Situazioni Giuridiche Soggettive nel Diritto Amministrativo e Privato
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Parti: Situazioni Giuridiche Soggettive
A) Le situazioni di potere attivo
Libertà
La situazione della libertà ha due aspetti che la definiscono:
- Positivo: è la delimitazione, da parte della norma, di un'area funzionale o una serie di attività inerenti alla personalità di un soggetto in cui si può agire senza alcun vincolo.
- Negativo: la situazione della libertà comporta il divieto generale di immissione o la perturbazione di tale possibilità di attuazione.
Il concetto tecnico della libertà deve essere accuratamente differenziato da altre figure legate: questo concetto non è identico a quello della libertà come uno dei valori più alti del sistema giuridico; è diverso dai concetti di potere e diritto soggettivo; è anche diverso dal concetto di libertà pubbliche, diritti fondamentali o diritti pubblici riconosciuti costituzionalmente.
Le situazioni soggettive del diritto di libertà esistono sia nel campo del diritto pubblico che nel diritto privato. Tipico di quest'ultimo è la cosiddetta autonomia o libertà contrattuale.
Il Potere
a) Il concetto e i caratteri
Per potere si intende la posizione di forza che permette al titolare di imporre un comportamento agli altri attraverso la creazione, la modifica o la cessazione di rapporti giuridici o modificando lo stato fisico delle cose. Le sue caratteristiche sono:
- Il potere ha sempre la sua origine in una norma di diritto che ne investe il soggetto titolare.
- In genere proviene dal diritto soggettivo di un determinato rapporto giuridico, ma può anche essere concesso direttamente dalla legge e addirittura creato dall'esercizio di una potestà.
- L'esercizio di un diritto soggettivo ha un oggetto specifico, concreto e determinato, e il suo contenuto è l'esecuzione di un comportamento specifico e concreto dovuto da uno o più soggetti passivi.
- Il diritto soggettivo è una posizione di potere che porta alla soddisfazione di un interesse proprio del titolare; come risultato, il suo contenuto è liberamente modificabile dal proprietario ed è anche rinunciabile.
- Il diritto giuridico è, per natura, trasmissibile ad altri, ad eccezione di quelli di natura personale.
- Per contro, il potere è inalienabile da parte del titolare individuale; in determinate condizioni, può essere trasferito solo il suo esercizio legale.
- Il semplice diritto è di solito sensibile al possesso avverso e alla prescrizione estintiva.
b) I diversi tipi di competenze
L'autorità è composta da vari elementi, il che permette diverse classificazioni della stessa:
- Poteri pubblici e privati: I poteri autoritari di intervenire nel campo giuridico altrui sono in genere di proprietà pubblica. Esistono tuttavia alcuni poteri in mano a privati: la maggior parte di essi sono inerenti alla posizione dominante detenuta da alcune persone all'interno del diritto privato (es. potestà genitoriale), ma si sottolinea anche il fenomeno unico di un'autorità di regolamentazione inerente al diritto di contrattazione collettiva lavorativa.
- Eteroatribuiti e conferiti: In base al modo di attribuzione, i poteri possono essere classificati a seconda che siano stati creati e rilasciati da un organismo o soggetto diverso dal proprietario o dal destinatario.
- Espressi, impliciti o inerenti: In base alla manifestazione, si distinguono i poteri esplicitamente sanciti dalla regola di attribuzione da quelli che si possono ragionevolmente dedurre attraverso un'interpretazione sistematica che dia coerenza al sistema.
- Specifici o generici: A causa della sua portata, i poteri possono essere considerati come clausole di competenza generica o generale. La ripartizione dei poteri dello Stato deve essere valutata concretamente, specificando nel maggior dettaglio possibile l'autorità in cui consiste.
Queste definizioni sono accettabili a due condizioni: che siano formalmente istituite dalla legge e che non sia ammissibile in generale la presenza di poteri impliciti basati su una presunta "natura delle cose" o su una "normalità" dell'Amministrazione che non permetta un grado di accuratezza superiore nella definizione dei termini.
c) In particolare: poteri vincolati e poteri discrezionali
La questione della discrezionalità è uno dei temi centrali di tutto il diritto pubblico. La delimitazione tra attività regolamentata (vincolata) e discrezionale è semplice:
- Attribuendo un potere, la legge può stabilire le condizioni per esercitarlo appieno, in modo che il suo utilizzo sia controllato in un processo quasi automatico.
- La discrezionalità non è generalmente una caratteristica assoluta di un potere, ma riguarda alcuni dei suoi elementi o condizioni di esercizio. In ogni potere cosiddetto discrezionale ci sono elementi regolamentati: il fatto della sua esistenza, la situazione di fatto che autorizza a usarlo, la competenza e il fine della potestà.
La discrezionalità non è il prodotto di uno spazio di libertà dell'Amministrazione, ma la conseguenza consapevole di una norma di riferimento. Essa non deve essere confusa con l'indeterminatezza dei concetti giuridici. Oggi, dottrina e giurisprudenza riconoscono che potere discrezionale e concetti indeterminati sono fatti diversi: sebbene il governo possa definire preliminarmente l'esistenza del concetto, tale valutazione può essere rivista e sostituita da un giudice.
L'uso dei poteri discrezionali è pienamente soggetto a controllo, che può avvenire a tre livelli:
- Attraverso il controllo giurisdizionale degli elementi regolamentati della potestà.
- Controllo sui fatti decisivi, vale a dire l'esistenza e la realtà della situazione adottata per consentire l'uso della potestà.
- Controllo della decisione discrezionale tramite i principi generali del diritto, una tecnica che rappresenta un salto di qualità. Questa forma di controllo agisce nel regno della decisione discrezionale, la cui legittimità deve confrontarsi con le regole non scritte (i principi generali).
Il Diritto Soggettivo
a) Concetto e caratteri
Il diritto soggettivo può avere la sua origine in una regola, nell'esercizio di un potere o di un particolare rapporto giuridico. Ha uno scopo preciso e specifico, e il suo contenuto è la realizzazione di un comportamento concreto richiesto a un soggetto passivo. È una posizione di potere che porta alla soddisfazione di un interesse del suo titolare.
Vi sono tre particolarità da citare:
- I diritti individuali nel campo del diritto amministrativo sono strutturalmente simili ai tipici diritti privati.
- I diritti costituzionali o diritti soggettivi pubblici non esauriscono tutti i diritti di credito nei confronti dell'amministrazione, ma ne costituiscono un sottinsieme.
b) I diversi tipi di diritti soggettivi
I diritti sono classificabili in base a vari elementi:
- Per il titolare: si distinguono i diritti individuali dell'Amministrazione e degli amministrati. Anche le autorità pubbliche possiedono diritti soggettivi.
- Per il background: i diritti possono essere direttamente attribuiti da una norma, nascere da contratti, da atti dannosi o derivare da atti amministrativi nell'esercizio di una potestà.
- Per il contenuto:
- Diritti obbligatori o di credito: i più comuni, riguardano l'ottenimento di prestazioni e servizi pubblici.
- Diritti reali: sia dell'Amministrazione che degli amministrati.
- Diritti di partecipazione: conferiscono il potere di intervenire nell'organizzazione pubblica o nel processo di costituzione dei suoi organi.
c) I diritti soggettivi o interessi legittimi di reazione
Il diritto amministrativo menziona spesso l'interesse legittimo. Questa dicitura, alternativa al diritto soggettivo, indica uno status giuridico distinto, sebbene meno energico. L'origine risiede nell'evoluzione del modello francese di controllo della legittimità amministrativa.
Il modo di risolvere il caos apparente è stato negare l'individualità dell'interesse come status autonomo, descrivendolo come una forma atipica di diritto soggettivo, definito diritto soggettivo reattivo. Esistono differenze:
- I diritti individuali tipici sono titoli di potere preesistenti a un eventuale conflitto.
- I diritti di reazione nascono solo al momento e come risultato del conflitto.
Gli interessi legittimi si dividono in:
- Interessi individuali: quando l'azione amministrativa incide direttamente sulla sfera giuridica di una persona.
- Interessi collettivi: rappresentano un problema complesso. Nello Stato liberale, la difesa degli interessi che trascendono il livello individuale era considerata competenza esclusiva delle istituzioni pubbliche.
B) Il dovere o situazioni passive
La Soggezione
La soggezione è la controparte passiva del potere, costituita dal dovere di sostenere l'esercizio del potere altrui sulla propria sfera giuridica. Si tratta di una condizione statica, un membro di uno stato di situazione giuridica.
L'Obbligo
L'obbligo giuridico è il dovere di eseguire un particolare comportamento (fare o non fare) che il sistema normativo prevede a beneficio o utilità di una terza persona, la quale detiene il potere di richiederlo.
L'Onere
L'onere (o carica) ha un profilo ibrido tra potere e dovere: è la necessità giuridica di eseguire uno specifico comportamento. L'onere solitamente comporta un comportamento positivo; la costrizione legale a compiere tale comportamento è fissata nell'interesse proprio del soggetto su cui pesa.
La figura dell'onere deriva dal diritto processuale ed è molto comune nel diritto amministrativo procedimentalizzato (es. l'onere della prova, la richiesta di proroga dei termini o la presentazione di ricorsi).
Il Dovere Pubblico
La caratterizzazione dei doveri pubblici si basa su tre circostanze:
- L'obbligo ha un contenuto specifico e concreto, mentre la condotta del dovere è descritta in modo astratto e generico.
- L'obbligo tende a servire l'interesse di un particolare soggetto, mentre il dovere pubblico è imposto nell'interesse pubblico o della collettività.
- All'obbligo corrisponde un diritto individuale di un'altra persona; tale corrispondenza diretta non esiste nel dovere pubblico.