Società ed economia di Hispania romana: romanizzazione, classi sociali e attività economiche

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Società

Nel corso del II secolo d.C. si stima che la popolazione di Hispania fosse tra i tre e i cinque milioni di persone. La popolazione era composta da un agglomerato di gruppi sociali differenziati per grado di ricchezza, diritti e partecipazione agli affari pubblici. Si trattava di una società basata sulla schiavitù; durante il Basso Impero iniziò una transizione verso il regime del colonato a causa della scarsità di schiavi e del degrado della città come unità di produzione e consumo.

Gruppi sociali

Possiamo distinguere diversi gruppi sociali:

  • Ordine senatorio: formato da individui dell'aristocrazia romana trasformati in grandi proprietari terrieri che monopolizzavano le cariche di controllo del governo provinciale e locale.
  • Ordine equestre: secondo per importanza, controllava parte delle forze militari, il servizio civile e religiose competenze; comprendeva un gruppo di piccoli proprietari che partecipavano alla vita municipale.

Entrambi questi gruppi appartenevano alla categoria dei cives Romani (cittadini romani), caratterizzati dal possesso di pieni diritti politici, compreso l'accesso ai tribunali e alle cariche pubbliche. Erano considerati honestiores.

  • Populus (popolani): composto da piccoli proprietari, artigiani e liberti. Erano cittadini liberi, ma non avevano pieni diritti politici: gli humiliores.
  • Schiavi: presenza numerosa e di fondamentale importanza economica. Si giungeva alla condizione di schiavitù per conquista, cattura, acquisto o successione. Gli schiavi non avevano autonomia personale e non potevano costituire famiglia o possedere beni. Dal II secolo d.C. lo status giuridico ed economico dei liberti tendeva ad avvicinarsi a quello di alcuni schiavi liberati.

Latinizzazione

Il fenomeno della latinizzazione fu lento e graduale ma irreversibile: il latino divenne la lingua dell'amministrazione e del governo. Ci fu resistenza da parte delle lingue celtiche e iberiche, ma l'imposizione fu completa anche perché molti alfabeti indigeni erano in ritardo rispetto alla scrittura latina. Conoscere il latino era un prerequisito per l'accesso allo status di cittadino romano. Le comunità montane o le aree più povere conservarono più a lungo le lingue locali — come il basco — ma senza sviluppare una cultura alfabetizzata paragonabile a quella latina.

Diritto romano

Un altro aspetto importante fu l'acquisizione del diritto romano, una delle più grandi creazioni del popolo romano. Per lungo tempo i Romani furono disciplinati da disposizioni ispirate al costume che più tardi furono codificate e scritte. Il diritto romano, in opposizione al collettivismo dei popoli pre-romani, rivendicava i diritti individuali e la proprietà privata. Non scomparve con la fine del potere politico di Roma: fu accettato e assimilato nel Medioevo dalle popolazioni cosiddette barbariche e costituisce ancora oggi il nucleo duro del diritto occidentale.

Religione

In Hispania si diffuse la religione romana, comprensiva del culto ufficiale di Roma e del culto imperiale, ma sopravvissero anche culti pre-romani. Furono inoltre presenti espressioni abbondanti di culti orientali, come quelli di Iside o Mitra. Più tardi si diffuse il cristianesimo, che crebbe notevolmente nella penisola a partire dal III secolo d.C.; le comunità cristiane si strutturarono progressivamente. Dopo la fine delle persecuzioni e l'Editto di Milano emanato da Costantino, che stabilì la libertà religiosa per la Chiesa e la sua capacità giuridica di possedere proprietà, iniziò un periodo di crescente influenza ecclesiastica sia economica sia demografica. Con Teodosio il cristianesimo divenne religione ufficiale dello Stato e si sviluppò lo Stato parallelo della Chiesa.

Esempi di romanizzazione

Il grado di assimilazione e integrazione nel mondo romano si riscontra anche nelle figure eminenti di origine ispanica che emersero in vari campi: gli imperatori Adriano e Traiano; Seneca (retore e filosofo); Lucano (poeta); Columella (agronomo); Marziale (satirista); Quintiliano; Pomponio Mela (geografo).

Oltre alla lingua e a molte radici culturali e di stile di vita, nel nostro territorio restano numerose tracce materiali dell'epoca romana. È possibile contemplare resti non solo nei musei e nei centri culturali, ma anche sul territorio: innumerevoli ponti — uno dei più significativi è quello di Alcántara — fornici, tratti stradali che rimangono alla base di molte vie odierne, e città di epoca romana che conservano non solo il nome ma anche mura, acquedotti, templi, terme e altri edifici.

Le attività economiche

In un primo momento Roma considerò Hispania una risorsa da cui estrarre metalli, prodotti agricoli e schiavi; in seguito lo sfruttamento delle risorse della penisola si diversificò.

Agricoltura e allevamento

Hispania era importante nell'ambito agricolo. Si coltivavano cereali, vite e olivo, e si praticava l'allevamento ovino. Queste colture erano particolarmente diffuse nelle regioni incorporate a Roma già in età repubblicana, come l'Andalusia, dove si svilupparono grandi latifondi e ville lavorate da schiavi. Un'altra coltura significativa era l'esparto, soprattutto nella regione di Cartagena. Oltre all'agricoltura pluviale, si praticava l'irrigazione in aree come Sagunto, Murcia e Almería per la coltivazione del lino e degli ortaggi.

In aree meno fertili la produzione agricola si orientò più verso l'allevamento, come nel plateau del Duero. L'allevamento ovino garantì la produzione di lana, anche in Andalusia nella valle del Guadalquivir.

Pesca e industria del pesce

La pesca ebbe importanza economica, con un'industria del pesce salato particolarmente fiorente sulle coste andaluse.

Attività minerarie

L'estrazione mineraria fu intensamente sviluppata dai Romani, che incentivarono l'uso del lavoro schiavo. Tra i principali minerali estratti: oro (Sierra Morena e altre aree), argento (Cartagena), rame (Rio Tinto), piombo (Cantabria), stagno (Galizia settentrionale e Portogallo) e cinabro (Almadén). In tutti i casi, l'uso massiccio del lavoro schiavo permise l'estrazione di grandi quantità di minerale.

Artigianato

La produzione artigianale era concentrata in piccoli laboratori che realizzavano ceramiche, metalli, vetro e mosaici.

Schiavismo e mercato

Molti schiavi provenivano da popolazioni locali delle città conquistate che si erano ribellate o erano state catturate; venivano venduti dai funzionari e inviati ai mercati degli schiavi. L'economia di Hispania era immersa in un mercato che copriva l'intera area mediterranea: da Hispania si esportavano vino, metalli e olio, mentre si importavano manufatti e beni di lusso. Inoltre, praticamente in tutto il territorio cominciò a circolare la moneta.

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