Seconda Repubblica Spagnola: Storia, Costituzione e Conflitti (1931-1936)

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La Proclamazione della Seconda Repubblica Spagnola

Le elezioni comunali del 12 aprile 1931 diedero una chiara vittoria ai partiti repubblicani e di sinistra nelle principali città. Il 14 aprile ci fu un cambiamento epocale in Spagna: l'abolizione della monarchia e la proclamazione della Seconda Repubblica. Questo evento fu accolto con grande entusiasmo da gran parte della popolazione spagnola. In pochi giorni il panorama politico spagnolo era cambiato radicalmente, istituendo una repubblica che garantiva pacifiche libertà democratiche alla popolazione.

Il Governo Provvisorio e le Elezioni del 28 Giugno 1931

A Madrid, un comitato rivoluzionario formato da alcuni membri del Patto di San Sebastián si costituì nel governo provvisorio della Repubblica. Il suo presidente fu Niceto Alcalá Zamora, che promise di tenere elezioni generali a suffragio universale maschile (per gli uomini oltre i 23 anni) il 28 giugno 1931 per formare le Cortes Costituenti.

Questa elezione registrò un'affluenza del 65% degli elettori e diede la vittoria ai partiti di sinistra (PSOE, Partito Repubblicano Radicale Socialista, Esquerra Republicana de Catalunya) e di centro (Partito Radicale o Partito Progressista). Per contro, i partiti di destra (Monarchici Alfonsini, Comunione Tradizionalista, Lega Regionalista Catalana, PNV) ottennero meno di cento dei 484 seggi totali del parlamento.

La Questione Catalana

Il governo provvisorio non accolse la proclamazione della Repubblica Catalana e costrinse i leader nazionalisti catalani a rinunciarvi. Francisco Macià, primo presidente della Generalitat di Catalogna, creò una commissione per redigere uno statuto di autonomia che doveva essere approvato dalle Cortes spagnole.

La Costituzione del 1931

La sua Dichiarazione dei Diritti includeva, tra gli altri, la libertà di religione, di espressione, di riunione e di associazione, la libertà di movimento, la libertà di residenza e l'inviolabilità del domicilio e della corrispondenza. Abolì tutti i privilegi nobiliari e indicò la possibilità di socializzare beni e servizi pubblici.

Le Cortes elessero il Presidente della Repubblica per un periodo di 6 anni: il primo presidente della Repubblica fu Niceto Alcalá Zamora e il primo capo del governo fu Manuel Azaña.

Condizionamenti e Conflitti della Seconda Repubblica

Il Contesto Internazionale

In Europa si stava assistendo alla nascita e al consolidamento dei sistemi totalitari (fascismo in Italia, nazismo in Germania), che si presentavano come la soluzione alla crisi dei sistemi democratici europei.

Allo stesso tempo, il regime stalinista tentò, attraverso vari partiti comunisti, l'esportazione del modello sovietico in altri paesi europei, dove la popolazione si sentiva frustrata dal sistema parlamentare democratico, incapace di risolvere la crisi economica.

Conflitto Economico e Sociale

La proclamazione della Seconda Repubblica coincise con la diffusione della depressione economica globale, iniziata a New York nel 1929 e considerata la crisi più grave e più lunga dell'economia capitalista.

Il fatto che l'economia spagnola vivesse in gran parte isolata dagli altri paesi occidentali e che il settore primario fosse ancora molto importante, fece sì che l'impatto della crisi economica fosse più contenuto.

Nel 1932 ci fu un calo delle esportazioni di prodotti agricoli a causa della crisi subita dai paesi europei.

La Questione Agraria

La Spagna rimase un paese prevalentemente agricolo. Per cercare di risolvere questi problemi, il governo della Repubblica nel 1931 propose una riforma agraria tramite decreto, che includeva:

  • L'obbligo per i datori di lavoro di privilegiare gli operai locali.
  • L'istituzione della giornata lavorativa di 8 ore.
  • L'obbligo di coltivare le terre.
  • Il divieto di sfrattare i piccoli agricoltori poveri.

La legge istituì il risarcimento per l'esproprio delle grandi aziende agricole non irrigate o non coltivate. Il terreno espropriato divenne di proprietà dell'Istituto della Riforma Agraria (IRA).

La politica sociale dei governi della Repubblica si concentrò sull'aumento dei salari per promuovere il potere d'acquisto della popolazione, aumentando così la capacità di consumo e stimolando la produzione industriale.

Ciò portò a una crisi economica, un aumento della disoccupazione nel settore e una maggiore conflittualità sociale sia nelle campagne che nelle città.

Nel gennaio 1932 a Castilblanco (Badajoz) la Guardia Civil represse violentemente una manifestazione contadina indetta dalla UGT, causando sei morti. Un anno dopo, a Casas Viejas (Cadice), la Guardia Civil schiacciò una rivolta contadina, sparando a 25 persone.

Relazioni Chiesa-Stato

A differenza del periodo monarchico, in cui la Chiesa godeva della protezione ufficiale dello Stato, la Costituzione del 1931 istituì un regime laico e la separazione Stato-Chiesa.

Di conseguenza, il governo repubblicano avviò una serie di riforme: una legge speciale sull'importanza degli ordini religiosi, il divieto di insegnamento per tali ordini religiosi, l'espulsione dei Gesuiti...

Tutte queste misure causarono una situazione di costante tensione tra la Chiesa cattolica e la Repubblica. Il cardinale Segura, primate di Spagna, inviò una lettera ai cattolici mettendo in guardia contro la laicità del nuovo regime, per la quale fu espulso dal paese dal governo.

La reazione di parte della popolazione cattolica e della gerarchia fu quella di opporsi apertamente al regime della Repubblica e in seguito sostenere l'insurrezione franchista del 1936. Tuttavia, né il clero dei Paesi Baschi né la democrazia cristiana rappresentata dal PNV sostennero la ribellione. In Catalogna agì allo stesso modo l'Unione Democratica di Catalogna, anch'essa di ideologia democratico-cristiana.

Il Problema Militare

La maggior parte dell'esercito spagnolo era monarchico, il che poteva rappresentare un pericolo per il regime repubblicano. Il Ministro della Guerra, Manuel Azaña, decise di modernizzare, professionalizzare e garantire la fedeltà dell'esercito alla Repubblica, con la cosiddetta Legge Azaña.

Una sezione di alti ufficiali militari, chiamati "africanisti" e appartenenti all'Unione Militare Spagnola (UME), ritenne queste misure un affronto ai militari ed era sospettosa del processo di decentramento dello Stato.

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