Storia della Prima Guerra Mondiale: Origini, Svolgimento e il Ruolo dell'Italia

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Le Cause della Grande Guerra

Le origini del conflitto possono essere riassunte in cinque punti fondamentali:

  • La lotta per l’egemonia economico-politica tra le grandi potenze: L'insofferenza della Germania per il predominio coloniale di Inghilterra e Francia portò il governo tedesco a intraprendere una politica di potenza. Questo determinò la nascita dell’Intesa cordiale tra Francia e Inghilterra, a cui in seguito si aggiunse la Russia. La Germania interpretò la Triplice Intesa come una mossa di accerchiamento.
  • La contrapposizione tra Austria e Russia: Entrambe le potenze erano fortemente interessate al controllo della zona balcanica.
  • Tensione tra blocchi di alleanze contrapposti: Una condizione di instabilità diplomatica permanente.
  • La situazione instabile nei Balcani: Caratterizzata da forti tensioni nazionalistiche e dalle aspirazioni di potenze regionali come la Serbia.
  • La corsa agli armamenti: Sollecitata dall’industria pesante e dagli stati maggiori degli eserciti, unita alla diffusione di un nazionalismo aggressivo e di una cultura della guerra.

La Grande Guerra (1914 – 1918)

Caratteristiche della Grande Guerra

  1. Mobilitazione totale: La guerra non coinvolse solo gli eserciti al fronte, ma le intere popolazioni di quasi tutti i paesi belligeranti. Vennero impegnati per il conflitto tutti i cittadini, le potenzialità produttive e le risorse nazionali. Anche le donne parteciparono attivamente allo sforzo bellico, sostituendo gli uomini nelle fabbriche, negli uffici e nei campi.
  2. Tecnica e tecnologia: Si dimostrarono determinanti per la vittoria militare, superando per importanza l'abilità strategica o il coraggio individuale dei combattenti.
  3. Concentrazione del potere e intervento statale: Negli stati coinvolti si assistette alla concentrazione del potere nelle mani dei governi e alla dilatazione dell'intervento statale in ogni settore della vita civile. Si censurava la posta, si intercettavano le comunicazioni e si minacciavano di sequestro i giornali contrari agli interessi nazionali. L'ingerenza fu massima anche nell'economia: pianificazione della produzione, requisizione dei raccolti e militarizzazione della forza lavoro.
  4. Controllo dell'opinione pubblica e propaganda: Diventarono fattori decisivi per la conduzione della guerra. Questo quadro evidenzia il legame tra la Prima guerra mondiale e il successivo sviluppo dei regimi totalitari, che mantennero in tempo di pace molte delle misure emergenziali adottate durante il conflitto.

Lo scoppio del conflitto

L'evento scatenante avvenne il 28 giugno 1914 a Sarajevo, capitale della Bosnia. L'assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria, per mano dello studente nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, portò il governo austriaco a ritenere responsabile la Serbia.

Il meccanismo delle alleanze

Vienna inviò alla Serbia un ultimatum. La Serbia accettò quasi tutte le clausole, tranne quella che prevedeva la partecipazione di funzionari austriaci alle indagini sull’attentato, considerandola lesiva della propria sovranità. Di conseguenza:

  • L’Austria, con l’appoggio della Germania, dichiarò guerra alla Serbia.
  • Si innescò un processo a catena che coinvolse quasi tutte le potenze europee.
  • Germania e Austria inizialmente speravano che la Russia non sarebbe intervenuta e che il conflitto rimanesse circoscritto.

Gli schieramenti

  • Imperi Centrali: Austria, Germania e Impero Ottomano (quest'ultimo per timore di aggressioni russe).
  • Intesa: Francia, Russia, Inghilterra (intervenuta dopo l’invasione tedesca del Belgio neutrale), Serbia e Giappone (interessato ai possedimenti tedeschi in Estremo Oriente).

Nota bene: L'Italia si mantenne inizialmente neutrale, poiché la Triplice Alleanza era un patto puramente difensivo.

Dalla guerra di movimento alla guerra di posizione

Nonostante l'iniziale entusiasmo patriottico e l'illusione di una guerra breve, il conflitto si trasformò rapidamente. Gli stati maggiori puntavano su una logica militare offensiva per distruggere subito il nemico, ma i nuovi armamenti e il sistema industriale resero la guerra più distruttiva e logorante del previsto.

Nel 1914, le principali offensive furono arrestate. La guerra di movimento divenne guerra di posizione: le fanterie si fronteggiavano restando al riparo nelle trincee. Si delinearono due fronti principali:

  • Fronte Occidentale: Una linea di 800 km dalla Manica al confine svizzero.
  • Fronte Orientale: Dove i tedeschi riuscirono a bloccare l’avanzata russa.

L'entrata in guerra dell'Italia (Maggio 1915)

Inizialmente, il governo Salandra (con il ministro degli Esteri Sonnino) dichiarò la neutralità per l'impreparazione militare e nella speranza di ottenere le terre irredente dall'Austria tramite trattative. Quando il fallimento dei negoziati fu evidente, l'Italia scelse di schierarsi con l'Intesa.

Il dibattito interno: Interventisti vs Neutralisti

Interventisti

  • Liberali conservatori: Salandra e Sonnino, appoggiati dal Re Vittorio Emanuele III, per rafforzare l'autorità del governo.
  • Irredentisti e Democratici: Vedevano la guerra come una lotta contro le potenze autoritarie.
  • Nazionalisti.
  • Socialisti rivoluzionari: Tra cui Benito Mussolini, il quale, convinto che la guerra avrebbe favorito la rivoluzione, fu espulso dal Partito Socialista e fondò il giornale "Il Popolo d'Italia".

Neutralisti

  • Giolitti e i liberali giolittiani: Convinti di poter ottenere concessioni territoriali attraverso la diplomazia.
  • Socialisti: Fedeli all'internazionalismo pacifista.
  • Cattolici: Contrari alla guerra per motivi morali e religiosi.

Voci correlate: