Lo Stato nel Sistema Internazionale: Sovranità, Territorio e Crisi
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Lo Stato come Attore nel Sistema Internazionale
Lo Stato è l'attore privilegiato, o quasi esclusivo, nel pensiero dei realisti come Hans Morgenthau. Tuttavia, il suo ruolo è oggi messo in discussione da altri attori, come le multinazionali. Nonostante ciò, lo Stato rimane un riferimento continuo quando si analizza il sistema internazionale.
Attualmente, si può parlare sia di crisi che di consolidamento dello Stato. Il consolidamento è evidente in termini numerici: il numero di Stati nel mondo è in costante aumento. La crisi, d'altra parte, è associata alla sfida posta ai governi nazionali da altri attori e alla proliferazione di entità statali che applicano il concetto di Stato a realtà molto diverse tra loro.
Sovranità e Territorio: I Pilastri dello Stato
Lo Stato si definisce attraverso due elementi fondamentali che lo distinguono da qualsiasi altro attore sulla scena internazionale: la sovranità e il territorio.
La Sovranità
Il Trattato di Westfalia (1648) è considerato il punto di partenza del moderno sistema di Stati. Con esso, si afferma il principio secondo cui il monarca è sovrano nel suo territorio, facendo scomparire la possibilità di un'autorità esterna o superiore (come l'Imperatore o il Papa). Gli elementi costitutivi dello Stato sono la popolazione, il territorio e un governo con l'autorità di governare.
Giuridicamente, lo Stato si differenzia dagli altri attori perché possiede uno status giuridico unico: la sovranità. Secondo l'Articolo 2.1 della Carta delle Nazioni Unite, tutti gli Stati sono uguali perché sono tutti sovrani. La sovranità si manifesta in due forme:
- Sovranità interna: la supremazia su qualsiasi altra autorità esistente all'interno della popolazione e del territorio.
- Sovranità esterna: l'indipendenza da qualsiasi autorità esterna.
Ciò non significa che uno Stato non sia soggetto a norme imperative superiori, ma che non vi è sottoposto senza il proprio consenso. La sovranità di uno Stato acquista pieno valore nel sistema internazionale quando è riconosciuta dagli altri Stati. In ambito giuridico, i rapporti tra Stati sovrani sono determinati dai principi della Carta delle Nazioni Unite:
- Principio di uguaglianza sovrana degli Stati.
- Principio di non-intervento o non-ingerenza negli affari interni.
- Principio del non ricorso alla guerra, se non per legittima difesa.
Questi principi sono stati spesso violati. Attualmente, è in corso una revisione di alcuni di essi, come quello di non-intervento, sulla base di criteri umanitari (il cosiddetto dovere di intervento umanitario).
Esistono Stati sovrani non membri delle Nazioni Unite (ad esempio, la Repubblica di Cina-Taiwan e la Città del Vaticano), anche se in alcuni casi fanno parte di agenzie specializzate del sistema ONU. A questi attori sovrani si aggiungono i territori dipendenti, come Gibilterra e le Isole Falkland (Regno Unito) o Porto Rico (Stati Uniti).
Il Territorio
Lo Stato possiede una caratteristica che lo distingue da ogni altro attore: il territorio. Nessun altro attore possiede legalmente un territorio. Lo Stato ha il dovere di garantire la propria integrità territoriale e indipendenza politica.
L'intervento da parte di altri Stati si giustifica quando vengono violati i diritti dei cittadini a tal punto da non permettere loro di vivere con dignità. Tale intervento deve essere molto preciso negli obiettivi e limitato nel tempo. Uno Stato, per essere considerato tale e per influenzare la politica estera di altri Stati, deve possedere elementi e mezzi (umani, materiali) per mantenere la propria integrità.
La stipulazione di accordi o trattati con altri paesi segue una procedura specifica: il progetto è condotto dal governo dello Stato interessato, negoziato con le controparti e, successivamente, sottoposto al Parlamento per l'approvazione.
Stati Falliti
Sono definiti "Stati falliti" quelli che non sono in grado di adempiere alle loro funzioni essenziali. Esistono diversi indici per misurare questa condizione. In generale, si definisce uno Stato "fallito" quando presenta le seguenti caratteristiche:
- Perde il controllo effettivo del proprio territorio.
- Perde il monopolio dell'uso legittimo della violenza.
- Dimostra l'incapacità di garantire i servizi pubblici essenziali e la sicurezza pubblica.
- La sua economia si basa su mercati neri, riciclaggio di denaro e attività illecite.
Durante la Guerra Fredda, le superpotenze tendevano a sostenere anche Stati deboli in cambio di vantaggi strategici (come la concessione di basi militari), impedendone di fatto il collasso.