsa dei cavalli bradi, ispirandosi per realizzare La corsa dei berberi a Roma.
- Dimostrò una grande capacità di rappresentazione della **concitazione del movimento**, utilizzando corpi michelangioleschi (ispirati alla Cappella Sistina) nelle masse muscolari dei popolani.
La Zattera della Medusa
Quest'opera raffigura un evento i cui aspetti umani e politici interessarono molto Géricault: il relitto di una fregata francese al largo delle coste del Senegal nel 1816, con oltre 150 soldati a bordo che avvistano la nave Argus che li salverà.
Dettagli del Naufragio
La Medusa era una fregata della Royal Navy francese che salpò nel 1816 per colonizzare il Senegal. Capitanata da un ufficiale dell'Ancien Régime che non navigava da più di vent'anni, fece arenare la nave su un banco di sabbia. A causa della carenza di scialuppe di salvataggio, coloro che furono lasciati indietro dovettero costruire una zattera per 150 persone. Le scialuppe non riuscivano a trainare la zattera, così la abbandonarono alla deriva. Il naufragio durò 13 giorni; si salvarono solo 10 persone. Dai racconti dei sopravvissuti emersero episodi di **brutalità** e persino di **cannibalismo** tra chi tentava di sopravvivere sulla zattera.
Processo Creativo e Accoglienza
L'opera fu esposta al Salon del 1819. Géricault iniziò accumulando documentazione e interrogando i sopravvissuti, che disegnò per studiare volti ed espressioni. Lavorò poi in tre dimensioni con un modellino e figurine di cera. Studiò anche parti di cadaveri recuperati all’obitorio e usò i suoi amici come modelli.
La critica fu divisa: l'orrore e la “terribilità” del soggetto esercitavano fascino, ma i devoti del classicismo espressero disgusto per quello che definirono un “mucchio di cadaveri”, il cui realismo era considerato lontano dalla bellezza ideale incarnata da opere come Pigmaleone e Galatea di Girodet. Il dipinto ebbe anche ferventi ammiratori, tra cui Auguste Jal, che ne lodò il tema politico, la sua posizione liberale e la sua modernità.
Analisi Iconografica e Composizione
- Iconografia: Si collega alla tradizione iconografica “marina” di naufragi e tragedie in mare, sebbene l'ispirazione per la drammaticità possa richiamare anche opere come Il Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina (Musei Vaticani, Roma).
- Composizione piramidale doppia: La base mostra disperazione, corpi morti e gesti di rassegnazione. Il vertice mostra gli uomini che agitano un panno nella speranza della salvezza.
- Fortissimo realismo: Luce drammatica e contrasti forti, tipici del Romanticismo, per accentuare emotività e tensione. Colori scuri e terrosi, con una diagonale che trascina lo sguardo verso l’alto, dalla morte alla speranza. Corpi eroici ma non idealizzati: la bellezza anatomica si mescola alla brutalità del dolore umano.
Eugène Delacroix (1798-1863)
Considerato il padre del **Romanticismo francese**, la sua arte è proiettata nel presente. Il canone classico, ancora presente in Géricault, scompare definitivamente in Delacroix. Conobbe Géricault nell'atelier di Guérin.
- Per il suo debutto nel 1822, l'artista presentò La barca di Dante, considerata un omaggio alla Zattera della Medusa. Utilizzò la pennellata sciolta appresa da Géricault.
Il Massacro di Scio
Presentato al Salon nel 1824, mostra una distribuzione più libera, a forma di “M”, con un fulcro del quadro incredibilmente vuoto, mancando un protagonista unico. L'avvenimento di cronaca suggerisce il tema: la rivolta del popolo greco contro l'Impero Ottomano. Nel 1822 il Sultano inviò un esercito di 10.000 uomini all'isola greca di Scio: gli abitanti furono massacrati e donne e bambini deportati. Il pittore Antoine-Jean Gros, che apprezzava i precedenti dipinti di Delacroix, parlò di “massacro della pittura” in riferimento all'opera.
La Libertà che Guida il Popolo
Questo dipinto è un capolavoro allegorico-politico.
- Soggetto: La **Libertà**, personificata nelle forme di una donna, brandisce una bandiera francese e una baionetta, guidando il popolo al di là delle barricate, verso la vittoria contro l'esercito di Carlo X di Borbone.
- Ambientazione: La folla di insorti avanza calpestando soldati morti, tra fumi di polvere, sullo sfondo della città di Parigi, riconoscibile dalle torri della cattedrale di Notre-Dame.
- Composizione: La scena è impaginata secondo uno schema **triangolare** che pone la sua base sui corpi dei defunti e converge fino al punto più alto dove si trova la bandiera della Francia.
- Linee, Colori, Luci e Ombre: La gamma cromatica è limitata a bruni e terre, con le studiate eccezioni del rosso, bianco e blu della bandiera, dell’ocra della veste della Libertà e di qualche zona di azzurro. La luce illumina il corpo della Libertà rendendola il fulcro del dipinto.
- Genere: Pittura a soggetto allegorico-politico. L’iconografia mescola il fatto storico al messaggio allegorico e politico. La figura femminile al centro è un’**allegoria**, cioè la personificazione di un concetto astratto (la Libertà, o secondo altre interpretazioni, la **Marianne**, allegoria della nazione francese).
Critica e Scandalo
Presentato al Salon parigino del 1831, il dipinto di Delacroix scandalizzò parte del pubblico e della critica.
I motivi di scandalo erano principalmente due:
- La figura della Libertà, per quanto allegorica, mostrava una donna armata che guidava degli uomini al combattimento, risultando disturbante per l’opinione pubblica del tempo (maschilista).
- L’aspetto fisico della donna, ispirato a un capolavoro classico (la Venere di Milo), era allo stesso tempo dotato di elementi di accentuato **realismo**: furono notati i peli sotto l’ascella.
La critica non accettava questa commistione di realismo e allegoria: la Libertà venne definita «schifosa», una «donna ignobile», una «Venere delle strade» e paragonata a una «giovane vivandiera», a una «donna di malaffare», a una «donna di strada sporca e disonorata», a una «cortigiana di basso livello», alla «più ignobile cortigiana delle più lerce vie di Parigi», a una di quelle «svergognate peripatetiche i cui sciami la sera coprono i boulevards».
Attualità
Il tema della lotta per la libertà e l'uso di simboli nazionali nell'arte trova eco nell'attualità. Si può citare, ad esempio, la fotografia di Mustafa Hassouna, che ritrae un giovane ragazzo a torso nudo mentre impugna nella mano destra la bandiera della Palestina, mentre con la sinistra stringe una fionda.