Socrate: Origini e Metodologia della Filosofia Morale Ateniese

Classificato in Filosofia ed etica

Scritto il in italiano con una dimensione di 3,98 KB

Socrate: La Fondazione della Filosofia Morale

Socrate nacque ad Atene intorno al 470 a.C. A differenza dei sofisti, non nutriva aspirazioni politiche e, fatto notevole, non lasciò nulla di scritto.

Egli praticò un tipo di istruzione diretta, utilizzando il dialogo, orientato ai problemi di natura morale e pratica. A differenza dei sofisti, il suo insegnamento non prevedeva alcun costo.

Vita e Condanna

  • Fu un cittadino ateniese che partecipò con grande valore alla Guerra del Peloponneso.
  • Venne accusato di empietà e di corrompere la gioventù ateniese.
  • Fu processato e condannato a morte. Rifiutò la fuga preparata dai suoi amici, ritenendola contraria alle leggi di Atene.

Il suo processo e la condanna devono essere collegati all'influenza esercitata dai sofisti nella società ateniese del tempo. Socrate condivideva con loro l'interesse per le questioni etiche e morali, che avevano acquisito grande importanza tra la popolazione di Atene. Tuttavia, le differenze tra loro erano molto più significative.

Distanze dai Sofisti e Metodo Filosofico

Socrate si dedicava a discutere con chiunque su qualsiasi argomento, senza chiedere denaro, interessato unicamente alla ricerca della verità. Per questo motivo, divenne un nemico ontologico dell'agnosticismo, dello scetticismo epistemologico e del relativismo morale che caratterizzavano gran parte dei sofisti.

Il Dialogo come Strategia

Dal punto di vista metodologico, Socrate si distinse nettamente, adottando il dialogo come strategia fondamentale per giungere alla verità, fuggendo sempre dai monologhi e dai discorsi retorici volti solo a sedurre gli ascoltatori.

Il suo dialogo si articolava in due momenti cruciali:

  1. Momento Negativo (Ironia): Caratterizzato dall'ironia, mirava a evidenziare le contraddizioni in cui cadeva l'interlocutore, mostrando la sua ignoranza e ponendolo in una situazione adeguata per intraprendere il cammino della verità.
  2. Momento Positivo (Maieutica): Successivamente, passava alla maieutica, attraverso la quale, tramite domande e risposte, faceva emergere la conoscenza che l'interrogato già possedeva nella propria anima.

Il Metodo Induttivo

Nel suo dialogo, Socrate prediligeva iniziare con esempi concreti e controesempi. Gradualmente, attraverso il confronto e il contrasto, aumentava il grado di astrazione, permettendo così di formulare la migliore definizione universale e valida possibile. Questo è un metodo induttivo che parte sempre dal particolare per cercare di accedere all'universale. La sua ricerca si concentrò su concetti morali ed estetici come valore, bellezza e giustizia.

L'Intellettualismo Morale

Nel suo discorso ad Atene, Socrate rafforzò la sua tesi morale ed epistemologica di fondo: l'intellettualismo morale. Egli credeva fermamente che nessuno compie il male consapevolmente e che, pertanto, la fonte di ogni errore morale risiede nell'ignoranza.

La via verso la virtù è la via della conoscenza:

  • Maggiore è l'esercizio dell'intelligenza, maggiore è il grado di saggezza.
  • Maggiore è la dignità morale che la città può raggiungere e più retto sarà il suo comportamento.

Socrate era convinto che la virtù fosse alla portata di ogni cittadino. Questo approccio sarà adottato come fondamento dal suo discepolo Platone e da Aristotele, i quali, pur mantenendo la base socratica, daranno il loro personale approccio, correggendo e adattando la dottrina alla realtà della polis.

Voci correlate: