Sviluppi Cruciali della Guerra Civile Spagnola: Dalla Difesa di Madrid al Fronte Settentrionale

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Fasi Iniziali e la Difesa di Madrid (Settembre - Novembre 1936)

Le forze repubblicane riuscirono a fermare l'avanzata nazionalista a sud del fiume Deva. Le forze nazionaliste subirono perdite a Round e Rio Tinto. Il 3 settembre, Talavera Yagüe entrò e prese Maqueda il 21. La strada sembrava aperta per Madrid, ma Franco decise di rilasciare un primo gruppo di rifugiati ribelli nell'Alcázar di Toledo, guidato dal generale Moscardó. Il 27, forze comandate da Varela giunsero a Toledo, e il rilascio di questa città divenne uno strumento di propaganda nazionalista.

Il Ritardo a Madrid e la Preparazione della Difesa

La vicenda di Toledo ritardò l'assalto a Madrid, che era stato preparato per tutto il mese di ottobre. Il 18, le forze di Varela arrivarono a Illescas e iniziarono un'operazione di accerchiamento della capitale da Sud e Ovest. Si iniziò a preparare la difesa; fu deciso il trasferimento di Azaña a Barcellona, la milizia fu militarizzata e furono organizzate le prime Brigate Miste (miliziani e soldati). L'oro e l'argento della Banca di Spagna furono trasferiti a Cartagena. Si verificarono migliaia di profughi e problemi di approvvigionamento, mentre avvenne il primo attentato.

Arrivarono i primi carri armati russi e diverse colonne dal fronte Nord. A inizio novembre, i nazionalisti controllavano il sud di Madrid (Mostoles, Pinto, Getafe, Leganés e Alcorcón). Il governo si trasferì a Valencia ed affidò la difesa di Madrid al generale Miaja. La sera del 7, grazie a un colpo di fortuna (serendipity) su piani di attacco nemici, il primo assalto alla capitale fu sconfitto.

L'Arrivo degli Aiuti Internazionali

Lo stesso giorno, a Madrid arrivarono le prime Brigate Internazionali, volontari da tutto il mondo, reclutati dal Comintern e preparati da tecnici sovietici. Sebbene portarono un richiamo morale, le loro azioni il giorno seguente non furono decisive. In quei giorni iniziarono anche le prime incursioni di aerei sovietici, e il bombardamento degli assalitori vide coinvolti gli Junker della Legione Condor tedesca, agguerrita.

La Fine dell'Assalto Frontale

La resistenza a Madrid durò alcuni giorni. Si combatté nel campus universitario, che fu raso al suolo. Infine, dopo aver stretto il cuneo, Franco decise di ritirarsi da Madrid.

Operazioni di Accerchiamento e Battaglie Cruciali (Febbraio - Aprile 1937)

Dopo il fallimento dell'assalto frontale, iniziò una serie di operazioni volte a completare l'accerchiamento della città:

  1. Primo Tentativo (Nord-Ovest): Tra il 30 novembre e il 15 gennaio, Varela avanzò lungo la strada per La Coruña, ma senza riuscire a rompere le comunicazioni repubblicane con la costa.
  2. Secondo Tentativo (Jarama): A febbraio, le truppe di Franco attaccarono la Valle del Jarama. La Battaglia di Jarama fu una delle più dure della guerra; entrambi gli schieramenti impiegarono tutte le forze disponibili, incluse le forze straniere. La tenacia repubblicana e la durezza degli scontri portarono entrambi i lati a desistere.

Il Successo Italiano a Malaga e la Sconfitta a Guadalajara

Mentre Malaga veniva conquistata dai nazionalisti il 7 febbraio da un corpo di spedizione italiano inviato da Mussolini, che agì con grande autonomia nonostante i dubbi di Queipo de Llano e dello stesso Franco. Il corpo di spedizione, incoraggiato dal successo a Malaga, propose a Franco un'operazione su Guadalajara. Franco acconsentì, e l'8 marzo gli italiani attaccarono con 40.000 uomini e una potente artiglieria, avanzando fino a Brihuega e rompendo il fronte.

Tuttavia, la sconfitta italiana fu totale: fu la prima vittoria in campo aperto della guerra per i repubblicani. Questa sconfitta ebbe due conseguenze:

  • Costrinse gli italiani ad accettare la leadership di Franco.
  • Convinto Franco ad abbandonare l'idea di prendere la capitale.

La Battaglia di Madrid rafforzò la volontà repubblicana di resistere e contribuì alla formazione dell'esercito popolare.

La Guerra nel Nord (Marzo - Luglio 1937)

La Campagna di Biscaglia

Dalla fine di marzo, lo sforzo nazionalista si concentrò sulla fine della presenza repubblicana isolata nel nord della penisola, tra Biscaglia e la parte orientale delle Asturie. L'obiettivo era ottenere il controllo delle industrie e delle materie prime della regione cantabrica, oltre a rimuovere il fronte posteriore che impediva di concentrare tutte le forze sul fronte principale, attorno alla capitale.

Il 31 marzo iniziò la campagna di Biscaglia, guidata da Mola. Questa campagna fu caratterizzata da ripetuti bombardamenti tedeschi della Legione Condor. Un duro attacco a Durango precedette la distruzione di Guernica il 26 aprile.

La Caduta di Bilbao e la Morte di Mola

Dall'11 giugno l'avanzata nazionalista su Bilbao fu inarrestabile e il fronte crollò. Il governo basco decise di abbandonare la capitale, rifiutando l'ordine del governo centrale di distruggere le industrie per non farle cadere in mano nemica. Il 19, le truppe navarre entrarono a Bilbao, e quattro giorni dopo Franco abrogò lo statuto basco. Durante la campagna basca (3 giugno), Mola morì in un incidente aereo vicino a Burgos. Con la sua scomparsa, svanì l'unico generale che avrebbe potuto contestare il primato di Franco nell'esercito.

L'Offensiva di Brunete

In assenza di un sostegno diretto ai baschi, l'esercito repubblicano tentò due offensive diversive a La Granja e Huesca, ma la rapida avanzata nazionalista impedì una risposta significativa. Una volta caduta Bilbao, il colonnello Rojo, ora capo di stato maggiore, pianificò l'offensiva di Brunete per rompere l'assedio di Madrid e alleviare la pressione sulle truppe del Nord.

Dal 5 luglio si registrarono progressi di diversi chilometri e la presa di diverse località, inclusa Brunete. Infine, il generale Varela combatté con successo (18 luglio) e alla fine del mese Franco ordinò di fermare l'offensiva, ritenendo più importante continuare le operazioni al Nord. La battaglia causò vittime da ambo le parti.

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