Teorie e metodi dell'educazione: autori e correnti fondamentali per la didattica
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SIGMUND FREUD (1856-1939)
- Psicoanalisi:
- Metodo di ricerca della psiche.
- Metodo terapeutico per le nevrosi.
- Disciplina scientifica (teorie).
- Sviluppo umano: determinato da pulsioni e inconscio, con radici nell'infanzia.
- Visione della psiche:
- Eros (vita) vs Thanatos (morte) in lotta.
- Prima topica (sfere): conscio, preconscio, inconscio.
- Seconda topica (istanze): Es (piacere), Io (realtà), Super-Io (morale).
- Sessualità infantile e libido:
- La sessualità infantile è ricerca di piacere su diverse zone del corpo, non solo genitale.
- Libido: energia pulsionale sessuale e vitale, presente dalla nascita.
- Fissazione: blocco della libido in una fase per trauma, causa disturbi futuri.
- Complesso di Edipo:
- Nella fase fallica: attrazione per il genitore di sesso opposto, rivalità con quello dello stesso sesso.
- Risoluzione: identificazione con il genitore rivale.
- Sviluppo del Super-Io (coscienza morale).
- (Jung): Complesso di Elettra per le femmine.
ALEXANDER SUTHERLAND NEILL (1883-1973)
- Summerhill School (fondata 1921):
- Per bambini "disadattati".
- Nessun obbligo di lezioni o compiti; il gioco è prioritario.
- Classi per età, senza distinzione di sesso.
- Assemblee democratiche con partecipazione degli studenti.
- Influenze e pedagogia:
- Da Freud: istanze psichiche e sessualità infantile.
- Da Adler: rispetto per interessi e bisogni dell'allievo.
- I bambini necessitano di amore e comprensione.
- Scuole convitto: comunità democratiche con autogoverno.
- Fiducia nella bontà umana; educazione repressiva genera paura e odio.
JOHN DEWEY (1859-1952)
- Pragmatismo e strumentalismo:
- Pragmatismo: le idee sono strumenti che si modificano con l'azione.
- Conoscenza: non fine a sé stessa, nasce dal bisogno di agire sulla realtà per adattarla o migliorarla.
- Strumentalismo: l'esperienza è unione di fatti sociali e mentali; il pensiero risolve "dubbi" (arresti dell'azione) tramite osservazione, ipotesi, sperimentazione.
- Principi pedagogici (5 concetti):
- La scuola è un'istituzione sociale.
- L'educazione è processo di vita.
- La scuola rappresenta la vita attuale.
- La scuola semplifica la vita sociale.
- La scuola si evolve gradualmente (replica semplificata della società).
- La Scuola di Chicago (fondata 1896):
- Divisa in livelli per età: Asilo (gioco), Anno "ponte", Elementare (lavoro di laboratorio), Consolidamento, Secondaria (professione e curiosità), Università.
- Metodo didattico (da "Democrazia e Educazione"):
- Partire da interessi autentici.
- Affrontare argomenti stimolanti.
- Fornire informazioni per la ricerca.
- Dare possibilità di sviluppare soluzioni.
- L'alunno verifica le soluzioni applicando le idee.
WILLIAM H. KILPATRICK (1871-1965)
- Allievo di Dewey.
- Critica all'educazione tradizionale: trasmissione di conoscenze preconfezionate superata dalla società che cambia.
- Ruolo della scuola: luogo della "vita effettiva", sostituendo in parte il ruolo educativo della famiglia.
- Metodo dei progetti:
- L'allievo organizza in autonomia l'apprendimento.
- Fasi: idealizzazione, piano, esecuzione, giudizio sui risultati.
- 4 tipi di progetti: produzione, consumo, problema, addestramento.
- L'insegnante supporta; le discipline sono un mezzo.
HELEN PARKHURST (1887-1973)
- Piano Dalton: unisce metodo Montessori e attivismo pedagogico di Dewey.
- L'apprendimento individuale è centrale per ogni allievo.
- Riprende da Dewey i laboratori per l'esercizio libero.
- Contratto educativo: accordo di 10 mesi con gli allievi per l'impegno nelle materie.
CARLETON W. WASHBURNE (1889-1968)
- Pedagogista attivista di Dewey: riforma il sistema scolastico di Winnetka (1919).
- "Educazione progressiva": riguarda sia gli scopi che il metodo di insegnamento.
- Curricolo diviso in due parti:
- Parte comune: contenuti e tecniche base per tutti.
- Parte di sviluppo: attività libere su progetto, basate sugli interessi degli alunni e della comunità.
OVIDE DECROLY (1871-1932)
- Neuropsichiatra belga: fonda scuole per bambini con disabilità («enfants irréguliers») e la "Scuola dell'Ermitage".
- Scuola in spazi aperti (campagna) per avvicinare alla vita reale.
- Apprendimento basato sui bisogni reali del bambino (nutrirsi, difendersi, ecc.).
- Centri d'interesse:
- Ogni bisogno genera un interesse, che diventa il fulcro dell'azione didattica.
- Esempio: cibo, casa, abbigliamento.
- Funzione di globalizzazione: funzione cognitiva intermedia (fino a 7-8 anni), prima delle capacità analitiche.
ÉDOUARD CLAPARÈDE (1873-1940)
- Neurologo svizzero: interessato al recupero di bambini con disabilità.
- Cofonda l'Istituto Jean-Jacques Rousseau a Ginevra (1912).
- Legge fondamentale dello sviluppo: ogni bisogno produce reazioni per soddisfarlo.
- "L'Educazione funzionale" (1931): mente del bambino diversa dall'adulto.
- Leggi dello sviluppo: successione generica (fasi), esercizio funzionale, adattamento funzionale, autonomia funzionale, individualità.
- Importanza del gioco: rappresenta la natura del bambino, mezzo per sviluppare capacità emotivo-affettive; preparatorio per il futuro (Gross).
- Tappe evolutive degli interessi: percettivi, linguaggio, intellettuali, speciali, etici/sociali, lavoro.
- "Scuola su misura": approccio individualizzato che riconosce le differenze.
- Propone classi omogenee per capacità, con mobilità e sezioni parallele.
ROGER COUSINET (1881-1973)
- Critica all'educazione tradizionale: favorisce passività e reprime l'individualità.
- Ambiente stimolante: attività didattica in un contesto che incoraggia l'interazione.
- Gruppi di apprendimento liberi: i bambini scelgono i compagni e interagiscono.
- Ruolo dell'insegnante: leader paziente e modesto, guida senza sostituirsi.
- Stimola la ricerca e i progetti collaborativi con materiali disponibili.
- L'apprendimento avviene tramite lavoro di comunità.
CÉLESTIN FREINET (1896-1966)
- Metafora dell'acqua: la mente del bambino si sviluppa liberamente e poi si orienta.
- Pedagogia popolare: rivolta alla classe operaia.
- Scuola che educa individualità e socialità tramite lavoro e comunicazione di gruppo.
- École Freinet: scuola cooperativa, senza classi separate, con laboratori e spazi aperti.
- Calcolo vivente: coinvolgimento dei bambini nei problemi finanziari della scuola tramite la matematica.
- Laboratorio di stampa scolastica: innovazione didattica per esplorare tecnologie, creare testi e giornali.
- Corrispondenza tra scuole: favorisce il confronto e rompe l'isolamento.
- Autocorrezione democratica: i testi scritti dagli alunni sono strumenti per la grammatica e la valutazione.
- Educazione basata su esperienze concrete, non su libri rigidi; l'apprendimento cooperativo è centrale.
LE SORELLE AGAZZI (Rosa 1866-1951, Carolina 1870-1945)
- Rinnovamento educativo in Italia: nascita della scuola materna.
- Fondano la prima "Scuola Materna" a Mompiano nel 1895 (ispirate anche a Fröbel).
- Si concentrano su: profilo dell'insegnante, ambiente, attività, educazione espressiva/linguistica.
- Profilo dell'educatrice (Rosa): preparazione pedagogica/psicologica, sensibilità materna, disponibilità, affetto.
- Ambiente didattico: riproduce l'ambiente domestico, con attività quotidiane, giardino, ripostigli individuali con simboli.
- Materiali: oggetti semplici trovati dai bambini (bottoni, tappi), non strutturati come Fröbel.
- Attività: pratiche e cooperative, ridotto tempo per compiti cognitivi; ampio spazio ad attività artistiche (disegno, manipolazione).
- Espressività e linguaggio: drammatizzazione di episodi infantili per fiducia e equilibrio emotivo. Educazione sensoriale favorisce l'espressione linguistica (frasi, grammatica).
- Il metodo influenza orientamenti per la scuola materna (1969).
MARIA MONTESSORI (1870-1952)
- Metodo educativo scientifico: basato sul comportamento infantile; comprendere l'infanzia è chiave.
- "La mente del bambino" (1949): mente assorbente, forte sensibilità agli stimoli esterni.
- Educazione sensoriale: essenziale per lo sviluppo mentale, focus per la scuola dell'infanzia (3-6 anni).
- Materiali specifici: oggetti in legno graduati per stimolare i sensi, scelti in base all'interesse del bambino.
- Casa dei Bambini:
- Progettata per l'infanzia, con coinvolgimento attivo delle famiglie.
- Architettura a misura di bambino, spazi flessibili interni/esterni, arredi adeguati.
- Ruolo dell'insegnante ("facilitatrice"):
- Osserva e guida lo sviluppo, intervenendo poco direttamente.
- Atteggiamento vigile; assicura ordine e rispetto delle regole.
- Crea ambiente favorevole con materiali strutturati.
- Il bambino che non si adegua viene allontanato per osservare.
- Impatto e critiche:
- Mira a educare per la pace universale.
- Apprezzata per metodologia scientifica e analisi della mente infantile.
- Critiche: rigidità, limitato spazio a creatività ed espressione libera.
- Lombardo Radice: accuse di derivazioni dalle idee delle Agazzi.
- Boschetti Alberti: sostiene che mortifichi la libertà; propone invece libertà di scelta e individualizzazione dell'apprendimento.
GIOVANNI GENTILE
- Vita:
- Nato in Sicilia (1875), laureato in Lettere e Filosofia.
- Collabora con Benedetto Croce ("La Critica") fino al 1925, poi si allontana per posizioni pro-fascismo ("Manifesto degli intellettuali fascisti").
- Presidente dell'INCF, contrario alle leggi razziali.
- Aderisce alla Repubblica Sociale Italiana; assassinato nel 1944.
- Filosofia e pedagogia (attualismo):
- Rinnova l'idealismo hegeliano: la realtà è spirito, si manifesta nell'atto del pensiero (essere e pensare coincidono).
- Educazione: momento in cui lo spirito realizza autonomia e libertà, diventando cosciente di sé.
- Rifiuto dei "metodi": il metodo è il maestro stesso, che incarna lo spirito.
- Rapporto maestro-allievo: unità dello spirito tramite la lezione e la cultura. L'allievo obbedisce al maestro (autorità), scoprendo la parte migliore di sé (libertà) con il dialogo socratico.
- L'arte di insegnare è innata; il maestro ha una missione.
- Visione autoritaria e politica:
- Maestro = grado superiore di spiritualità (rappresenta Stato etico).
- Nel fascismo: obbedire allo Stato = essere liberi (analogia con l'allievo che obbedisce al maestro).
- Riforma Gentile (1923):
- Cultura per pochi: scuola come selezione, non formazione, per la classe dirigente (meritocrazia).
- Struttura selettiva:
- Liceo Classico: per l'élite (accesso a tutte le facoltà universitarie).
- Scuola tecnico-professionale: per il popolo.
- Materie privilegiate: umanistiche, soprattutto filosofia.
- Religione cattolica: inizialmente solo alle elementari, poi reintrodotta alle superiori con i Patti Lateranensi (1929).
- Obbligo scolastico: fino a 14 anni.
- Durata scuola elementare: 5 anni.
- Esame di Stato: al termine di ogni ciclo.
- Inclusione: obbligo anche per non vedenti e non udenti.
LA VITA SCOLASTICA DURANTE IL FASCISMO
- La scuola: strumento di propaganda del regime.
- Simboli fascisti: ritratti del Re e del Duce, bandiera, Bollettino della Vittoria, crocifisso (posizionati tra foto del Duce e del Re).
- Educazione fisica: fondamentale.
- Classi: numerose (fino a 40 alunni).
- Obblighi studenti: saluto romano al preside, ascolto dei discorsi del Duce.
- Materiali didattici: controllati, libri e quaderni con immagini patriottiche.
- Testo unico (dal 1930-31): garantire l'uniformità della propaganda.
- Organizzazioni giovanili (ONB, GIL): esercitazioni paramilitari per ragazzi; preparazione ai ruoli di mogli/madri per le donne.
GIUSEPPE LOMBARDO RADICE
- Contesto: collabora con Gentile per i programmi elementari, ma non aderisce al fascismo.
- Educazione: è sempre autoeducazione, fusione tra maestro e scolaro.
- Rapporto maestro-allievo:
- Allievo attivo, non passivo.
- Dialettica autorità/libertà: sottomettendosi al maestro (autorità), l'allievo supera i limiti e conquista la sua personalità libera.
- Scuola serena:
- Ambiente tranquillo e sereno, disciplina che placa l'irrequietezza.
- Clima di collaborazione tra docenti, familiare per l'allievo.
- Metodo:
- Non regole a priori, ma coscienza dell'operato in atto.
- Le regole nascono dall'esperienza e dalla valutazione di ciò che si fa.
- Scuola elementare (Riforma Gentile):
- Valorizza manifestazioni psicologiche dell'infanzia (intuizione, fantasia, sentimento, creatività).
- Comunicazione: rispetto del linguaggio del bambino (anche dialetto) per un clima accogliente.
- Creatività: valorizzato disegno libero (scarabocchio), canto (tradizione popolare), lavoro (libertà di fare).
- Il bambino è "scienziato e poeta".
- Esperienza: punto di partenza per l'apprendimento (es. giornalino di classe).
- Religione: introdotta come forma semplificata di filosofia.
- Scuola unitaria e continua:
- Favorevole a una scuola differenziata per gradi, ma contro la rigida separazione per classi sociali.
- Anche la formazione tecnica richiede cultura; la classica richiede esperienze pratiche.
JACQUES MARITAIN
- Critica alle pedagogie esistenti (attivistiche/marxiste) perché parziali.
- Fine dell'educazione: solo la filosofia (Cristianesimo) può indicarlo. Pedagogia = filosofia applicata.
- Umanesimo integrale:
- Contrappone l'umanesimo parziale (uomo tecnologico) a un umanesimo integrale (ispirato a Tommaso d'Aquino).
- Valori: dignità umana, libertà, solidarietà, impegno sociale, bisogno di assoluto.
- Educazione integrale:
- Forma la persona in tutte le sue dimensioni.
- Il maestro aiuta l'allievo a sviluppare libertà interiore, crescita spirituale e intellettuale.
- Scuola liberale: offre conoscenza generale (arti liberali), non nozionistica. Curricolo umanistico e tecnico-scientifico.
- Struttura della scuola:
- Primo grado: base (elementari e medie), formazione generale.
- Secondo grado: superiore, formazione "bipolare" (umanistica e tecnico-professionale).
- Dimensione religiosa:
- Lo Stato deve garantire educazione religiosa e conoscenza delle diverse confessioni.
- Pluralismo: religioni e credenze diverse possono condividere valori umani (libertà, fratellanza, uguaglianza).
- Educazione integrale = fondamento della democrazia.
DON MILANI
- Contesto: pedagogia "alternativa" o "antipedagogia" (Concilio Vaticano II, contestazione giovanile del '68).
- "Lettera a una professoressa" (1967): critica alla scuola italiana selettiva, scritta dagli allievi.
- Scuola di Barbiana:
- Fondata dopo dissapori con la Curia.
- Scuola popolare a tempo pieno.
- Diritto di istruzione per tutti (anche i poveri).
- Organizzazione: due stanze, lavoro di gruppo, mutuo insegnamento.
- Obiettivo: dare strumenti culturali (la lingua) ai poveri, senza snaturare i loro valori.
- Pedagogia di Don Milani:
- Lingua: strumento di emancipazione, per confrontarsi alla pari con i "colti".
- Apprendimento tramite confronto, vita comunitaria, elaborazione collettiva dei testi (es. "arte dello scrivere").
- Rifiuto della pedagogia tradizionale; attenzione alle differenze individuali, sociali e storiche.
- Denuncia della scuola selettiva che esclude i ragazzi poveri tramite la lingua.
SERGEJ HESSEN
- Vita: pedagogista russo, si allontana dal regime sovietico; sviluppa una visione dell'educazione legata alla democrazia.
- Filosofia: si avvicina alla filosofia dei valori, spiritualismo, idealismo.
- Base della pedagogia: filosofia dei valori (ideali culturali di un'epoca).
- Ruolo dell'insegnante: guida, non spontaneità assoluta (disciplina senza soffocare la crescita).
- Temperamento vs. personalità:
- Temperamento: parte ereditaria.
- Personalità: ciò che si diventa grazie all'educazione.
- Tre fasi educative:
- Anomia (infanzia): non comprende norme; educazione tramite gioco per organizzazione.
- Eteronomia (età scolare): inizia a capire le norme; ha bisogno della guida del docente; progressiva autonomia; centro: il lavoro (disciplina, organizzazione).
- Autonomia (fine percorso): scopo è scegliere da soli, liberamente e responsabilmente.
- Scuola:
- Unica e uguale per tutti: obbligo scolastico fino alla fine delle superiori per superare disuguaglianze.
- Differenziazione di contenuti:
- Elementare: basata su esperienze concrete e sugli interessi dei bambini.
- Media: insegnamento sistematico, attenzione a psicologie individuali.
- Superiore: specializzazione, senza tralasciare cultura generale.
ANTON MAKARENKO
- Vita: pedagogista russo, fedele al regime sovietico; educatore nelle colonie e comunità di lavoro per emarginati.
- Contesto: dirige colonie e comunità di lavoro per emarginati.
- Pensiero pedagogico: influenzato da marxismo-leninismo.
- Scopo dell'educazione: formare il buon cittadino comunista (valori del socialismo).
- Priorità: la società ha priorità sull'individuo; obiettivo è formare l'uomo collettivo.
- Il collettivo:
- Insieme di individui che dà identità al singolo.
- Struttura gerarchica, lavoro per il bene comune.
- I ragazzi studiano e lavorano insieme (alternandosi).
- Emulazione: competizione individuale e di squadra per migliorarsi.
- Tipi di collettivo: generale (struttura unitaria, totalitaria) e di base (articolazione interna, legami di lavoro e amicizia).
- La scuola:
- Collettivo disciplinato, con capo e regole.
- Assemblea: momento fondamentale per esprimere opinioni e decidere regole.
- Primato del collettivo sull'individuo.
- Il lavoro:
- Produttivo e salariato, svolto con precisione per un fine collettivo.
- Aiuta a individuare le predisposizioni dell'allievo (orientamento al lavoro).
- Disciplina: interiorizzazione dei valori comuni.
- Punizioni: accettate per rafforzare senso del dovere e rispetto per la collettività.
- Influenza: Dewey (educazione funzionale alla società), ma reinterpretata in chiave comunista.
BLOOM E LA TASSONOMIA DEGLI OBIETTIVI EDUCATIVI
- Contesto: USA anni '50, miglioramento della didattica.
- Mastery Learning (apprendimento per la padronanza):
- Obiettivo: reale competenza per tutti gli studenti.
- Tiene conto dei diversi tempi e ritmi (individualizzazione).
- Regola di propedeuticità: conoscenze divise in unità; si prosegue solo dopo averle apprese completamente.
- Ruolo docente: monitorare progressi, adattare l'insegnamento per la padronanza.
- Tassonomia degli obiettivi cognitivi (6 livelli, dal più semplice al più complesso):
- Conoscenza: memorizzare, ricordare.
- Comprensione: capire, spiegare concetti.
- Applicazione: applicare a situazioni pratiche.
- Analisi: scomporre, individuare collegamenti.
- Sintesi: riorganizzare, produrre nuovi contenuti.
- Valutazione: esprimere giudizi critici, opinioni.
GAGNÉ E LE CONDIZIONI DELL'APPRENDIMENTO
- Approccio: comportamentista; studia le condizioni per favorire l'apprendimento.
- Principi fondamentali:
- Apprendimento = risposta a stimoli esterni.
- L'apprendimento verbale aiuta memorizzazione e pensiero.
- Insegnamento: adattare condizioni esterne (strategie) a condizioni interne (capacità degli allievi).
- Programmazione didattica:
- Considera bisogni, interessi e stili di apprendimento.
- Individua 8 tipi di apprendimento (non gerarchici); il docente sceglie il più adatto.
TEORIE DELL'INTELLIGENZA
GUILFORD
- Teoria multifattoriale dell'intelligenza:
- Operazioni: come il pensiero lavora.
- Contenuti: su cosa si lavora.
- Prodotti: cosa si ottiene.
- Distingue pensiero convergente (una sola risposta corretta) e pensiero divergente (idee originali e creative).
GARDNER
- Teoria delle intelligenze multiple:
- L'intelligenza non è unica, ma complessa e molteplice.
- Inizialmente 7 tipi, poi estesi a 9.
- Ognuno possiede tutte le intelligenze, in misure e combinazioni diverse.
- Predisposizioni variano per esperienza e ambiente.
- Linguistica
- Logico-matematica
- Spaziale
- Musicale
- Corporeo-cinestetica
- Interpersonale
- Intrapersonale
- Naturalistica
- Esistenziale (aggiunta)
JEAN PIAGET E LA PSICOLOGIA EVOLUTIVA
- Contributo: psicologia genetica (Istituto Rousseau, Ginevra).
- Intelligenza: differenze qualitative, non quantitative, tra bambino e adulto; ogni età ha strutture mentali specifiche.
- Sviluppo cognitivo:
- Spinta biologica interna, influenzata da fattori sociali.
- Per stadi successivi, caratterizzati da assimilazione (incorporare nuove esperienze in strutture esistenti) e accomodamento (modificare le strutture per adattarsi a nuove esperienze).
- Stadi di sviluppo: dal pensiero egocentrico all'uso di operazioni logiche e pensiero ipotetico-deduttivo.
- Sviluppo morale: fase eteronoma (obbedienza a regole imposte) e fase autonoma (interiorizzazione delle regole).
- Ruolo dell'educatore: il bambino è soggetto attivo nella costruzione della conoscenza; favorire esperienze e attività concrete; promuovere la ricostruzione personale della realtà; lo sviluppo è costruzione di strutture mentali.
VYGOTSKIJ E LA PEDAGOGIA
- Contrasto con Piaget: ruolo dell'ambiente; lo sviluppo dipende fortemente dal contesto storico e culturale.
- Linguaggio: nasce dall'interazione sociale, poi interiorizzato e diventa pensiero (per Piaget inizialmente è egocentrico).
- Apprendimento e linguaggio: il bambino apprende interiorizzando dall'ambiente e dalle relazioni; il linguaggio è uno strumento culturale che evolve da comunicazione a pensiero interno.
- Zona di sviluppo prossimale (ZSP):
- Distanza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che può fare con aiuto (adulto o pari).
- Insegnamento efficace: anticipa lo sviluppo, guida il bambino ed evita improvvisazione.
- Apprendimento e cooperazione: avviene in ambiente cooperativo; confronto con i pari; gioco e lavoro di gruppo favoriscono interiorizzazione delle regole, autoregolazione e attivazione di processi cognitivi.
BETTELHEIM E LA TERAPIA DELL'AUTISMO
- Psicoanalista austriaco, lavora con bambini autistici.
- Autismo: riteneva potesse derivare da rapporti problematici con la "madre frigorifero".
- "Parentectomia": allontanamento del bambino dalla madre come intervento terapeutico riabilitativo (proposta controversa).
- "La fortezza vuota" (1967): paragona l'isolamento autistico a prigionieri dei lager.
- Visione pedagogica: contro punizioni e educazione autoritaria; amore incondizionato non basta: serve un adulto che colga i reali bisogni interiori; educazione profonda, empatica e individualizzata.
- Valore educativo delle fiabe:
- Aiutano a elaborare paure e ansie (abbandono, solitudine, morte).
- Il lieto fine offre speranza e rassicurazione; affrontare difficoltà porta a crescita.
- "Il mondo incantato" (1976): analizza le fiabe con messaggio pedagogico.
- Ruolo dell'immaginazione: le fiabe stimolano immaginazione, identificazione e partecipazione emotiva; rendono la realtà comprensibile in forma simbolica; favoriscono sviluppo emotivo e preparazione alla vita.
MIALARET E LA PEDAGOGIA COME SCIENZA
- Ruolo: promotore della concezione della pedagogia come scienza.
- Necessità: base scientifica e sperimentale per l'educazione, non improvvisazione.
- Definizione: la pedagogia non è una scienza unica, bensì complessa e multidisciplinare, insieme di scienze.
- Tre categorie di scienze dell'educazione:
- Scienze dell'azione educativa: studiano il rapporto educatore-educando (psicologia dell'educazione, scienze della comunicazione, didattica, fisiologia, docimologia).
- Scienze che riflettono sui fini dell'educazione: riguardano valori e obiettivi educativi (filosofia dell'educazione).