Il Sistema Politico della Restaurazione Spagnola e il Meccanismo del Turnismo
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Il Partito Liberale e il Programma di Sagasta
Il Partito Liberale Fusionista, più tardi conosciuto semplicemente come Partito Liberale, è stato fondato nel 1880 ed ebbe come suo principale leader Práxedes Mateo Sagasta. Le basi della sua programmazione politica sono state il suffragio universale maschile, la libertà di religione, la libertà di stampa e il libero commercio.
Manipolazione Elettorale e Caciquismo
Per garantire l'efficacia del turnismo (l'alternanza concordata al potere), è stato essenziale controllare l'intero processo elettorale. In primo luogo, i distretti elettorali sono stati creati in base alla dimensione della popolazione e adattati per il controllo e il dominio da parte delle autorità; ciò includeva la gestione della vasta popolazione rurale per contrastare il voto urbano, tendenzialmente più libero e indipendente.
In secondo luogo, il Ministro dell'Interno stabiliva gli elenchi dei candidati che dovevano essere eletti, un processo noto come "encasillado" (scatola). Infine, si svolgevano le elezioni vere e proprie: elezioni truccate in cui i voti venivano manipolati per far coincidere i risultati con gli elenchi proposti da Madrid. A tal fine, si faceva affidamento su una serie di trappole elettorali conosciute con il nome di "brogli" (pucherazo).
In questa falsificazione sistematica dei risultati elettorali ha svolto un ruolo fondamentale la figura del "boss" o "cacique" (Chieftaincy). Questo personaggio, influente in una città o in un quartiere, esercitava un potere economico e politico di grandi dimensioni, che gli permetteva di controllare una specifica area elettorale.
L'Impianto del Caciquismo in Andalusia
Il sistema del caciquismo è stato particolarmente radicato in Andalusia, dove si è sviluppato in modo più violento che nel resto della Spagna. Ciò è stato favorito dall'alta percentuale di analfabetismo, dal rigido controllo del mercato del lavoro esercitato dai proprietari terrieri e dall'influenza dei capi locali nei comuni.
Per il Partito Conservatore si distinsero l'antequerano Romero Robledo e Pérez de Ayala; per il Partito Liberale spiccarono i duchi di Alba e Veragua e il Conte di Fernán Núñez. L'opera di Joaquín Costa, "Oligarchia e Caciquismo" (Oligarchia e dispotismo), riflette chiaramente la realtà del sistema politico della Restaurazione.
Sviluppi Politici: Il Regno di Alfonso XII (1874-1885) e la Reggenza di Maria Cristina (1885-1902)
La Restaurazione si divide in due periodi principali: il regno di Alfonso XII e la reggenza di sua moglie, Maria Cristina, iniziata dopo la morte del re (1885) e conclusasi con l'ascesa al trono dell'erede Alfonso XIII. Per tutto il periodo, il governo è rimasto nelle mani di due partiti dinastici che si alternavano al potere senza che l'opposizione (carlista, repubblicana, socialista e nazionalista) riuscisse a ottenere un numero sufficiente di deputati per formare un governo o esercitare un'efficace opposizione parlamentare.
Il Dominio del Partito Conservatore (1875-1881)
Il Partito Conservatore detenne il potere durante i primi anni del regno di Alfonso XII. In questo periodo vennero adottate diverse leggi di stampo conservatore volte alla restrizione delle libertà:
- Legge Elettorale (1876): ha ripristinato il suffragio basato sul censo, superando i principi della Costituzione del 1869.
- Control Act dei Comuni (1876): ha attribuito ai governatori provinciali e alla Corona il potere di nominare i sindaci.
- Riforma regionale basca (1876): relativa all'accordo economico.
- Legge sulla stampa (1879): considerava reato qualsiasi critica alla monarchia e al sistema politico della Restaurazione, colpendo anche la libertà di insegnamento nelle scuole superiori e nelle università.
Il Patto del Pardo e la Successione
Nel novembre 1885, alla morte di Alfonso XII, la regina non aveva ancora dato alla luce l'erede, Alfonso XIII (che nacque nel maggio 1886). Il timore di una destabilizzazione del sistema creato da Cánovas del Castillo spinse conservatori e liberali a stringere il cosiddetto Patto del Pardo. Con questo accordo, le parti decisero di turnarsi al potere pacificamente, rispettare le leggi approvate da ciascuna fazione e sostenere la regina reggente.
Nel 1897, l'assassinio di Cánovas per mano dell'anarchico italiano Angiolillo segnò la scomparsa dell'architetto del sistema. A Cánovas succedette alla guida del Partito Conservatore Francisco Silvela e, successivamente, Antonio Maura.