Struttura e Componenti Essenziali di una Scheda Epigrafica

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Le Parti di una Edizione Epigrafica

La descrizione di un documento epigrafico segue una struttura standardizzata, essenziale per la sua corretta catalogazione e studio. Di seguito sono elencati i componenti principali:

1. Dati Identificativi e Descrittivi

  • Numero d'ordine: Identificativo univoco del reperto (indicato come "ingrassato" nel documento originale, presumibilmente per evidenziare la sua importanza come codice).
  • Lemma Descrittivo: Una sintesi concisa che include le seguenti informazioni, presentate in una singola frase senza verbo:
    • Classe: Tipologia del supporto (es. lastra, ara, stela, miliare, anfora, sarcofago).
    • Forma: Morfologia specifica (es. quadrangolare, pseudocuspidale, cilindrica).
    • Tipo del documento epigrafico: Funzione (es. opera pubblica, onoraria, sepolcrale).
    • Materiale: Composizione (es. marmo, arenaria, calcare).
    • Stato di conservazione: Condizione attuale (es. integra, integra ma incompleta, mutilo).

2. Descrizione Iconografica e Dimensionale

  • Descrizione dell’apparato figurativo: Dettaglio delle eventuali immagini o elementi decorativi presenti (es. scudo, lancia in fronte, specchio epigrafico limitato, frontone delimitato all’interno della cornice, due uomini e una donna...).
  • Misure del manufatto, dello specchio e delle lettere:
    • Misure generali: altezza x larghezza x spessore.
    • Se è un milario cilindrico: altezza x larghezza.
    • Se è presente uno specchio o campo epigrafico: altezza x larghezza.
  • Alt. Lett.: Altezza delle lettere, misurata dalla più alta alla più bassa.

3. Contesto e Riferimenti

  • Ritrovamento: Luogo di rinvenimento e conservazione attuale del monumento. Si inizia tipicamente con un participio passato (es. trovata, rinvenuta). Devono essere specificati: Quando, dove e come è stato trovato.
  • Attuale collocazione: Indicazione del luogo dove il reperto è attualmente conservato (es. sposta...).
  • Bibliografia in forma abbreviata: Utilizzo del sistema anglosassone (Nome autore + data contributo + pagine). Esempio: Cresci. 1999, p.49. Si confrontano tutti gli autori che si sono occupati del testo. La bibliografia epigrafica è presentata in ordine alfabetico con la trascrizione dell'iscrizione. La bibliografia non epigrafica è introdotta con Cfr..
  • Data dell’autopsia: Giorno, mese e anno in cui è stata effettuata l'osservazione diretta del reperto.

4. Trascrizione

La trascrizione deve essere:

  • Interpretativa e presentata in corsivo.
  • Preferibilmente organizzata riga per riga.
  • Corredata dall'aggiunta della punteggiatura logica.
  • Attenta alla distinzione tra maiuscole e minuscole.
  • Completa dello scioglimento delle abbreviazioni.
  • Con l'applicazione dei segni diacritici necessari.
  • Numerata ogni 5 righe.

5. Apparato Critico, Paleografia e *Ordinatio*

Questa sezione è dedicata all'approfondimento filologico e grafico:

Varianti, Errori di Lettura, Proposte di Integrazione

  • Le segnalazioni devono seguire un ordine preciso: al primo posto le varianti di lettura.
  • Si deve indicare il numero della riga che è stata letta in modo differente rispetto alla trascrizione principale. Esempio: 1. Luteus, mosca.

Segnalazione degli Aspetti Paleografici Notevoli

  • Inclusione di tutte le particolarità paleografiche riscontrate.

Segnalazione degli Aspetti della *Ordinatio*

  • Descrizione dell'andamento generale, del solco, delle caratteristiche delle lettere, del modulo, del ductus e dei segni di interpunzione, focalizzandosi solo sulle lettere datanti.

Voci correlate: