I Sonetti Immortali di Petrarca: Amore, Solitudine e Pentimento nel Canzoniere
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Il Canzoniere di Petrarca: Temi e Interpretazioni
Voi ch'ascoltate in rime sparse
Parafrasi Dettagliata (Strofe 1-4)
- Presso di voi che ascoltate in poesie staccate tra loro il suono
- di quei sospiri d’amore di cui io nutrivo il mio animo,
- al tempo del mio primo traviamento giovanile,
- quando in parte ero un uomo diverso da quello che sono ora,
Parafrasi Dettagliata (Strofe 5-8)
- (presso di voi che ascoltate il suono) dei diversi stili, in cui io piango e mi esprimo
- fra le inutili speranze e l’inutile dolore,
- se c’è qualcuno che sappia per esperienza che cos’è l’amore,
- spero di trovare presso di lui compassione e perdono.
Parafrasi Dettagliata (Strofe 9-14)
- Ma ora mi accorgo chiaramente come per tutto il popolo
- sono stato per molto tempo oggetto di dicerie, motivo per cui spesso
- ho vergogna di me stesso dentro di me;
- e la vergogna è il risultato del mio vaneggiare,
- e il pentimento e il sapere con chiarezza
- che tutto ciò che riguarda la vita terrena è di breve durata.
Sintesi del Significato
Presso di voi che ascoltate in poesie staccate tra loro il suono di quei sospiri d’amore di cui io nutrivo il mio animo, al tempo del mio primo traviamento giovanile, quando in parte ero un uomo diverso da quello che sono ora, (presso di voi che ascoltate il suono) dei diversi stili, in cui io piango e mi esprimo fra le inutili speranze e l’inutile dolore, se c’è qualcuno che sappia per esperienza che cos’è l’amore, spero di trovare presso di lui compassione e perdono. Ma ora mi accorgo chiaramente come per tutto il popolo sono stato per molto tempo oggetto di dicerie, motivo per cui spesso ho vergogna di me stesso dentro di me; e la vergogna è il risultato del mio vaneggiare, e il pentimento e il sapere con chiarezza che tutto ciò che riguarda la vita terrena è di breve durata.
Movesi il vecchierel canuto e bianco
Parafrasi Dettagliata
- Il vecchietto canuto e imbiancato dall’età si separa
- dal suo tranquillo paese natale, che lo ha nutrito per l’intero numero dei suoi anni (dove ha trascorso tutta la vita),
- e dalla sua famiglia, commossa
- che vede il caro padre partire;
- da lì, trascinando a fatica le vecchie membra (“l’antiquo fianco”)
- attraverso le ultime giornate della sua vita,
- si fa coraggio quanto più può con la buona volontà,
- sfiancato dagli acciacchi dell’età e affaticato dal cammino;
- e viene a Roma, seguendo il suo desiderio
- di vedere il cosiddetto velo della Veronica, l’immagine di Cristo
- che spera di poter vedere di nuovo in cielo, dopo la morte (“ancor”):
- allo stesso modo, a volte cerco io, sfinito,
- Laura, per quanto possibile, in altre donne
- il vostro desiderato volto in carne e ossa.
Sintesi del Significato
Il vecchietto canuto e imbiancato dall’età si separa dal suo tranquillo paese natale, che lo ha nutrito per l’intero numero dei suoi anni (dove ha trascorso tutta la vita), e dalla sua famiglia, commossa che vede il caro padre partire; da lì, trascinando a fatica le vecchie membra (“l’antiquo fianco”) attraverso le ultime giornate della sua vita, si fa coraggio quanto più può con la buona volontà, sfiancato dagli acciacchi dell’età e affaticato dal cammino; e viene a Roma, seguendo il suo desiderio di vedere il cosiddetto velo della Veronica, l’immagine di Cristo che spera di poter vedere di nuovo in cielo, dopo la morte (“ancor”): allo stesso modo, a volte cerco io, sfinito, Laura, per quanto possibile, in altre donne il vostro desiderato volto in carne e ossa.
Solo et pensoso
Parafrasi Dettagliata
- Solo e pensieroso i più deserti campi
- percorro a passo lento
- e tengo gli occhi attenti affinché io possa fuggire
- i luoghi segnati da piede umano.
- Non trovo altro riparo per salvarmi
- dal fatto che la gente comprenda (il poeta si riferisce alla comprensione del suo stato interiore),
- perché negli atti privi di allegria
- si legge esteriormente come io dentro ardo;
- tanto che io credo ormai che sia i monti, le pianure,
- i fiumi e i boschi sappiano di che tenore
- sia la mia vita, che è nascosta agli altri.
- Ma tuttavia vie così impervie e solitarie
- non so cercare, che Amore non venga sempre
- a parlare con me ed io con lui.
Sintesi del Significato
Solo e pensieroso percorro a passo lento i più deserti campi e tengo gli occhi attenti affinché io possa fuggire i luoghi segnati da piede umano. Non trovo altro riparo per salvarmi dal fatto che la gente comprenda (il poeta si riferisce alla comprensione del suo stato interiore), perché negli atti privi di allegria si legge esteriormente come io dentro ardo; tanto che io credo ormai che sia i monti, le pianure, i fiumi e i boschi sappiano di che tenore sia la mia vita, che è nascosta agli altri. Ma tuttavia non so cercare vie così impervie e solitarie che Amore non venga sempre a parlare con me ed io con lui.
Erano i capei d'oro
Parafrasi Dettagliata
- I biondi capelli come l’oro (di Laura) erano sparsi al vento,
- che li avvolgeva in tanti dolci giri,
- e la bella luce di quegli occhi, che ora sono così privi di luminosità, splendeva straordinariamente;
- e il viso mi sembrava (v. 6: “mi parea”) assumere un’espressione di benevolenza nei miei confronti
- Ma non posso dire con certezza se ciò fosse vero o falso:
- io che avevo confitta nel petto il dardo dell’amore,
- cosa c’è da stupirsi se subito arsi d’amore?
- Il suo incedere non era quello di un corpo mortale,
- ma di uno spirito angelico, e la sua voce
- aveva un suono diverso da una soltanto (pur) umana;
- una creatura del cielo, un sole vivente
- fu quello che vidi; e anche nel caso in cui non avesse più quell’aspetto,
- di certo la ferita procurata da una freccia non si risana solo perché la corda dell’arco, dopo il colpo sferrato, si allenta.
Sintesi del Significato
I capelli biondi come l’oro (di Laura) erano sparsi al vento, che soffiando li avvolgeva in tanti dolci giri, e la bella luce di quegli occhi, che ora sono così privi di luminosità, splendeva straordinariamente; e il viso mi sembrava (v. 6: “mi parea”) assumere un’espressione di benevolenza nei miei confronti, ma non posso dire con certezza se ciò fosse vero o falso: io che avevo confitto nel petto il dardo dell’amore, cosa c’è da stupirsi se subito ne avvampai? Il suo incedere non era quello di un corpo mortale, ma di uno spirito angelico, e la sua voce aveva un suono diverso da una soltanto (pur) umana; una creatura del cielo, un sole vivente fu quello che vidi; e anche nel caso in cui non avesse più quell’aspetto, di certo la ferita procurata da una freccia non si risana solo perché la corda dell’arco, dopo il colpo sferrato, si allenta.
La vita fugge
Sintesi del Significato
La vita fugge e non si arresta neppure un attimo, e la morte la segue a grandi passi. Il presente e il passato mi tormentano, così come il futuro. Il ricordo [del passato] e l'attesa [del futuro] mi angosciano, ora da una parte ora dall'altra, a tal punto che in verità io mi sarei già liberato da tutti questi pensieri [mi sarei ucciso], se non avessi pietà della mia anima.
Ritorno a pensare se il mio cuore triste provò mai dolcezza [nel passato]; e poi, dall'altra parte [pensando al futuro] vedo la mia navigazione turbata dai venti. Vedo il fortunale in porto e il mio timoniere [la ragione] ormai stanco, e rotti gli alberi e le sartie, e spente le belle luci [gli occhi di Laura] che ero solito fissare.
Interpretazione Aggiuntiva
La vita corre e non si ferma un attimo e la morte viene dietro a grandi tappe; mi tormentano i ricordi della vita passata, le circostanze di quella presente, le previsioni di quella futura; e il ricordare e l’aspettare mi angosciano sia se mi rivolgo al passato sia all’avvenire, così che in verità, io mi sarei già liberato di questi affanni, se non avessi pietà della mia anima. Cerco di ricordarmi se il mio triste cuore ebbe mai alcuna gioia; e per quanto riguarda il futuro, vedo i venti turbati nel corso della mia vita; vedo tempesta anche in porto: persino la morte, che avrebbe dovuto essere il mio porto di tranquillità, mi si preannuncia agitata, e stanco ormai il mio spirito, vedo rotti gli alberi e le funi della mia nave e vedo spenti per sempre i begli occhi di Laura che ero solito contemplare.
O cameretta che già fosti un porto
Sintesi del Significato
O mia camera, che un tempo sei stata un rifugio sicuro dalle gravi angosce che provavo durante il giorno, ora durante la notte sei fonte di lacrime che il giorno cerco di nascondere per vergogna. O mio letto, che eri pace e conforto in tanti affanni, l’amore ti bagna con urne piene di lacrime da quelle mani di avorio che sono crudeli solo verso di me, così ingiustamente!
E io non fuggo solo la mia camera e il mio letto, ma soprattutto me stesso e il mio pensiero, mentre talvolta seguendolo ho realizzato grandi opere; e invece cerco quale mio rifugio il popolo a me ostile e odioso (chi l’avrebbe mai pensato?): è tale la mia paura di ritrovarmi solo.