Tecniche di Sviluppo dei Modelli in Gesso e Preparazione dei Monconi

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Sistemi dei perni a spillo

  1. Impronta con due elementi (34 e 35) preparati.
  2. Utilizziamo in questo caso dei perni doppi, poiché rispetto a quelli singoli presentano una migliore stabilità e precisione nella base.
  3. I perni a spillo vengono inseriti nell’impronta, ricercando un buon parallelismo tra i vari perni (per sfilare agevolmente le future sezioni) e mantenendoli per quanto possibile alla stessa altezza. Si noti come il perno non sia stato inserito sino in fondo all’elemento, sia per garantire uno spessore uniforme del gesso del moncone, sia per non deformare troppo l’impronta.
  4. Impronta pronta per lo sviluppo: si notino i perni inseriti anche nelle zone attigue ai monconi (sella libera, denti adiacenti ecc.) e la vite di ritenzione (nell’emiarcata controlaterale) per una sezione che non dovrà risultare sfilabile.
  5. Con l’aiuto del vibratore si inizia la colata primaria del gesso di tipo IV migliorato, miscelato sottovuoto.
  6. Colata primaria terminata. Prima dell’indurimento del gesso si possono inserire nella massa anche altre ritenzioni nelle zone che non dovranno risultare sfilabili.
  7. Dettaglio di vari sistemi di ritenzione possibili: da sinistra, rondella dentellata (crowler), vite, ritenzioni in gesso realizzate durante lo sviluppo.
  8. Si può aumentare la futura stabilità della sezione realizzando con una fresa delle piccole tacche di posizione non ritentive in prossimità dei perni.
  9. Sulla sommità dei perni si posiziona la cera spia, che ha la funzione di proteggere il perno durante la squadratura e permetterà di accedere più agevolmente alla base del perno.
  10. Le parti che dovranno risultare sfilabili vengono anche isolate con uno specifico isolante gesso/gesso.
  11. Colata con il vibratore della base del modello (colata secondaria) con un gesso a bassa espansione.
  12. Il gesso dovrà coprire interamente l’arcata, circondando soprattutto i perni, le ritenzioni e la cera spia, senza bolle o inclusioni di aria.
  13. Con l’aiuto del vibratore, con lo stesso gesso si cola la base in uno zoccolatore, predisponendo poi due rilievi nelle zone posteriori.
  14. Le due parti vengono unite con il gesso ancora allo stato plastico.

Rifinitura e sezionamento

  • Le sezioni del modello vengono tagliate con il seghetto per permettere di sfilare i monconi in gesso extra duro. I denti attigui ai monconi (32 e 33) vengono resi sfilabili per una gestione più facile dei punti di contatto dei denti da protesizzare.
  • Monconi tagliati e sfilati dal gesso della base, pronti per essere rifiniti e preparati.

Base preformata

  1. Impronta superiore con preparazione per perno moncone indiretto sul 23 e moncone su 26.
  2. Base preformata pronta per lo sviluppo. Per aumentarne la durata e facilitare l’estrazione delle sezioni in gesso, prima della colata la base è stata leggermente lubrificata con silicone spray, quindi soffiata con aria compressa.
  3. L’impronta viene provata sulla base in plastica controllandone la stabilità.
  4. Con un pennarello, si segna il centro dell’impronta (linea mediana) per farlo coincidere con il centro della base.
  5. Posteriormente si segnano i prolungamenti delle creste centrandoli rispetto alle parti posteriori della base.
  6. Separate le due parti, si procede alla colatura del gesso di tipo IV.
  7. Si attende l’indurimento totale del gesso prima di estrarre il modello.
  8. Una volta rimosse le chiavette di blocco nere, il modello viene estratto con cautela dalla base in plastica.
  9. Con il seghetto o un disco diamantato si separano le varie sezioni. Grazie ai rilievi presenti nella base preformata, ogni sezione può essere riposizionata esattamente.

Sistema Pindex

  1. L’impronta viene colata sino ad ottenere uno spessore di almeno 2 cm.
  2. Dopo la squadratura, il modello viene rifinito nell’eco-box, riducendone le irregolarità ed eliminando la parte interna (il palato) fino a dargli la forma di un ferro di cavallo.
  3. Il lavoro viene continuato con la foragessi, attrezzatura che permette di realizzare i fori dei perni in modo parallelo tramite puntatore laser.
  4. I perni singoli a sezione cilindrica (pin) vengono fissati nei fori con collante cianoacrilico o cemento ad alta resistenza.
  5. Il set di pin utilizzato è dotato di guaine in plastica.
  6. Si cola lo zoccolo del modello utilizzando un gesso a bassissima espansione.
  7. Il parallelismo dei perni permette di rimuovere il modello dalla base ancora prima di sezionarlo.

Tecniche di rifinitura: Rooting, Ditching e BOPT

La corretta rifinitura del moncone è fondamentale per evitare chiusure imprecise, profili di emergenza errati o danni parodontali.

Rooting

Questa tecnica prevede che la parte del moncone sfilabile posta sotto alla chiusura venga rifinita imitando la conformazione della radice. Questo facilita la creazione del corretto profilo di emergenza.

Ditching

Consiste nel creare un piccolo solco che circonda il moncone sotto alla linea di chiusura. È particolarmente utile per:

  • Sopperire a carenze dell’impronta.
  • Facilitare la lettura del margine di chiusura agli scanner dei sistemi CAD.

Metodica BOPT

La Biological Oriented Preparation Technique prevede una preparazione verticale del moncone (senza fine preparazione orizzontale). Il disegno del profilo di emergenza viene definito dalla conformazione dei tessuti molli, che si rimodellano in base alla forma della ricostruzione protesica.

Sistema con basi in materiale plastico (Giroform)

  1. L’impronta viene fissata su un’apposita staffa di alloggiamento.
  2. Si utilizza un foratore laser per forare le basi plastiche in corrispondenza delle future parti sfilabili.
  3. Dopo la colata del gesso, si uniscono le parti prima della presa.
  4. Dopo 20 minuti si separa la base plastica dai perni per permettere l’espansione di presa del gesso.
  5. Il modello ultimato viene rifinito e sezionato con seghetto sottile o disco diamantato.

Voci correlate: