Tecniche di Scavo, Conservazione e Documentazione di Reperti Archeologici

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Tecniche di Scavo e Conservazione di Reperti Archeologici

Lo Scavo di Reperti Fragili

Tutti i reperti devono essere trattati come fragili, fino a prova contraria. Ciascuno di essi dovrebbe essere disegnato e fotografato in situ prima di essere rimosso.

Se l'oggetto è disfatto, si taglierà l'intera zolla di terreno nella quale giace, documentando la sua posizione stratigrafica e ogni fase dell'operazione, fino a consolidare il blocco di terra da asportare con fogli di compensato e truciolato, lateralmente e inferiormente.

In casi estremi di fragilità, si può incapsulare il blocco con gesso o schiuma di poliuretano e inserirlo in una cassa di legno per l'asportazione.

Se l'oggetto è scomparso, si può fare il calco in gesso dell'eventuale impronta rimasta nel suolo. Al contrario, potrebbe rendersi necessario un consolidamento del suolo prima di rimuovere il tutto, mediante l'uso di consolidanti da rimuovere poi in laboratorio. Si può consigliare una soluzione in acqua al 5% di acetato di polivinile in toluene, con l'eventuale avvolgimento del reperto in una fasciatura di garza.

Lo Scavo di Reperti in Ambiente Saturo d'Acqua

Per depositi saturi devono intendersi luoghi nei quali, non fornendo ossigeno sufficiente per lo sviluppo di funghi o batteri, o per l'ossidazione dei metalli, i materiali organici come il legno, il cuoio e i tessuti si conservano in misura più o meno grande. Tuttavia, quando esposti all'aria, iniziano a deteriorarsi, in parte a causa dell'ossidazione, ma più rapidamente per il loro essiccamento.

Lo scavo e l'imballaggio dovranno perciò essere rapidi e delicati. Se il giacimento è in una depressione profonda, come un fossato, un pozzo o una cisterna, si potrà erigere un'impalcatura alla quale sospendere una bilancia sulla quale lo scavatore potrà giacere.

Quando i reperti rinvenuti in ambiente saturo sono stati rimossi, vanno immediatamente imballati. I mezzi più economici per farlo sono buste di polietilene e scatole di polistirolo, entrambi con chiusura autoadesiva e a tenuta d'acqua. Per reperti più massicci, si useranno scatole di polietilene con coperchi ermetici. All'esterno dei vari contenitori, su di un riquadro bianco, si possono annotare i dati di scavo.

L'asportazione e la conservazione di grandi strutture in legno, come canoe, non è facile. Si dovrà irrorare le superfici per mantenerle umide, al fine di pervenire in condizioni ottimali al necessario trattamento specializzato.

Immagazzinamento e Conservazione di Reperti Mobili

I problemi più difficili da affrontare, anche per la grande quantità di reperti di cui i depositi sono colmi, sono spesso trascurati dai nostri musei, data la scarsa disponibilità di spazi e di ambienti adatti, nonché l'inadeguatezza dei laboratori. Non si può intraprendere uno scavo con leggerezza. Una volta che i reperti siano stati disegnati e fotografati, vengono immagazzinati, demandando a qualcun altro la responsabilità della conservazione. Si opera una conservazione per tipologie: ceramica, ossa, ecc.

Lo Scavo delle Tombe e dei Sepolcreti

  • Fotografia in situ: Prima della rimozione.
  • Fotografia verticale: Preferibile a quella obliqua.
  • Fotografie stereoscopiche a colori: Per ciascuna sepoltura.
  • Utilizzo di treppiedi: Molto alti per fissare la macchina fotografica in modo da puntare verticalmente verso il basso.
  • Orientamento delle tombe: Essenziale nell'interpretazione dei sepolcreti; includere nella fotografia una freccia che indichi il nord.
  • Scala: Accanto allo scheletro.
  • Corredo funerario: L'intero complesso deve essere fotografato in bianco e nero e a colori.
  • Documentazione: Posizione degli ornamenti, armi, ecc., per l'esposizione in museo.
  • Disegno analitico: Può essere un compito lungo. Creare una scheda da utilizzare insieme a una documentazione fotografica.
  • Planimetria generale: Precisa planimetria dell'intero sepolcreto è vitale.
  • Antropologo: Richiedere la consulenza di un antropologo.

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