Temi e Personaggi ne 'I Promessi Sposi': Visione Etica e Struttura Narrativa
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La Poetica Manzoniana: Vero, Utile e Interessante
Alessandro Manzoni intendeva scrivere un romanzo con una finalità educativa, volto a produrre un beneficio per gli individui e la società intera. La sua dichiarazione di poetica, esposta nella Lettera a Cesare D'Azeglio sul Romanticismo, è riassunta nel celebre motto:
"Il vero per soggetto, l'utile per scopo e l'interessante per mezzo".
Ciò implica che l'opera debba avere un contenuto storicamente verificabile e ricorrere a un repertorio stilistico e tematico capace di coinvolgere il maggior numero possibile di lettori.
I Messaggi ne 'I Promessi Sposi'
Nel romanzo si distinguono due livelli di messaggio:
- Messaggio Evidente (per il pubblico vasto): Riflette la concezione cattolico-liberale moderata di Manzoni. Riconosce le ingiustizie sociali, ma esorta il popolo alla pazienza, scoraggiando la ribellione irrazionale (come si vede nella critica ai tumulti di San Martino), e promuovendo la fiducia nell'azione mediatrice della Chiesa.
- Messaggio Nascosto: Rimanda al disegno divino, imperscrutabile per gli uomini, ma al quale è necessario mantenere fiducia, sperando in una consolazione ultraterrena.
Struttura dei Personaggi e Contrasto Bene/Male
I personaggi sono disposti all'interno del romanzo in modo bilanciato, creando un rapporto di forze e controforze che ruota attorno al contrasto fondamentale tra bene e male. Calvino definì I Promessi Sposi un "romanzo dei rapporti di forza".
Renzo Tramaglino: L'Eroe Cercatore
Renzo è un eroe cercatore. Il suo cronotopo essenziale è la strada, attraverso la quale entra in contatto con l'umanità più variegata e con i meccanismi del potere e della giustizia. Il suo percorso è di formazione:
- Ideologicamente: Culmina con l'abbandono della velleità di farsi giustizia da sé e con il perdono concesso a Don Rodrigo.
- Socialmente: Si realizza con il successo economico, passando da contadino a imprenditore.
Lucia Mondella: La Fede e la Provvidenza
Lucia è spesso confinata in luoghi chiusi e viene a contatto con personaggi appartenenti a sfere sociali più elevate. È un personaggio ritroso e schivo, la cui sessualità rimane celata. Il suo amore per Renzo non si carica mai di connotazioni erotiche (a differenza di Ermengarda nell'Adelchi). Sebbene apparentemente debole, possiede solide convinzioni morali, tanto che Manzoni le affida il "sugo della storia".
Lucia è il simbolo di come la Divina Provvidenza possa riscattare e consolare gli umili e gli oppressi, guidandoli verso la salvezza. È una ragazza buona, profondamente credente, disposta ad agire solo secondo canoni moralmente corretti, la cui morale è subordinata alla religione. Nei momenti difficili, prega e non agisce per suscitare l'ira altrui; anzi, aiuta gli altri a salvarsi, fungendo da instrumentum salutis (strumento di salvezza), come suggerito dagli appunti.
Ella frena gli impulsi che annebbiano la mente di Renzo quando è irato. Sebbene segua le regole della madre, è costretta in alcuni casi a ignorarle perché basate su idee distorte. Ama timidamente ma intensamente Renzo, ma per timore di Dio sarebbe capace di abbandonarlo pur di non sciogliere un voto. È il modello di donna che deve condurre alla salvezza, rappresentando la speranza di redenzione per personaggi come l'Innominato e l'unica consolazione per Renzo durante la prigionia milanese e la peste.
Le Vocazioni: Fra Cristoforo e la Monaca di Monza
La Vocazione di Fra Cristoforo
Fra Cristoforo ebbe la sua vocazione a seguito di un momento di crisi profonda. Questa crisi fu innescata da un omicidio commesso ai danni di un nobile durante un duello. Sebbene fosse rimasto ferito e avesse rischiato la vita, l'omicidio fu compiuto in un contesto di legittima difesa, non essendo lui ad aver voluto lo scontro. Fu condotto nel convento dei Cappuccini adiacente e, durante la convalescenza, sentì la chiamata divina. Divenne novizio e successivamente cappuccino.
La Vocazione Forzata della Monaca di Monza (Gertrude)
La Monaca di Monza, al contrario, ebbe una vocazione imposta dai genitori, non volontaria.
Il Contesto Storico e lo Scandalo
Manzoni riprende la storia vera di Marianna De Leyva, appartenente alla più potente famiglia feudataria di Monza, che divenne Suor Virginia. Fu spinta o costretta dai genitori a farsi suora, secondo un costume diffuso all'epoca.
Dopo alcuni anni, intrecciò una relazione con il nobile Gian Paolo Osio, suo vicino di convento. Da questa relazione nacque un figlio, la cui esistenza fu tenuta nascosta; seguì poi un aborto per una successiva gravidanza.
Il Dramma e la Condanna
La situazione degenerò quando la giovane conversa Caterina Cassini da Meda minacciò di rendere pubblica la relazione. Nel 1606, Osio uccise Caterina e la seppellì nel convento, tentando poi di eliminare altre due suore complici. Una di queste sopravvisse e denunciò tutto alle autorità, facendo esplodere lo scandalo.
Suor Virginia fu immediatamente arrestata e condannata all'ergastolo in una cella murata. Tuttavia, il 25 settembre 1622 ottenne un condono, riprendendo gradualmente la vita monacale. Osio, condannato a morte in contumacia, fu tradito e ucciso dai nobili milanesi presso cui si era rifugiato, i quali intendevano incassare la taglia offerta per la sua cattura.
Gertrude vs. Lucia: Simboli Opposti
Gertrude è la vera donna del Seicento, simbolo di come le ingiustizie possano annullare la bontà umana, corrompendola e portandola ad agire male, piegandosi al potere e a un amore sbagliato data la sua condizione. Ella mostra una strana predisposizione quasi maniacale verso le vicende di Lucia, apparendo inizialmente redenta mentre confida la promessa sposa, ma poi la ripudia, lasciandola nelle mani dell'Innominato al solo cenno di Egidio, di cui Gertrude è perdutamente innamorata.
Lucia, al contrario, è uno spirito casto e pudico, tipico del Romanticismo. È il simbolo della redenzione e della speranza per personaggi come l'Innominato nei momenti bui della cattività milanese e durante la peste.