La Seconda Repubblica Spagnola: Crisi, Riforme e Conflitti Sociali (1931-1936)
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La crisi economica e i problemi sociali
La crisi del '29 ebbe un impatto devastante sulla Spagna a partire dal 1930. La neonata Repubblica dovette affrontare una situazione estremamente sfavorevole, caratterizzata da un aumento vertiginoso della disoccupazione, chiusure aziendali e un crescente conflitto sociale. Il governo elaborò normative a tutela dei lavoratori, in particolare sotto la guida di Largo Caballero, capo dell'UGT e Ministro del Lavoro.
Interventi nel settore agricolo e del lavoro
- Agricoltura: Un decreto obbligò i proprietari terrieri comunali ad assumere lavoratori residenti nel comune in cui si trovava la struttura, per evitare il ribasso dei salari.
- Contratti di lavoro: Fu introdotta una legge che disciplinava la contrattazione collettiva, il diritto di sciopero e le ferie pagate.
- Giurie miste: Vennero istituite giurie composte da datori di lavoro e dipendenti per fornire arbitrati vincolanti nelle vertenze di lavoro.
La Riforma Agraria
La Repubblica lanciò una legge di riforma agraria che mirava a un cambiamento strutturale nelle campagne spagnole, concentrandosi su tre obiettivi principali:
- Obiettivo sociale: Fornire terra agli agricoltori per garantire la loro adesione alla Repubblica ed evitare rivolte.
- Obiettivo politico: Eliminare il potere economico dei grandi proprietari terrieri, spesso legati all'ideologia monarchica e nemici della Repubblica.
- Obiettivo economico: Aumentare la produzione agricola e il reddito degli agricoltori, favorendo lo sviluppo commerciale.
Le terre espropriate divennero proprietà dello Stato attraverso l'Istituto di Riforma Agraria. Tuttavia, i risultati furono limitati a causa di pochi insediamenti ed espropri. La riforma fu osteggiata sia dalla destra che dagli anarchici, considerata dai primi troppo radicale e dai secondi insufficiente.
La riorganizzazione dei diritti e l'opposizione
Il riformismo di Azaña incontrò una forte opposizione. Tre passi legali in particolare crearono disagio tra i cattolici: la legge sulle Congregazioni Religiose, la riforma militare e la Legge di Riforma Agraria. I vecchi monarchici scivolarono verso posizioni antidemocratiche, portando alla creazione di nuove organizzazioni:
- CEDA (Confederazione Spagnola delle Destre Autonome): Guidata da José María Gil Robles, rappresentava la destra cattolica tradizionale.
- Rinnovamento Spagnolo: Guidato da Calvo Sotelo, sosteneva apertamente la necessità di un colpo di Stato.
- Falange Spagnola: Fondata nel 1933 da José Antonio Primo de Rivera, di ideologia antidemocratica e nazionalista.
Nel 1932, il generale Sanjurjo tentò un colpo di Stato (la Sanjurjada), che fallì miseramente.
Conflitti sociali e la fine del Biennio Riformista
La resistenza alle riforme portò a una forte polarizzazione tra le organizzazioni di sinistra, come la CNT (anarchica) e l'UGT (socialista). Gli scontri tra masse operaie e forze dell'ordine divennero frequenti e sanguinosi, culminando nel tragico massacro di Casas Viejas.
Nel 1933, la crisi della coalizione socialista-repubblicana e il logoramento del governo portarono alle dimissioni di Azaña e allo scioglimento del Parlamento. Le elezioni del novembre 1933 segnarono la vittoria del centro-destra. Nonostante il successo elettorale, il CEDA non fu inizialmente incaricato di formare il governo, preferendo l'esecutivo di Lerroux.
La Rivoluzione d'Ottobre del 1934
Il 5 ottobre 1934, l'ingresso di tre membri del CEDA nel governo scatenò la Rivoluzione d'Ottobre. Il freno alle riforme e l'impatto della crisi economica avevano radicalizzato le forze di lavoro del PSOE e dell'UGT. L'ala sinistra socialista, guidata da Largo Caballero, rifiutò la collaborazione con le forze repubblicane borghesi, optando per l'insurrezione armata e lo sciopero generale, in quello che molti percepirono come l'inizio di un percorso verso una dittatura di stampo fascista.