Struttura e Funzioni del Predicato nella Sintassi Italiana

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Il Predicato: Definizione e Ruolo Sintattico

Il predicato esprime un evento, un'azione o una situazione che coinvolge il soggetto. La funzione predicativa è sempre eseguita da un sintagma verbale.

Classificazione dei Predicati

  • Predicato Nominale: È formato dai verbi copulativi (come essere, sembrare, ecc.). Questi verbi hanno un significato verbale limitato e necessitano di un attributo (o parte nominale) per esprimere un significato completo.
  • Predicato Verbale: È costituito da qualsiasi altro verbo che non sia copulativo e che abbia un significato lessicale pieno.

Il Nucleo del Predicato

Il nucleo del predicato è sempre costituito dal verbo. Può presentarsi in forme semplici, composte, come forma non personale, in perifrasi verbali o come espressione verbale complessa.

Tipologie Strutturali del Nucleo Verbale

  • Forma Verbale Semplice: È costituita da una singola unità morfologica che fornisce sia le informazioni grammaticali sia il significato lessicale.
  • Forma Verbale Composta: È costituita da un verbo ausiliare (che fornisce le informazioni morfologiche) e dal participio passato del verbo principale (che fornisce le informazioni lessicali).
  • Enunciazione Verbale (o Locuzione Verbale): Un verbo accompagnato da un complemento che, insieme, forma una singola unità di significato predicativo.
  • Perifrasi Verbali: Sono composte da un verbo ausiliare che veicola le informazioni morfologiche e un verbo al modo indefinito che porta il significato lessicale (non personale).
  • Forme Non Personali del Verbo: L'infinito, il participio e il gerundio possiedono una natura duplice, potendo funzionare talvolta come sostantivi, aggettivi o avverbi.

Il Verbo come Cuore del Predicato

Semanticamente, il verbo è la parola che indica un'azione, uno stato o un processo. Sintatticamente, è il cuore dell'unità predicativa e formalmente è costituito da un lessema e dalle desinenze verbali.

Struttura Morfologica del Verbo
  • Forma del Verbo:
    • Lessema: Fornisce il significato lessicale e determina le possibili combinazioni sintattiche del verbo.
    • Desinenze (o Flessioni): Stabiliscono la coniugazione verbale (1ª, 2ª, 3ª coniugazione: -are, -ere, -ire) e forniscono il significato grammaticale, noto come accidenti grammaticali (tempo, modo, persona, numero).
  • Forme Non Personali:

    Alcune forme verbali non indicano esplicitamente la persona che compie l'azione verbale; queste sono le forme non personali.

    • Infinito: È equivalente a una frase nominale e può svolgere le sue funzioni sintattiche.
    • Participio: È equivalente a una frase aggettivale e può esercitare le sue funzioni.
    • Gerundio: È equivalente a una locuzione avverbiale ed esegue tale funzione.
Costruzione del Verbo con Complementi (Esempi Comuni)

I verbi sono spesso costruiti con specifici complementi:

  • Rimpiangere / Lamentarsi di qualcosa
  • Vergognarsi di fare qualcosa, Tendere a parlare
  • Mancare di qualcosa, Dipendere da qualcosa, Scherzare su qualcosa
  • Corrispondere a qualcosa, Abbandonare qualcosa, Pensare a qualcosa
  • Fidarsi di qualcuno, Preoccuparsi di/per qualcosa

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