Sviluppo Industriale e Rete Ferroviaria in Spagna (XIX Secolo): Catalogna e Vizcaya
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L'Industrializzazione e lo Sviluppo Industriale
L'industrializzazione iniziò con l'industria tessile del cotone in Catalogna, dove si consolidò grazie a una solida base manifatturiera, seguita a distanza dalla lana.
Nel 1870 arrivarono a Barcellona informazioni su quanto veniva fatto in Inghilterra, e ingegneri inglesi vennero a insegnare le tecniche alla gente del posto. Questo successo si spiega con la capacità degli imprenditori catalani di accumulare e investire capitali, la disponibilità di manodopera qualificata, e l'esistenza di reti di trasporto e commerciali.
La Catalogna fu l'unica regione industrializzata della Spagna.
Tra il 1830 e il 1860 si verificò una vera e propria rivoluzione: l'assorbimento di tecnologie moderne e la meccanizzazione dei processi del cotone aumentarono la produttività e abbassarono i costi unitari. Il settore del cotone si espanse, e il tessuto di cotone catalano dominò il mercato, viaggiando anche verso i concorrenti stranieri.
L'allargamento del mercato interno soppiantò i settori indigeni (lana, lino, canapa) e spinse il cotone all'estero.
La sostituzione delle importazioni fu dovuta al cambiamento tecnico, al forte protezionismo e alla specializzazione in articoli di qualità medio-bassa.
La crescita debole dopo il 1860 fu dovuta a problemi locali, alla mancanza di energia a basso costo (gli imprenditori adottarono la turbina a vapore) e all'aumento del prezzo dei trasporti.
Le limitazioni del mercato interno furono risolte dal settore del cotone, ma a caro prezzo: la mancanza di competitività nei mercati aperti fu considerata insormontabile dagli imprenditori, che scelsero di produrre a prezzi più elevati, affidandosi al protezionismo.
Rinuncia all'avanzamento.
Siderurgia Basca (Vizcaya)
Dopo il fallimento della siderurgia a Manchester, l'attenzione si spostò su Vizcaya, che possedeva miniere di ferro ma non carbone. A Vizcaya fu introdotto il processo Bessemer, importando massicciamente carbone dalla Gran Bretagna (GB), dove era disponibile a basso costo e di buona qualità. I baschi investirono nella costruzione della ferrovia ed esportarono minerali in GB; la GB, in cambio, portò carbone e prodotti finiti a Vizcaya. Il ritorno delle navi fu la chiave dello sviluppo. Tuttavia, nel 1866, il costo di produzione dell'acciaio di Bilbao superò il prezzo internazionale.
Si presentò un problema: la restrizione del mercato interno, che non poteva assorbire tutta l'offerta per i seguenti motivi:
- L'agricoltura non era modernizzata e non richiedeva troppa manodopera ferroviaria.
- Le concessioni (*franchising*) consentivano di importare l'acciaio necessario dall'esterno.
- L'industria tessile non diede impulso all'industria meccanica a causa di una politica di prezzi che imponeva dazi sulle importazioni di macchinari, come se fossero materie prime.
I baschi scelsero l'acciaio, insieme ai produttori tessili castigliani e catalani, di affidarsi al protezionismo, piuttosto che specializzarsi nella produzione per i mercati esteri o combinare l'esportazione di acciai grezzi con la vendita di prodotti derivati sul mercato interno.
Il Ferrocarril (Rete Ferroviaria)
I sistemi di trasporto in Spagna erano insufficienti e inefficaci. Prima del 1848, fu avviata la pianificazione per la costruzione della ferrovia, grazie ad alcuni pionieri che avevano visitato l'Inghilterra e ne avevano osservato i processi.
Fu commissionato il rapporto Subercase (1844-1848), che pose le basi per la legislazione ferroviaria e contribuì a sviluppare i parametri caratteristici della rete.
Lo Stato non potendo finanziare il trasporto ferroviario, la gestione e l'esercizio furono messi all'asta pubblica e finirono in mani private. Le concessioni furono accordate per 99 anni. Furono prese decisioni come l'esproprio dei "diritti di proprietà delle foreste" necessarie per la costruzione della ferrovia.
Fu adottato uno scartamento diverso da quello del continente europeo e fu creata una rete radiale con centro a Madrid, che si estendeva fino ai margini della Penisola (dove si trovavano le fonti di sviluppo).
Questo fu inteso dai liberali come un regime di monopolio (essendo un servizio pubblico, lo Stato si riservava l'intervento).
Nel frattempo, si stava sviluppando un periodo di speculazione, in cui alcuni individui influenti speculavano sulle conseguenze di queste imprese di costruzione ferroviaria.
Nel 1854, i progressisti salirono al potere, accelerando il processo e promulgando la Legge Ferroviaria (*Ley de Ferrocarriles*) nel 1855. Questa legge aggiunse modifiche alla normativa del 1848 e garantì alle aziende che avrebbero sfruttato la rete sovvenzioni azionarie e assicurazioni sulle prestazioni.
La Legge sulle Società Finanziarie (1856) permise di recuperare una parte dei risparmi derivanti dal periodo di confisca e facilitò l'arrivo di investitori stranieri (soprattutto francesi).
In Catalogna e nel Levante furono costruite reti a scartamento ridotto (come nel resto d'Europa), realizzate da imprenditori locali. Due gruppi finanziari (Pereira e Rothschild) finanziarono la rete principale, ai quali si unì Prost.
Problemi e Crisi delle Imprese Ferroviarie
Nel 1865 si verificò un crollo del mercato azionario (*crash*), causato dal settore ferroviario, poiché le banche avevano investito gran parte delle loro risorse finanziarie. I problemi principali furono:
- I costi di costruzione furono superiori ai ricavi previsti.
- I ricavi operativi furono inferiori alle attese, in quanto la domanda di trasporto era insufficiente per sostenere l'attività ferroviaria come impresa privata.
- Le compagnie ferroviarie si indebitarono pesantemente.
I debiti accumulati dalle ferrovie trascinarono il sistema finanziario nella crisi.
Dibattito Storiografico e Conclusioni
Gli storici dibattono sulle cause della crisi. Alcuni sostengono che:
- La ferrovia fu costruita troppo rapidamente e l'offerta superò la domanda, data la povertà economica del Paese.
- Le aziende non furono in grado di sostenere un business efficiente e gli investimenti furono assorbiti da altri settori (lana, cotone).
- Le tariffe furono dannose per la siderurgia nazionale.
Conclusione: Nonostante i problemi, la costruzione della ferrovia permise l'unificazione del mercato interno.