Storia e Funzioni della Giustizia d'Aragona e del Potere Reale Castigliano

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Sezione 3: La giustizia d'Aragona

La Giustizia d'Aragona è un'istituzione medievale che fu soppressa in seguito alle disposizioni dei Decreti di Nueva Planta del 1707 e 1711. Tale istituzione è stata ripristinata con l'adozione dello Statuto di Autonomia d'Aragona, rafforzandone notevolmente i poteri, sebbene con una natura differente rispetto al passato. Attualmente, nell'ambito della riforma degli statuti di autonomia, si mira ad aumentare la portata delle competenze dei giudici d'Aragona, trasformando il sistema giudiziario in una sorta di difensore civico per la regione.

Teorie sull'origine

  • Origine aragonese: La prima teoria sostiene che l'istituzione derivi dalle origini del Regno d'Aragona, caratterizzato da una monarchia elettiva in cui le case nobiliari eleggevano prima il Giudice (Justicia) e successivamente il Re. Questa tesi è stata sostenuta da Juan Jiménez, Jerónimo Zurita e Blancas.
  • Origine musulmana: L'interpretazione di Julián Ribera suggerisce un background musulmano, derivante dall'istituto del Sahib al-mazalim (comandante delle ingiustizie), responsabile di giudicare i ricorsi individuali contro gli abusi nella gestione dei servizi pubblici. Secondo Ribera, i re Pietro I e Alfonso il Battagliero avrebbero conosciuto e adattato questa istituzione durante le loro campagne.
  • Origine documentata: La terza teoria collega l'origine alla Corte del Palazzo, documentata fin dal regno di Alfonso I.

Funzioni e competenze

  1. Consulente del Re: Nominato dal monarca, fungeva da giudice consulente.
  2. Curia Reale: Partecipava e presiedeva la curia.
  3. Procedura: Dirigeva le pratiche procedurali e le sentenze.

La nobiltà aragonese, opponendosi all'introduzione del diritto comune a discapito di quello tradizionale, ottenne nelle Cortes de Ejea del 1265 che la carica di Giustizia fosse riservata a un cavaliere della piccola nobiltà.

Evoluzione storica

Pietro IV redasse le ordinanze che definivano le funzioni del Giudice, tra cui il giuramento di rispetto della Carta (Fueros). Dal 1371 al 1493, l'istituzione acquisì ulteriori poteri, diventando un giudice in tutte le materie in cui il Re era parte in causa. Il Giudice aveva il compito di interpretare le leggi, prevenire la violazione dei privilegi aragonesi e agire come giudice d'appello contro le decisioni di altri magistrati.

Sezione 2: Il potere reale e i corregidores castigliani

Inizialmente, i consigli aperti (concejo abierto) permettevano a tutti i vicini di discutere i problemi comuni. Tuttavia, a causa dell'aumento della popolazione e della complessità della vita municipale, si passò al consiglio chiuso (municipio cerrado).

L'interferenza reale

Nonostante l'autonomia comunale di León e Castiglia, a partire dal XIV secolo, Alfonso XI sostituì i consigli aperti con commissioni di assessori nominati dal Re. Il sindaco (alcalde) divenne la figura fondamentale: delegato reale, rappresentante degli interessi del monarca e garante dell'ordine pubblico.

Requisiti per la carica di magistrato:

  • Fedeltà al Re.
  • Buona fama.
  • Conoscenza delle cause (non necessariamente una laurea in legge).
  • Timore di Dio.

Erano esclusi dalla carica: folli, sordi, muti, ciechi, persone con cattiva reputazione, schiavi, chierici e donne (eccetto la Regina).

Funzioni del sindaco e ufficiali comunali

Il sindaco agiva come giudice ordinario e amministratore. Accanto a lui operavano:

  • Assessores: Equivalenti agli attuali consiglieri.
  • Merino/Bayle: Amministratori economici e delle entrate.
  • Almotacén: Ispettore di pesi e misure.
  • Notai: Redattori di documenti comunali.
  • Esattori: Responsabili della riscossione delle tasse sulle merci.
  • Ufficiali giudiziari: Addetti alla cattura dei criminali.
  • Deheseros: Guardiani dei pascoli.
  • Viñaderos: Addetti alla sorveglianza dei vigneti.

Voci correlate: