Il Seicento in Europa: Assolutismo, Rivoluzioni e Nuovi Equilibri Mondiali
Classificato in Storia
Scritto il in
italiano con una dimensione di 12,02 KB
Il Seicento: Secolo di Ferro e Rivoluzione Scientifica
Il Seicento è conosciuto come un'epoca di grandi contrasti: definito "secolo di ferro" per le sue guerre e crisi, ma anche "secolo moderno" e della Rivoluzione Scientifica.
Due Modelli Politici a Confronto
- Francia: si afferma lo Stato assoluto.
- Inghilterra: nasce la monarchia costituzionale.
Crisi e Declino
Il secolo è segnato da numerosi aspetti negativi:
- La devastante Guerra dei Trent'anni.
- Un peggioramento del clima con conseguenti carestie.
- Gravi epidemie di peste.
- Un significativo calo demografico in molte aree.
Crescita e Sviluppo
Nonostante la crisi, alcune nazioni prosperano, delineando una netta divisione in Europa:
- Declino: Germania, Italia, Spagna e Austria.
- Crescita: Inghilterra, Francia e Olanda.
Trasformazioni Sociali e Culturali
La Rivoluzione Alimentare
L'introduzione di nuovi alimenti dalle Americhe cambia le abitudini europee:
- Prodotti di base come patate e mais.
- Nuove bevande come tè, caffè e cacao, da cui deriva la cioccolata.
Nascono i "caffè", luoghi di ritrovo laici e liberi dove si poteva discutere di politica e cultura, favorendo la circolazione delle idee.
Nuovi Consumi e Problemi Sanitari
Si diffondono anche prodotti come pomodori, tabacco, zucchero e cotone. Tuttavia, le condizioni igieniche rimangono scarse, contribuendo alla diffusione di malattie.
Mentalità e Religione
L'atteggiamento verso la ricchezza cambia: all'ostentazione si contrappone uno stile di vita più sobrio, influenzato in particolare dal Calvinismo, che promuoveva valori di austerità e severità.
La Nascita della Scienza Moderna
Il Pensiero di Cartesio
Cartesio (René Descartes) introduce un nuovo modo di pensare basato sul dubbio sistematico: non bisogna credere alle "dicerie" o alle conoscenze non verificate, ma accettare solo le certezze vagliate dalla ragione.
Galileo Galilei e il Metodo Sperimentale
Galileo Galilei è considerato il fondatore della scienza moderna e il protagonista della Rivoluzione Scientifica. Introduce il metodo sperimentale, che si articola in quattro fasi:
- Osservazione del fenomeno.
- Formulazione di un'ipotesi.
- Verifica sperimentale dell'ipotesi.
- Formulazione di una tesi o legge.
Questo nuovo approccio si scontra con la posizione della Chiesa, che manteneva un'interpretazione letterale delle Sacre Scritture e si mostrava chiusa alle nuove scoperte. Galileo rifiuta il principio dell'ipse dixit (l'autorità indiscussa degli antichi) e, seguendo le orme di Copernico, sostiene la teoria eliocentrica (il Sole al centro del sistema solare), in contrapposizione alla teoria geocentrica di Tolomeo e Aristotele (la Terra al centro).
La Francia dello Stato Assoluto: il Regno di Luigi XIV
Nel 1643, alla morte di Luigi XIII e del Cardinale Richelieu, sale al trono Luigi XIV, inizialmente sotto la reggenza del Cardinale Mazzarino. La nobiltà, privata del suo potere, organizza grandi rivolte note come "la Fronda", che durano per cinque anni.
L'Assolutismo del Re Sole
Considerando i nobili come un nemico, dal 1661 Luigi XIV decide di regnare da solo, affiancato da tre ministri con potere puramente consultivo. Per governare le province, si affida a intendenti di origine borghese, creando una nuova classe sociale: la Nobiltà di Toga, che otteneva il titolo pagando per la carica, in contrapposizione alla tradizionale "nobiltà di spada". Per neutralizzare definitivamente il potere dei nobili, Luigi XIV li costringe a risiedere nella sfarzosa Reggia di Versailles, una "gabbia dorata" dove venivano loro assegnati incarichi onorifici ma inutili, concentrando così tutto il potere nelle proprie mani.
Politica Religiosa ed Economica
In ambito religioso, il re cerca di imporre l'unità cattolica, perseguitando gli ugonotti (protestanti francesi) con le cosiddette "dragonate" per costringerli alla conversione. Nel 1685, con l'Editto di Fontainebleau, revoca l'Editto di Nantes, abolendo la libertà di culto e riaffermando il principio del cuius regio, eius religio. In campo finanziario, il ministro Colbert attua una politica economica nota come colbertismo (una forma di mercantilismo), basata sul protezionismo. Vengono imposti alti dazi sulle importazioni per favorire la produzione interna, partendo dal principio che la ricchezza di una nazione dipendesse dalla quantità di moneta preziosa circolante.
Politica Espansionistica e Declino
Luigi XIV porta avanti una politica espansionistica che coinvolge tutta l'Europa, culminando nelle guerre di successione per il trono di Spagna dopo la morte dell'ultimo Asburgo. Alla sua morte, nel 1715, la Francia è profondamente indebitata e impoverita dalle continue guerre, tanto che il popolo festeggia la fine del suo lungo regno.
La Russia di Pietro il Grande: Modernizzazione e Assolutismo
Nel Seicento, la Russia era un paese arretrato, con una popolazione poco sviluppata e una società divisa tra la servitù della gleba e una potente nobiltà. Già nel Cinquecento, lo Zar Ivan il Terribile aveva cercato di accentrare il potere nelle sue mani, arrivando a compiere una strage dei boiari (i grandi nobili).
Lo Zar Pietro il Grande
Nel Seicento, lo Zar Pietro il Grande, ispirandosi a Luigi XIV, avvia un ambizioso progetto di modernizzazione e occidentalizzazione della Russia. Per realizzare il suo progetto, intraprende un viaggio in incognito in Europa per istruirsi. Durante il viaggio, impara tecniche di costruzione navale (diventando maestro d'ascia), visita scuole e cantieri, e si interessa persino di chirurgia e odontoiatria. Il suo obiettivo era importare le conoscenze europee per costruire edifici e infrastrutture moderne.
L'Apertura verso l'Occidente
Per garantire alla Russia uno sbocco sul mare, si scontra con la Svezia e riesce a costruire due porti sul Mar Baltico. Fonda la nuova capitale, San Pietroburgo, concepita come una "finestra sul Baltico" per favorire gli scambi commerciali con l'Occidente. Impone anche un'occidentalizzazione forzata dei costumi, obbligando i nobili a tagliare le lunghe barbe tradizionali e ad adottare abiti europei.
Un Assolutismo Incompiuto
Il suo potere è assoluto: abolisce la Duma (il parlamento dei boiari) e sottomette la Chiesa ortodossa al suo controllo, presentandosi come un sovrano voluto da Dio, la cui volontà è legge. Tuttavia, la sua opera di modernizzazione rimane superficiale e non riesce a trasformare le strutture profonde della società russa, che rimane un paese arretrato e privo di una vera borghesia.
La Rivoluzione Inglese: Dalla Monarchia Assoluta a quella Costituzionale
Sotto il regno di Elisabetta I, l'Inghilterra aveva vissuto un periodo fiorente di pace e tolleranza religiosa, caratterizzato da un grande sviluppo commerciale che aveva favorito la classe borghese.
L'Assolutismo degli Stuart
Alla sua morte nel 1603, sale al potere la dinastia degli Stuart. Sia Giacomo I che il suo successore, Carlo I (dal 1625), adottano una politica autoritaria, assolutista e antiparlamentare. Il tentativo di Carlo I di governare senza il Parlamento, che fin dai tempi della Magna Carta (1215) doveva approvare le nuove tasse, porta alla convocazione del "Lungo Parlamento" (1640-1653).
La Guerra Civile e la Repubblica di Cromwell
Il conflitto sfocia in una guerra civile (1642-1649) tra i sostenitori del re (nobiltà anglicana) e quelli del Parlamento (borghesia puritana). A guidare le forze parlamentari è Oliver Cromwell, che con il suo New Model Army porta la borghesia alla vittoria. Nel 1649, Carlo I viene decapitato e viene proclamata la Repubblica. Cromwell, tuttavia, assume presto i poteri di un dittatore. Alla sua morte nel 1658, il figlio si rivela incapace di governare.
La Restaurazione e la Gloriosa Rivoluzione
Il Parlamento decide di restaurare la monarchia, richiamando gli Stuart. Carlo II (1660) e poi Giacomo II (1685) commettono gli stessi errori, tentando di imporre l'assolutismo e, nel caso di Giacomo II, il cattolicesimo. Questo porta alla "Gloriosa Rivoluzione" del 1688, avvenuta senza spargimento di sangue. Il trono viene offerto a Guglielmo d'Orange, che firma il Bill of Rights (1689), un documento che garantisce i diritti del Parlamento e dei cittadini. Nasce così la monarchia costituzionale, un modello unico in Europa.
Dinamiche Economiche Europee: Declino e Ascesa
La Decadenza di Spagna e Portogallo
Spagna e Portogallo entrano in una fase di profonda decadenza. Nonostante le ricchezze coloniali, non sviluppano un'economia produttiva, basandosi sulla vendita di materie prime a basso costo e sull'acquisto di prodotti finiti. Le cause includono la cacciata di ebrei e moriscos, lo squilibrio tra allevamento e agricoltura, e le enormi spese per guerre e per il mantenimento della nobiltà, che portano all'aumento delle tasse e all'impoverimento della popolazione.
Il Secolo d'Oro dell'Olanda
Il Seicento è il Secolo d'Oro per l'Olanda. Il successo si basa sul Calvinismo, che promuove l'alfabetizzazione e l'etica del lavoro, su uno stato tollerante che attira capitali e competenze, e sulla nascita di un fiorente settore industriale. L'Olanda ottiene il monopolio degli scambi con l'Asia grazie alla Compagnia Olandese delle Indie Orientali.
L'Ascesa dell'Inghilterra e l'Economia-Mondo
L'Inghilterra si avvia a diventare la principale potenza economica. La sua ricchezza si fonda sullo sfruttamento coloniale e sul commercio triangolare: merci europee scambiate in Africa con schiavi, venduti in America in cambio di prodotti coloniali (zucchero, cotone, tabacco) da riportare in Europa. Questo sistema, basato su monoculture e manodopera schiavile, crea un'"economia-mondo" con un centro ricco (l'Europa) e una periferia sfruttata (le colonie), ponendo le basi del loro futuro sottosviluppo.
L'Italia sotto l'Influenza Spagnola: un Quadro di Declino
Nel Seicento, gran parte dell'Italia è sotto il controllo diretto (Ducato di Milano, Regno di Napoli, Stato dei Presidi) o l'influenza della Spagna. Tra gli stati più importanti, solo la Repubblica di Venezia mantiene una piena autonomia.
Il Declino della Repubblica di Venezia
Venezia vive un declino a causa dell'atlantizzazione, lo spostamento del commercio dal Mediterraneo all'Atlantico. Rimane, tuttavia, un importante centro culturale e artistico.
L'Arretratezza dello Stato della Chiesa
Lo Stato della Chiesa è economicamente arretrato. Il Papa governa come un sovrano assoluto, favorendo gli aristocratici e trascurando l'economia. La povertà diffusa causa fenomeni come il brigantaggio e continue rivolte.
La Crisi del Regno di Napoli
I viceré spagnoli si disinteressano del territorio, lasciandolo in rovina. L'economia si basa su latifondi mal coltivati, senza industrie né una borghesia attiva. Le tasse gravano solo sul popolo, mentre i nobili godono di privilegi. Questa ingiustizia porta a ribellioni, come la celebre rivolta di Masaniello a Napoli nel 1647, scoppiata contro una nuova tassa.