Sviluppo linguistico ed emotivo nei bambini: riduzione semantica, udito e diffidenza verso gli estranei

Classificato in Psicologia e Sociologia

Scritto il in italiano con una dimensione di 3,05 KB

Significato e portata semantica di riduzione

Inizialmente si manifestano errori come l'uso di poche parole con significati ristretti: si parla di una riduzione semantica, cioè un collegamento di poche parole a modelli di significato limitati, usando una parola in senso ristretto. Ad esempio, il bambino può chiamare il proprio cane solo con la parola "cane" riferita esclusivamente al suo animale. Più tardi compare l'estensione semantica o generalizzazione: si usa lo stesso nome per una serie di oggetti con forma simile; per esempio, il bambino può chiamare "palla" ogni oggetto rotondo, o chiamare "macchina" tutto ciò che ha le ruote.

Quando e perché sospettare stress emotivo grave o problemi d'udito nei bambini

Se, all'età di un anno, un bambino non risponde al babbling o alle parole, è opportuno eseguire un test dell'udito. L'assenza di risposte verbali in età adeguata e la mancanza di volontà di comunicare possono essere indicativi di gravi conflitti emotivi o di problemi uditivi che richiedono valutazione specialistica.

Significato del linguaggio proinfantile e esempio d'uso

Il linguaggio proinfantile è l'interazione linguistica tra genitore e figlio. Si ritiene che, in parte, l'apprendimento della lingua derivi proprio da questa interazione: il modo in cui l'adulto parla al bambino (intonazione, ripetizioni, semplificazioni) facilita l'acquisizione delle prime strutture linguistiche.

Cosa indica il punto di vista etologico nello studio dei bambini?

L'etologia è lo studio del comportamento animale e umano. Dal punto di vista etologico, i bambini mostrano una predisposizione sociale innata: esistono comportamenti che contribuiscono alla sopravvivenza e all'interazione con gli altri, come il pianto, lo sguardo, il sorriso, l'arresto della suzione. Tra adulto e bambino si stabilisce una stimolazione reciproca; la forza espressiva è la chiave della comunicazione. Un insieme di espressioni di base che si riflettono nei volti è condiviso da tutti; ciò non dipende dall'APIE.

Aspetti da considerare per capire la «diffidenza verso gli estranei»

I bambini, alla nascita, presentano una vita emozionale bipolare: da un lato ansia (manifestata con pianto o irritabilità), dall'altro piacere (soddisfazione e ricerca di cura). Nei primi mesi compaiono emozioni primarie come il pianto, la tristezza, la curiosità, la sorpresa, il sorriso sociale e la rabbia. Dall'età di circa 6–9 mesi può emergere la paura. Con essa sorge la diffidenza verso gli estranei, che dipende da diversi aspetti:

  • Temperamento e sicurezza del bambino;
  • Sesso del bambino;
  • Comportamento dello sconosciuto;
  • Vicino della figura materna (presenza o assenza della madre o del caregiver).

Questi fattori contribuiscono a modulare la comparsa e l'intensità della diffidenza verso gli estranei nel primo anno di vita.

Voci correlate: