Struttura e Formazione della Lingua Italiana: Livelli, Accenti e Neologismi
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Fondamenti della Lingua: Unità Strutturali
Livelli di Analisi Linguistica
- Fonema: La più piccola unità di suono della lingua che rappresenta un suono distintivo.
- Sillaba: È costituita da uno o più fonemi che vengono pronunciati con una singola emissione di voce.
- Morfema: L'unità minima dotata di significato.
- Parola: È l'unione di uno o più morfemi, con la quale otteniamo un'unità lessicale dotata di pieno significato.
- Gruppo Sintattico o Sintagma: La parola o gruppo di parole collegate da relazioni che, insieme, hanno un significato e svolgono un ruolo specifico nella frase.
- Enunciato, Frase e Proposizione: L'unità di comunicazione minima è l'enunciato, che è l'unione di uno o più gruppi sintattici.
Se l'enunciato è organizzato in una struttura di soggetto e predicato, si chiama proposizione.
Se manca tale struttura, si dice frase.
- Testo: È l'unità di comunicazione massima e può essere costituito da uno o più enunciati.
Ritmo della Proposizione: Intenzioni Comunicative
Sulla base dell'intenzione comunicativa, esistono i seguenti tipi di proposizione:
- Dichiarativa (o Assertiva): Tipo con cui il parlante trasmette informazioni oggettivamente.
- Interrogativa: L'oratore si propone di ottenere informazioni non disponibili. Può essere diretta o indiretta, totale o parziale.
- Esclamativa: Esprime emozioni come gioia, paura, ecc. Ed è spesso indicata con i punti esclamativi.
- Dubitativa: Esprime dubbi o incertezze riguardo a ciò che viene comunicato. Si manifesta tramite avverbi ed espressioni di dubbio.
- Desiderativa: Il parlante esprime un desiderio. Solitamente riconosciuta da espressioni come "speriamo", "vediamo se...".
- Imperativa o Esortativa: L'oratore si propone di trasmettere ordini o divieti.
Tutte queste modalità proposizionali possono essere affermative o negative. Nel caso dell'imperativo, il verbo all'indicativo affermativo porta l'imperativo negativo al congiuntivo.
Evoluzione Lessicale: Neologismi e Arcaismi
Neologismi e Arcaismi
Le nuove parole che appaiono in una lingua sono chiamate neologismi; le parole che non sono più utilizzate sono chiamate arcaismi.
I neologismi sono parole che vengono incorporate in una lingua, sia provenienti da un'altra lingua, sia create ex novo.
Sviluppo e Introduzione di Nuove Parole
- Prestito: Consiste nell'adottare parole e frasi da un'altra lingua.
- Derivazione (Prefissazione e Suffissazione): Si tratta di creare parole utilizzando elementi derivati dal greco e dal latino.
- Cambiamento Semantico: Si verifica quando una parola già presente nella lingua assume un nuovo significato.
Norme Generali di Accentuazione
La tilde (accento grafico) è posta sopra la vocale della sillaba tonica nei seguenti casi:
- Parole Acute: Terminano in vocale, -n, o -s. La sillaba tonica è l'ultima.
- Parole Piane (o Gravi): Non terminano in vocale, -n, o -s. La sillaba tonica è la penultima.
- Tutte le parole tronche (la sillaba accentata è l'ultima) e sdrucciole (la sillaba accentata è anteriore alla penultima).
- ATTENZIONE: Anche nei nomi propri scritti in stampatello si pone la tilde quando le norme lo impongono.
Accentuazione di Dittonghi, Trittonghi e Iato
- Dittonghi: È l'unione di due vocali in una sola sillaba. I dittonghi seguono le regole generali di accentuazione.
- Se la parola richiede la tilde, questa va posta sopra la vocale del dittongo.
- Se il dittongo è formato da due vocali deboli (i, u), l'accento cade sulla vocale debole se questa è tonica (es. *più*). Se è composto da una forte e una debole, l'accento cade sulla forte (es. *cielo*).
- Trittonghi: È l'unione di tre vocali in una sola sillaba. I trittonghi seguono le regole generali di accentuazione.
- Se la parola richiede la tilde, questa va posta sopra la vocale tonica (che è sempre la vocale forte centrale).
- Iato: La separazione di due vocali adiacenti in sillabe diverse.
- Se lo iato è formato da vocale debole tonica + vocale forte (o viceversa), la tilde si pone sempre sulla vocale debole (es. *pa-ù-ra*, *pa-í-se*).
- In altri casi, si seguono le regole generali di accentuazione.
Il Lessico Tecnologico
Il lessico tecnologico è l'insieme completo delle creazioni artificiali fatte dall'uomo, dei suoi processi e metodi di produzione. Caratteristiche:
- Neologismi: Ogni nuova scoperta o invenzione tecnica necessita di un nuovo nome: un neologismo.
- Anglicismi: Oggi la maggior parte delle innovazioni tecnologiche provengono dal mondo anglosassone.
- Sigle/Acronimi: Sono le prime parole formate dalle lettere iniziali di altre parole.
Comunicazione e Struttura del Testo
Unità Fondamentali del Testo
Per comunicare si utilizzano due unità di base:
- Enunciato: È la più piccola unità di comunicazione.
- Testo: L'unità di comunicazione massima, che possiede un senso compiuto.
Tipologie di Testi
I testi possono essere classificati in vari modi:
- Intenzione Comunicativa: Il testo può essere destinato a convincere, spiegare, informare, ecc.
- Tipo di Discorso: Troviamo testi narrativi, descrittivi, espositivi e argomentativi.
- Canale di Trasmissione: Possono essere orali, scritti, visivi ed elettronici.
Componenti dei Testi
Componenti Extralinguistici
- Partecipanti (Emittente/Destinatario): Sono gli attori coinvolti nell'atto comunicativo.
- Contesto (Ubicazione): Luogo, tempo e ambiente in cui avviene la comunicazione.
- Finalità (Scopo): È l'obiettivo finale del testo.
Componenti Linguistici
- Adeguatezza: Affinché un testo sia appropriato, deve soddisfare l'intenzione comunicativa dell'autore, rispettare le convenzioni d'uso e utilizzare il registro linguistico adeguato.
- Coerenza: Un testo è coerente se contiene le informazioni necessarie alla sua comprensione, le distribuisce e le ordina logicamente.
- Coesione: Per rendere un testo coeso, è necessario utilizzare diversi processi grammaticali che ne facilitino la comprensione (es. pronomi, congiunzioni).
Accentuazione dei Monosillabi
Come regola generale, i monosillabi non portano l'accento grafico. Eccezioni importanti (accento diacritico) sono: dà (verbo dare), dì (nome giorno), è (verbo essere), lì (avverbio di luogo), sé (pronome), tè (bevanda), sì (affermazione).
La tilde diacritica è usata per distinguere parole che hanno la stessa forma ma diversi significati e diverse categorie grammaticali (es. *da* preposizione vs *dà* verbo).
Procedure per la Formazione delle Parole
Metodi Derivazionali e Composizionali
- Derivazione (o Shunt): Consiste nell'aggiungere uno o più morfemi derivazionali a una parola base.
- Prefissi: Sono posti davanti alla parola.
- Suffissi: Si pongono dietro la parola.
- Composizione: La combinazione di due o più parole esistenti. La composizione è varia (es. parole unite, unite da trattino, ecc.).
- Parasintesi: Si verifica in due modi:
- Parole formate per derivazione e composizione contemporaneamente: Combinando due o più parole e aggiungendo un morfema derivazionale.
- Parola formata per prefissazione e suffissazione simultanea: Si aggiunge un prefisso e un suffisso a una base, con la particolarità che la parola risultante non esiste né solo con il suffisso né solo con il prefisso (es. *a-terra-re*).
Altre Procedure di Formazione delle Parole
- Siglazione (Acronimia per Iniziali): Consiste nel combinare le lettere iniziali di un'espressione complessa per formare un'abbreviazione (es. ONU).
- Acronimia (o Sigla Mista): Consiste nel combinare alcune sillabe o parti di un'espressione complessa (es. *informatico* da *informazione* + *automatico*).
- Troncamento (o Accorciamento): Consiste nel ridurre la lunghezza della parola originale (es. *prof* da *professore*).
Accentuazione delle Parole Composte
- Parole Composte: Le parole composte unite (senza trattino) seguono le regole generali di accentuazione sulla parola finale. Le parole composte unite da trattino o con preposizione sono accentate individualmente, cioè ognuna mantiene il proprio accento se necessario.
- Verbi Uniti a uno o più Pronomi (Clitici): Le parole formate da un verbo e uno o più pronomi enclitici (attaccati alla fine) seguono le norme generali di accentuazione, considerando l'intera unità come una sola parola.
- Avverbi in -mente: Gli avverbi che terminano in -mente portano la tilde nello stesso punto in cui la portava l'aggettivo da cui derivano (es. *rapida* -> *rapidamente*).
Caratteristiche del Linguaggio Giuridico
Le principali caratteristiche del linguaggio giuridico sono:
- Tecnicismi: Ogni lingua professionale ha il suo gergo, la maggior parte del quale proviene dal latino, ma può provenire anche da altre lingue.
- Formule Fisse: Alcune frasi o parole si ripetono nell'intestazione di un atto, nelle conclusioni legali, ecc.
- Sintassi Arcaica e Conservatrice: Lo stile del linguaggio giuridico tende ad essere obsoleto rispetto al linguaggio contemporaneo.
- Fissazione degli Obiettivi e Chiarezza: Si evitano ambiguità o frasi poco chiare nel resoconto dei fatti e nelle conclusioni.
Il Gruppo Nominale e il Gruppo Verbale
Il Nome e il Gruppo Nominale (GN)
Il gruppo nominale è una parola o un insieme di parole il cui nucleo è un nome, un pronome o una parola sostantivata.
Funzioni del Gruppo Nominale
- Soggetto (S)
- Complemento Oggetto Diretto (CD)
- Complemento Oggetto Indiretto (CI)
- Articolo (Art.)
- Complemento Predicativo (C. Pred.)
- Complemento d'Agente (C. Ag.)
- Complemento Circostanziale (CC)
- Complemento di Reggenza (C reg.)
- Complemento di Nome (CN)
- Complemento di Aggettivo (C. Adj)
- Complemento di Avverbio (C. Adv.)
Il Verbo e il Gruppo Verbale (GV)
I verbi sono parole che esprimono azioni, stati o processi situati nel tempo.
Forma del Verbo
- Radice (o Morfema Lessicale): Fornisce il significato lessicale del verbo.
- Desinenze (o Morfemi Flessionali): Forniscono informazioni sul significato grammaticale del verbo (persona, numero, tempo, modo).
I verbi funzionano come nucleo del gruppo verbale. Il nucleo verbale è un insieme di parole il cui centro è un verbo.
Perifrasi Verbali
Una procedura per esprimere il modo o l'aspetto dell'azione verbale.
- Modo: Obbligo, probabilità.
- Aspetto: Inizio, svolgimento, conclusione, ripetizione dell'azione.
Componenti del Gruppo Verbale
| NUCLEO | MODIFICATORE | COMPLEMENTO |
|---|---|---|
| Parola che fornisce il significato fondamentale del verbo e seleziona il resto dei suoi componenti. | Parola che limita il significato del nucleo. (Es. Avverbi di affermazione, negazione o dubbio). | Parola o insieme di parole che completano o chiariscono il significato del nucleo. (Gruppo nominale, gruppo avverbiale, gruppo aggettivale). |
Complementi Verbali tipici: Oggetto diretto, oggetto indiretto, complemento circostanziale, complemento predicativo, complemento d'agente, e attributo (complemento di un nome).
Uso della Lettera H
Parole Scritte con H
Sono scritte con la 'h':
- Le parole che iniziano con i dittonghi -hia-, -hie-, -hio-, -hue-.
- Le forme dei verbi che hanno la 'h' nell'infinito (es. haber, había).
- Le parole che iniziano con elementi compositivi di origine greca e latina, come ecto-, etero-, emi-, iper-, omo-.
- Le parole che appartengono alla stessa famiglia lessicale di altre che iniziano con 'h' (es. heredero, herencia).
Paronimi con e senza H
Sono parole che si scrivono e si pronunciano allo stesso modo ma hanno significati diversi (omografi).
Omòfoni con e senza H
Sono parole che suonano simili ma si scrivono diversamente e hanno significati diversi.
| SENZA H | CON H |
|---|---|
| A (preposizione) | Ha (verbo avere) |
| Ola (saluto) | Hola (saluto) |
| A ver (preposizione + infinito) | Haber (verbo infinito) |
| Echo (verbo echare) | Hecho (verbo hacer) |
ATTENZIONE
Alcune parole che contengono un dittongo con la vocale tonica sulla 'i' o 'u' (iato) non mantengono la 'h' se questa era presente nella forma base, quando passano ad altre parole della stessa famiglia lessicale.