Storia del Primo Dopoguerra: Fascismo, Nazismo e la Grande Depressione
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L'Italia nel Primo Dopoguerra e il Biennio Rosso
Nel periodo dell'Italia del dopoguerra, il Paese affrontò una profonda crisi caratterizzata dalla necessità di convertire le industrie militari in civili, un mercato fermo, un'alta disoccupazione e la difficile sistemazione degli ex combattenti.
Il cosiddetto Biennio Rosso in Italia fu segnato da:
- Scioperi per ottenere il salario minimo e la riduzione delle ore lavorative.
- Manifestazioni e crisi delle industrie.
- Occupazione delle fabbriche tramite i consigli di fabbrica.
- Proteste per la riforma agraria, guidate dalle Leghe Rosse, con contadini che coltivavano le terre abusivamente.
L'Ascesa di Mussolini e il Consolidamento dello Stato Fascista
Benito Mussolini (1883-1945), di estrazione borghese e maestro di professione, fu inizialmente un esponente socialista e direttore dell'Avanti!. Dopo l'espulsione, fondò Il Popolo d'Italia, servì nell'esercito e diede vita ai Fasci di Combattimento.
Il Biennio Nero fu caratterizzato dalle spedizioni punitive contro le Camere del Lavoro, le Case del Popolo, i municipi socialisti e i loro leader, colpendo città come Milano e Bologna. Il programma di San Sepolcro presentava inizialmente istanze tra monarchia e repubblica, esproprio delle proprietà terriere e anticlericalismo.
Strumenti di Potere
Per consolidare lo Stato fascista, vennero istituiti:
- Il Gran Consiglio del Fascismo e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
- Il Patto di Palazzo Chigi.
- La Legge Acerbo, che garantiva i 2/3 dei seggi alla lista di maggioranza.
Economia Globale: Mercati Finanziari e la Grande Depressione
La Borsa Valori è definita come un mercato secondario per lo scambio di beni finanziari. La Finanza studia le fluttuazioni di tale borsa, mentre i Derivati sono prodotti di ingegneria finanziaria il cui valore deriva da un altro asset (rappresentano circa il 70% degli scambi).
La Grande Depressione innescò una spirale recessiva e la diffusione di baraccopoli sotto l'amministrazione Hoover. La risposta fu il New Deal, che prevedeva:
- Riduzione dell'orario lavorativo e salario minimo.
- Investimenti in opere pubbliche e limitazione dei monopoli.
- Riforma del sistema bancario, creditizio e fiscale.
- Introduzione delle pensioni di vecchiaia.
La Germania: Dalla Repubblica di Weimar al Nazismo
In Germania, il Biennio Rosso vide lo scontro della sinistra contro la Lega di Spartaco. La Repubblica di Weimar fu segnata da governi deboli, pesanti debiti di guerra, l'occupazione della Ruhr, l'iperinflazione e il Putsch di Monaco.
Adolf Hitler, con un passato da borghese-operaio ed ex soldato, guidò il Partito Nazionalsocialista e le SA. Nel Mein Kampf teorizzò il razzismo scientifico, l'antisemitismo, il concetto di Lebensraum (spazio vitale) e l'ostilità verso la Francia.
Sistemi Politici: Pluralismo, Monismo e Autocrazia
Il pensiero Plurale (pensiero debole) si fonda su libertà, diritti, democrazia e individualismo, pur affrontando talvolta crisi di valori. Il Monismo (pensiero forte) punta su stabilità, fiducia nelle istituzioni, coesione sociale e pensiero unico, ricorrendo alla repressione e negando le libertà. L'Autocrazia è una forma di assolutismo in cui il leader ricava l'autorità da se stesso.
La Visione di Mussolini e lo Stato Totalitario
La visione di Mussolini per l'Italia si contrapponeva ai modelli decadenti dell'Ottocento, alla borghesia tradizionale, alla nobiltà e al clero. Egli auspicava un rinnovamento basato sull'emergere del ceto medio per creare una società forte, dinamica e l'Uomo Nuovo.
Propaganda e Leggi Fascistissime
La propaganda fascista si avvalse della Riforma Gentile, dell'Istituto Luce, delle associazioni fasciste e delle campagne di tesseramento. Le Leggi Fascistissime sancirono:
- Abolizione della libertà di stampa e di associazione.
- Fine del Parlamento (Secessione dell'Aventino).
- Istituzione del Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato.
- Accentramento del potere nelle mani del Primo Ministro e del Re, con l'uso dei plebisciti.
La Terza Via e la Politica Estera del Regime
Il regime propose la Terza Via attraverso la Carta del Lavoro, sostituendo i sindacati con le corporazioni. La politica interna incluse leggi sulla famiglia e opere pubbliche, mentre in economia si perseguì l'autarchia. In politica estera, si ricordano la campagna d'Etiopia, la proclamazione dell'Impero Italiano, l'asse Roma-Berlino e l'intervento nella Guerra di Spagna.