Il Tardo Medioevo Iberico: Crisi, Istituzioni e l'Espansione di Castiglia e Aragona (XIV-XV Secolo)

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Il Tardo Medioevo: Crisi e Trasformazioni (XIV-XV Secolo)

5.1. Organizzazione Politica e Istituzioni: Castiglia e Corona d'Aragona

Nel Regno di Castiglia, la Corte del Re (*Kings Court*) estese progressivamente le sue posizioni attraverso figure chiave della nobiltà di servizio, come il *Butler* (giustizia di *equity*), il Cancelliere (amministrazione) e il *Constable* (milizia). Il Consiglio Reale forniva consultazione e sostegno al monarca, mentre l'Alta Corte di Giustizia operava per loro conto. Le *Cortes* (i parlamenti) avevano un ruolo minore: non possedevano capacità legislative e le proprietà dei nobili e degli ecclesiastici erano sempre più coinvolte nelle decisioni. Gli avvocati delle città divennero più attivi, poiché il monarca chiedeva loro di fornire imposte in cambio del mantenimento del loro potere nei consigli e nei ruoli comunali. Da questo momento in poi, il re iniziò a tenerli sotto controllo attraverso la figura del *Corregidor*.

L'aumento progressivo del potere politico del re e la costruzione dello Stato, nonostante le proteste nobiliari, non significarono una perdita del potere economico e sociale della nobiltà.

Nella Corona d'Aragona, i diversi territori che la componevano erano guidati da un luogotenente (viceré a Maiorca). Come in Castiglia, il Consiglio Regio e le istituzioni pubbliche sostenevano l'azione di governo, ma qui una tradizione più forte di strutture feudali favorì il mantenimento del potere politico della nobiltà. Pertanto, le *Cortes* venivano convocate più spesso e la nobiltà manteneva un ruolo nella legislazione e nella politica di espansione estera, necessaria per ottenere aiuti finanziari. Questa operazione politica è nota come *Patto* e nel 1283 Pietro III fu costretto a giurare il *Privilegio Generale* e le *Giurisdizioni*, e ad accettare il *Chief Justice* d'Aragona. Le *Cortes* avevano un organo permanente per controllare gli accordi conclusi, che si consolidò come organo di governo (*Generalitat* della Catalogna). Allo stesso modo, le città godevano di autonomia, e il potere dei maggiori proprietari si istituzionalizzò (ad esempio, il *Consiglio dei Cento* di Barcellona).

5.2. Crisi Demografica, Economica e Politica nei Regni Cristiani

L'economia medievale, basata principalmente sull'agricoltura e sull'artigianato, incontrò difficoltà nel mantenere la grande crescita sperimentata fino al XIII secolo. Anni di scarsi raccolti ed epidemie, come la *Peste Nera*, causarono una notevole perdita di popolazione che portò all'abbandono delle terre (*deserts* e *ronces*). La morte e la fuga dei contadini fecero perdere gran parte del loro reddito ai nobili, i quali aumentarono la pressione sui servi (abusi della *remensa*) e combatterono tra loro e contro il re per nuovi domini.

Conflitti e Istituzioni del Tardo Medioevo

Questo fu un periodo di intenso conflitto:

  • Tra contadini e signori (ad esempio, la *Guerra Irmandiña*).
  • Tra artigiani e aristocratici di Barcellona (il conflitto tra *Biga* e *Busca*).
  • Si svilupparono guerre civili e attacchi contro le minoranze (*pogrom*).

La monarchia cercò di consolidare il proprio potere politico, ma dovette fare importanti concessioni ai nobili, i quali consolidarono le loro istituzioni economiche e sociali, come la *Mesta* (associazione di allevatori) e il *Mayorazgo*, proteggendo così le loro proprietà.

5.3. L'Espansione della Corona d'Aragona nel Mediterraneo

Lo sviluppo artigianale e commerciale di Barcellona portò alla creazione di consoli e di "fabbriche" commerciali nelle principali città del Mediterraneo. La Corona protesse e sostenne questo sviluppo con istituzioni come il *Consolato del Mar*. Dopo le grandi conquiste di Giacomo I nel XIII secolo, la nobiltà e gli interessi commerciali furono convogliati verso l'esterno.

Così, Pietro III sostenne i napoletani e i siciliani contro il dominio francese, e fu incoronato re di Sicilia nel 1282. Con il Trattato di Caltabellotta (1302), la Francia e il Papato riconobbero il suo regno, e Giacomo II ottenne l'isola di Sardegna. Più tardi (1442), Napoli divenne un regno costruito da Alfonso V.

Nell'intero processo di conquista e dominio politico nel Mediterraneo, un ruolo speciale fu svolto dal commercio e da un esercito di mercenari, gli *Almogávares*, che arrivarono a conquistare territori nei domini dell'Impero Bizantino (Atene e Neopatria). Con queste azioni di politica estera, si consolidò una posizione lontana dalla Francia e l'espansione commerciale degli Aragonesi continuò con i Re Cattolici e i loro successori.

5.4. Le Rotte Atlantiche: L'Espansione Castigliana e Portoghese verso le Isole Canarie

Lo sviluppo commerciale nell'Europa tardo-medievale portò alla ricerca di nuove vie di sfruttamento. Così, i marinai genovesi raggiunsero la costa atlantica dell'Africa a metà del XIII secolo, e spedizioni aragonesi seguirono nel XIV secolo. La ricerca era motivata dall'accesso a:

  • Schiavi africani e oro.
  • Grano, canna da zucchero e spezie.

I Papi incentivarono queste esplorazioni, anche con uno spirito missionario. Nel XV secolo, Portoghesi e Castigliani presero l'iniziativa. I Portoghesi occuparono Ceuta (1415), Madeira (1420) e le Azzorre (1434) ed esplorarono la costa in cerca della via per l'India, dove arrivò Vasco de Gama (1498). Enrico il Navigatore potenziò notevolmente gli studi nautici in Portogallo.

In Castiglia, Enrico III permise la conquista delle Isole Canarie a Juan de Bethencourt (1402) come vassallo, ma la conquista fu completata solo durante il regno di Ferdinando e Isabella. L'espansione dei regni della penisola portò un'enorme ricchezza all'economia europea e lo sviluppo tecnico facilitò la successiva scoperta dell'America.

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