Storia e Cronologia della Seconda Guerra Mondiale: Eventi e Protagonisti

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Cronologia della Seconda Guerra Mondiale

Il governo di Hitler aveva come obiettivo l'acquisizione di un grande impero che fornisse al paese il suo "spazio vitale" (Lebensraum) in Europa orientale. Hitler calcolò che il raggiungimento dell'egemonia tedesca in Europa avrebbe richiesto la guerra. Dopo aver assicurato la neutralità dell'Unione Sovietica (con il patto di non aggressione tra la Germania e l'URSS), la Germania scatenò la Seconda Guerra Mondiale invadendo la Polonia il 1° settembre 1939. Gran Bretagna e Francia risposero dichiarando guerra alla Germania il 3 settembre.

L'espansione del conflitto in Europa

Il 9 aprile 1940, le forze tedesche invasero la Norvegia e la Danimarca; nel maggio 1940, la Germania cominciò l'assalto occidentale. L'Unione Sovietica occupò gli Stati Baltici nel giugno 1940 e li annesse nell'agosto dello stesso anno. L'Italia, membro dell'Asse, entrò in guerra nel giugno 1940. Dal 13 agosto fino al 31 ottobre 1940, l'aviazione nazista attaccò l'Inghilterra nella campagna conosciuta come la Battaglia d'Inghilterra.

Dopo aver dominato i Balcani con l'invasione della Jugoslavia e della Grecia il 6 aprile 1941, la Germania invase l'Unione Sovietica il 22 giugno 1941, in diretta violazione del patto tedesco-sovietico. A giugno e luglio 1941, i tedeschi occuparono anche gli Stati Baltici. Stalin, il leader sovietico, divenne un importante leader del gruppo alleato insieme al presidente USA Franklin Delano Roosevelt e al Primo Ministro della Gran Bretagna Winston Churchill.

L'intervento degli Stati Uniti e la svolta della guerra

Il 7 dicembre 1941, il Giappone (una delle potenze dell'Asse) bombardò Pearl Harbor, nelle Hawaii. Gli Stati Uniti dichiararono immediatamente guerra al Giappone. L'11 dicembre, la Germania e l'Italia dichiararono guerra agli Stati Uniti. Cominciando con l'arrivo nel 1942 delle truppe americane in Nord Africa, gli Alleati ottennero una serie di vittorie militari. Il 2 febbraio 1943, la sesta armata tedesca si arrese ai sovietici a Stalingrado.

Nel mese di settembre, gli Alleati invasero l'Italia, che si arrese l'8 settembre; tuttavia, Mussolini istituì un regime fascista nel nord Italia. Le forze tedesche invasero quindi l'Italia settentrionale e si spostarono a sud per scontrarsi con le forze alleate. Le truppe tedesche rimasero nel nord Italia fino al maggio 1945. Il 6 giugno 1944 (nel D-Day), duecentocinquantamila soldati alleati arrivarono in Francia, che fu liberata entro la fine di agosto.

La fine del Terzo Reich e la resa del Giappone

Le forze aeree alleate attaccarono i siti industriali nazisti, come il campo di Auschwitz (anche se le camere a gas non furono mai un bersaglio). I sovietici iniziarono l'offensiva il 12 gennaio 1945 e liberarono la Polonia e l'Ungheria. A metà febbraio del 1945, gli Alleati bombardarono Dresda, dove rimasero uccisi quasi centoventimila civili. Il 29 aprile Hitler si suicidò. Berlino fu catturata dalle forze sovietiche nel maggio 1945 e i tedeschi si arresero il 7 maggio 1945.

Nel mese di agosto, la guerra nel Pacifico si concluse poco dopo che gli Stati Uniti utilizzarono le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, uccidendo istantaneamente circa centoventimila civili. Il Giappone si arrese formalmente il 2 settembre. La Seconda Guerra Mondiale causò circa 55 milioni di morti in tutto il mondo.

Le Cause del Conflitto

Non esiste una sola causa o un unico motivo politico, economico o sociale che abbia scatenato la Seconda Guerra Mondiale, bensì una combinazione di questi fattori. Dopo la Prima Guerra Mondiale (1914-1918), furono firmati trattati di pace tra le nazioni che alcuni paesi ritennero ingiusti, portando a risentimento nella popolazione e desiderio di vendetta.

L'eredità del Trattato di Versailles

Per esempio, il Trattato di Versailles ridusse il territorio della Germania e dell'Austria, aree popolate da tedeschi. Possiamo citare alcune delle clausole del trattato, firmato per la resa della Germania, come motivi principali di questa guerra:

  • 1. Risarcimenti economici: Pagamento di un indennizzo da parte della Germania agli Alleati per le perdite subite.
  • 2. Disarmo militare: Riduzione dell'esercito tedesco e divieto di possedere armi moderne come carri armati, aerei e sottomarini.
  • 3. Restrizioni navali: Limitazione della flotta tedesca a navi inferiori alle 10.000 tonnellate.

Ideologie e tensioni etniche

La Seconda Guerra Mondiale emerse anche a causa del confronto tra sistemi politico-economici opposti. Il conflitto vide scontrarsi tre ideologie contrastanti: il liberalismo democratico, il nazi-fascismo e il comunismo sovietico.

In secondo luogo, vi furono i problemi etnici derivanti dalla riorganizzazione dell'Europa dopo Versailles. Emerse un senso di superiorità della razza germanica (identificata da Hitler come "razza ariana") su altri gruppi, principalmente gli ebrei, che secondo la visione nazista controllavano l'economia capitalistica, dividevano i popoli germanici e interrompevano lo sviluppo economico.

Il fallimento della diplomazia internazionale

D'altra parte, influì la condotta di altri paesi. La Francia temeva un nuovo attacco da parte della Germania e voleva evitarlo a tutti i costi. Al contrario, i governi del Regno Unito e degli Stati Uniti sottovalutarono il pericolo del riarmo tedesco. Il governo britannico adottò una politica di appeasement nei confronti dell'espansionismo tedesco, pensando che fare concessioni a Hitler avrebbe ottenuto la sua cooperazione contro la minaccia sovietica, evitando così una nuova guerra. In terzo luogo, si può affermare che la Seconda Guerra Mondiale nacque direttamente dalle conseguenze irrisolte della Prima.

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