Teorie e metodi dell'educazione: autori e correnti fondamentali per la didattica

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SIGMUND FREUD (1856-1939)

  • Psicoanalisi:
    • Metodo di ricerca della psiche.
    • Metodo terapeutico per le nevrosi.
    • Disciplina scientifica (teorie).
    • Sviluppo umano: determinato da pulsioni e inconscio, con radici nell'infanzia.
  • Visione della psiche:
    • Eros (vita) vs Thanatos (morte) in lotta.
    • Prima topica (sfere): conscio, preconscio, inconscio.
    • Seconda topica (istanze): Es (piacere), Io (realtà), Super-Io (morale).
  • Sessualità infantile e libido:
    • La sessualità infantile è ricerca di piacere su diverse zone del corpo, non solo genitale.
    • Libido: energia pulsionale sessuale e vitale, presente dalla nascita.
    • Fissazione: blocco della libido in una fase per trauma, causa disturbi futuri.
  • Complesso di Edipo:
    • Nella fase fallica: attrazione per il genitore di sesso opposto, rivalità con quello dello stesso sesso.
    • Risoluzione: identificazione con il genitore rivale.
    • Sviluppo del Super-Io (coscienza morale).
    • (Jung): Complesso di Elettra per le femmine.

ALEXANDER SUTHERLAND NEILL (1883-1973)

  • Summerhill School (fondata 1921):
    • Per bambini "disadattati".
    • Nessun obbligo di lezioni o compiti; il gioco è prioritario.
    • Classi per età, senza distinzione di sesso.
    • Assemblee democratiche con partecipazione degli studenti.
  • Influenze e pedagogia:
    • Da Freud: istanze psichiche e sessualità infantile.
    • Da Adler: rispetto per interessi e bisogni dell'allievo.
    • I bambini necessitano di amore e comprensione.
    • Scuole convitto: comunità democratiche con autogoverno.
    • Fiducia nella bontà umana; educazione repressiva genera paura e odio.

JOHN DEWEY (1859-1952)

  • Pragmatismo e strumentalismo:
    1. Pragmatismo: le idee sono strumenti che si modificano con l'azione.
    2. Conoscenza: non fine a sé stessa, nasce dal bisogno di agire sulla realtà per adattarla o migliorarla.
    3. Strumentalismo: l'esperienza è unione di fatti sociali e mentali; il pensiero risolve "dubbi" (arresti dell'azione) tramite osservazione, ipotesi, sperimentazione.
  • Principi pedagogici (5 concetti):
    1. La scuola è un'istituzione sociale.
    2. L'educazione è processo di vita.
    3. La scuola rappresenta la vita attuale.
    4. La scuola semplifica la vita sociale.
    5. La scuola si evolve gradualmente (replica semplificata della società).
  • La Scuola di Chicago (fondata 1896):
    1. Divisa in livelli per età: Asilo (gioco), Anno "ponte", Elementare (lavoro di laboratorio), Consolidamento, Secondaria (professione e curiosità), Università.
  • Metodo didattico (da "Democrazia e Educazione"):
    1. Partire da interessi autentici.
    2. Affrontare argomenti stimolanti.
    3. Fornire informazioni per la ricerca.
    4. Dare possibilità di sviluppare soluzioni.
    5. L'alunno verifica le soluzioni applicando le idee.

WILLIAM H. KILPATRICK (1871-1965)

  • Allievo di Dewey.
  • Critica all'educazione tradizionale: trasmissione di conoscenze preconfezionate superata dalla società che cambia.
  • Ruolo della scuola: luogo della "vita effettiva", sostituendo in parte il ruolo educativo della famiglia.
  • Metodo dei progetti:
    • L'allievo organizza in autonomia l'apprendimento.
    • Fasi: idealizzazione, piano, esecuzione, giudizio sui risultati.
    • 4 tipi di progetti: produzione, consumo, problema, addestramento.
    • L'insegnante supporta; le discipline sono un mezzo.

HELEN PARKHURST (1887-1973)

  • Piano Dalton: unisce metodo Montessori e attivismo pedagogico di Dewey.
  • L'apprendimento individuale è centrale per ogni allievo.
  • Riprende da Dewey i laboratori per l'esercizio libero.
  • Contratto educativo: accordo di 10 mesi con gli allievi per l'impegno nelle materie.

CARLETON W. WASHBURNE (1889-1968)

  • Pedagogista attivista di Dewey: riforma il sistema scolastico di Winnetka (1919).
  • "Educazione progressiva": riguarda sia gli scopi che il metodo di insegnamento.
  • Curricolo diviso in due parti:
    • Parte comune: contenuti e tecniche base per tutti.
    • Parte di sviluppo: attività libere su progetto, basate sugli interessi degli alunni e della comunità.

OVIDE DECROLY (1871-1932)

  • Neuropsichiatra belga: fonda scuole per bambini con disabilità («enfants irréguliers») e la "Scuola dell'Ermitage".
  • Scuola in spazi aperti (campagna) per avvicinare alla vita reale.
  • Apprendimento basato sui bisogni reali del bambino (nutrirsi, difendersi, ecc.).
  • Centri d'interesse:
    • Ogni bisogno genera un interesse, che diventa il fulcro dell'azione didattica.
    • Esempio: cibo, casa, abbigliamento.
  • Funzione di globalizzazione: funzione cognitiva intermedia (fino a 7-8 anni), prima delle capacità analitiche.

ÉDOUARD CLAPARÈDE (1873-1940)

  • Neurologo svizzero: interessato al recupero di bambini con disabilità.
  • Cofonda l'Istituto Jean-Jacques Rousseau a Ginevra (1912).
  • Legge fondamentale dello sviluppo: ogni bisogno produce reazioni per soddisfarlo.
  • "L'Educazione funzionale" (1931): mente del bambino diversa dall'adulto.
  • Leggi dello sviluppo: successione generica (fasi), esercizio funzionale, adattamento funzionale, autonomia funzionale, individualità.
  • Importanza del gioco: rappresenta la natura del bambino, mezzo per sviluppare capacità emotivo-affettive; preparatorio per il futuro (Gross).
  • Tappe evolutive degli interessi: percettivi, linguaggio, intellettuali, speciali, etici/sociali, lavoro.
  • "Scuola su misura": approccio individualizzato che riconosce le differenze.
  • Propone classi omogenee per capacità, con mobilità e sezioni parallele.

ROGER COUSINET (1881-1973)

  • Critica all'educazione tradizionale: favorisce passività e reprime l'individualità.
  • Ambiente stimolante: attività didattica in un contesto che incoraggia l'interazione.
  • Gruppi di apprendimento liberi: i bambini scelgono i compagni e interagiscono.
  • Ruolo dell'insegnante: leader paziente e modesto, guida senza sostituirsi.
  • Stimola la ricerca e i progetti collaborativi con materiali disponibili.
  • L'apprendimento avviene tramite lavoro di comunità.

CÉLESTIN FREINET (1896-1966)

  • Metafora dell'acqua: la mente del bambino si sviluppa liberamente e poi si orienta.
  • Pedagogia popolare: rivolta alla classe operaia.
  • Scuola che educa individualità e socialità tramite lavoro e comunicazione di gruppo.
  • École Freinet: scuola cooperativa, senza classi separate, con laboratori e spazi aperti.
  • Calcolo vivente: coinvolgimento dei bambini nei problemi finanziari della scuola tramite la matematica.
  • Laboratorio di stampa scolastica: innovazione didattica per esplorare tecnologie, creare testi e giornali.
  • Corrispondenza tra scuole: favorisce il confronto e rompe l'isolamento.
  • Autocorrezione democratica: i testi scritti dagli alunni sono strumenti per la grammatica e la valutazione.
  • Educazione basata su esperienze concrete, non su libri rigidi; l'apprendimento cooperativo è centrale.

LE SORELLE AGAZZI (Rosa 1866-1951, Carolina 1870-1945)

  • Rinnovamento educativo in Italia: nascita della scuola materna.
  • Fondano la prima "Scuola Materna" a Mompiano nel 1895 (ispirate anche a Fröbel).
  • Si concentrano su: profilo dell'insegnante, ambiente, attività, educazione espressiva/linguistica.
  • Profilo dell'educatrice (Rosa): preparazione pedagogica/psicologica, sensibilità materna, disponibilità, affetto.
  • Ambiente didattico: riproduce l'ambiente domestico, con attività quotidiane, giardino, ripostigli individuali con simboli.
  • Materiali: oggetti semplici trovati dai bambini (bottoni, tappi), non strutturati come Fröbel.
  • Attività: pratiche e cooperative, ridotto tempo per compiti cognitivi; ampio spazio ad attività artistiche (disegno, manipolazione).
  • Espressività e linguaggio: drammatizzazione di episodi infantili per fiducia e equilibrio emotivo. Educazione sensoriale favorisce l'espressione linguistica (frasi, grammatica).
  • Il metodo influenza orientamenti per la scuola materna (1969).

MARIA MONTESSORI (1870-1952)

  • Metodo educativo scientifico: basato sul comportamento infantile; comprendere l'infanzia è chiave.
  • "La mente del bambino" (1949): mente assorbente, forte sensibilità agli stimoli esterni.
  • Educazione sensoriale: essenziale per lo sviluppo mentale, focus per la scuola dell'infanzia (3-6 anni).
  • Materiali specifici: oggetti in legno graduati per stimolare i sensi, scelti in base all'interesse del bambino.
  • Casa dei Bambini:
    • Progettata per l'infanzia, con coinvolgimento attivo delle famiglie.
    • Architettura a misura di bambino, spazi flessibili interni/esterni, arredi adeguati.
  • Ruolo dell'insegnante ("facilitatrice"):
    • Osserva e guida lo sviluppo, intervenendo poco direttamente.
    • Atteggiamento vigile; assicura ordine e rispetto delle regole.
    • Crea ambiente favorevole con materiali strutturati.
    • Il bambino che non si adegua viene allontanato per osservare.
  • Impatto e critiche:
    • Mira a educare per la pace universale.
    • Apprezzata per metodologia scientifica e analisi della mente infantile.
    • Critiche: rigidità, limitato spazio a creatività ed espressione libera.
    • Lombardo Radice: accuse di derivazioni dalle idee delle Agazzi.
    • Boschetti Alberti: sostiene che mortifichi la libertà; propone invece libertà di scelta e individualizzazione dell'apprendimento.

GIOVANNI GENTILE

  • Vita:
    • Nato in Sicilia (1875), laureato in Lettere e Filosofia.
    • Collabora con Benedetto Croce ("La Critica") fino al 1925, poi si allontana per posizioni pro-fascismo ("Manifesto degli intellettuali fascisti").
    • Presidente dell'INCF, contrario alle leggi razziali.
    • Aderisce alla Repubblica Sociale Italiana; assassinato nel 1944.
  • Filosofia e pedagogia (attualismo):
    • Rinnova l'idealismo hegeliano: la realtà è spirito, si manifesta nell'atto del pensiero (essere e pensare coincidono).
    • Educazione: momento in cui lo spirito realizza autonomia e libertà, diventando cosciente di sé.
    • Rifiuto dei "metodi": il metodo è il maestro stesso, che incarna lo spirito.
    • Rapporto maestro-allievo: unità dello spirito tramite la lezione e la cultura. L'allievo obbedisce al maestro (autorità), scoprendo la parte migliore di sé (libertà) con il dialogo socratico.
    • L'arte di insegnare è innata; il maestro ha una missione.
  • Visione autoritaria e politica:
    • Maestro = grado superiore di spiritualità (rappresenta Stato etico).
    • Nel fascismo: obbedire allo Stato = essere liberi (analogia con l'allievo che obbedisce al maestro).
  • Riforma Gentile (1923):
    • Cultura per pochi: scuola come selezione, non formazione, per la classe dirigente (meritocrazia).
    • Struttura selettiva:
      • Liceo Classico: per l'élite (accesso a tutte le facoltà universitarie).
      • Scuola tecnico-professionale: per il popolo.
    • Materie privilegiate: umanistiche, soprattutto filosofia.
    • Religione cattolica: inizialmente solo alle elementari, poi reintrodotta alle superiori con i Patti Lateranensi (1929).
    • Obbligo scolastico: fino a 14 anni.
    • Durata scuola elementare: 5 anni.
    • Esame di Stato: al termine di ogni ciclo.
    • Inclusione: obbligo anche per non vedenti e non udenti.

LA VITA SCOLASTICA DURANTE IL FASCISMO

  • La scuola: strumento di propaganda del regime.
  • Simboli fascisti: ritratti del Re e del Duce, bandiera, Bollettino della Vittoria, crocifisso (posizionati tra foto del Duce e del Re).
  • Educazione fisica: fondamentale.
  • Classi: numerose (fino a 40 alunni).
  • Obblighi studenti: saluto romano al preside, ascolto dei discorsi del Duce.
  • Materiali didattici: controllati, libri e quaderni con immagini patriottiche.
  • Testo unico (dal 1930-31): garantire l'uniformità della propaganda.
  • Organizzazioni giovanili (ONB, GIL): esercitazioni paramilitari per ragazzi; preparazione ai ruoli di mogli/madri per le donne.

GIUSEPPE LOMBARDO RADICE

  • Contesto: collabora con Gentile per i programmi elementari, ma non aderisce al fascismo.
  • Educazione: è sempre autoeducazione, fusione tra maestro e scolaro.
  • Rapporto maestro-allievo:
    • Allievo attivo, non passivo.
    • Dialettica autorità/libertà: sottomettendosi al maestro (autorità), l'allievo supera i limiti e conquista la sua personalità libera.
  • Scuola serena:
    • Ambiente tranquillo e sereno, disciplina che placa l'irrequietezza.
    • Clima di collaborazione tra docenti, familiare per l'allievo.
  • Metodo:
    • Non regole a priori, ma coscienza dell'operato in atto.
    • Le regole nascono dall'esperienza e dalla valutazione di ciò che si fa.
  • Scuola elementare (Riforma Gentile):
    • Valorizza manifestazioni psicologiche dell'infanzia (intuizione, fantasia, sentimento, creatività).
    • Comunicazione: rispetto del linguaggio del bambino (anche dialetto) per un clima accogliente.
    • Creatività: valorizzato disegno libero (scarabocchio), canto (tradizione popolare), lavoro (libertà di fare).
    • Il bambino è "scienziato e poeta".
    • Esperienza: punto di partenza per l'apprendimento (es. giornalino di classe).
    • Religione: introdotta come forma semplificata di filosofia.
  • Scuola unitaria e continua:
    • Favorevole a una scuola differenziata per gradi, ma contro la rigida separazione per classi sociali.
    • Anche la formazione tecnica richiede cultura; la classica richiede esperienze pratiche.

JACQUES MARITAIN

  • Critica alle pedagogie esistenti (attivistiche/marxiste) perché parziali.
  • Fine dell'educazione: solo la filosofia (Cristianesimo) può indicarlo. Pedagogia = filosofia applicata.
  • Umanesimo integrale:
    • Contrappone l'umanesimo parziale (uomo tecnologico) a un umanesimo integrale (ispirato a Tommaso d'Aquino).
    • Valori: dignità umana, libertà, solidarietà, impegno sociale, bisogno di assoluto.
  • Educazione integrale:
    • Forma la persona in tutte le sue dimensioni.
    • Il maestro aiuta l'allievo a sviluppare libertà interiore, crescita spirituale e intellettuale.
    • Scuola liberale: offre conoscenza generale (arti liberali), non nozionistica. Curricolo umanistico e tecnico-scientifico.
  • Struttura della scuola:
    • Primo grado: base (elementari e medie), formazione generale.
    • Secondo grado: superiore, formazione "bipolare" (umanistica e tecnico-professionale).
  • Dimensione religiosa:
    • Lo Stato deve garantire educazione religiosa e conoscenza delle diverse confessioni.
    • Pluralismo: religioni e credenze diverse possono condividere valori umani (libertà, fratellanza, uguaglianza).
    • Educazione integrale = fondamento della democrazia.

DON MILANI

  • Contesto: pedagogia "alternativa" o "antipedagogia" (Concilio Vaticano II, contestazione giovanile del '68).
  • "Lettera a una professoressa" (1967): critica alla scuola italiana selettiva, scritta dagli allievi.
  • Scuola di Barbiana:
    • Fondata dopo dissapori con la Curia.
    • Scuola popolare a tempo pieno.
    • Diritto di istruzione per tutti (anche i poveri).
    • Organizzazione: due stanze, lavoro di gruppo, mutuo insegnamento.
    • Obiettivo: dare strumenti culturali (la lingua) ai poveri, senza snaturare i loro valori.
  • Pedagogia di Don Milani:
    • Lingua: strumento di emancipazione, per confrontarsi alla pari con i "colti".
    • Apprendimento tramite confronto, vita comunitaria, elaborazione collettiva dei testi (es. "arte dello scrivere").
    • Rifiuto della pedagogia tradizionale; attenzione alle differenze individuali, sociali e storiche.
    • Denuncia della scuola selettiva che esclude i ragazzi poveri tramite la lingua.

SERGEJ HESSEN

  • Vita: pedagogista russo, si allontana dal regime sovietico; sviluppa una visione dell'educazione legata alla democrazia.
  • Filosofia: si avvicina alla filosofia dei valori, spiritualismo, idealismo.
  • Base della pedagogia: filosofia dei valori (ideali culturali di un'epoca).
  • Ruolo dell'insegnante: guida, non spontaneità assoluta (disciplina senza soffocare la crescita).
  • Temperamento vs. personalità:
    • Temperamento: parte ereditaria.
    • Personalità: ciò che si diventa grazie all'educazione.
  • Tre fasi educative:
    • Anomia (infanzia): non comprende norme; educazione tramite gioco per organizzazione.
    • Eteronomia (età scolare): inizia a capire le norme; ha bisogno della guida del docente; progressiva autonomia; centro: il lavoro (disciplina, organizzazione).
    • Autonomia (fine percorso): scopo è scegliere da soli, liberamente e responsabilmente.
  • Scuola:
    • Unica e uguale per tutti: obbligo scolastico fino alla fine delle superiori per superare disuguaglianze.
    • Differenziazione di contenuti:
      • Elementare: basata su esperienze concrete e sugli interessi dei bambini.
      • Media: insegnamento sistematico, attenzione a psicologie individuali.
      • Superiore: specializzazione, senza tralasciare cultura generale.

ANTON MAKARENKO

  • Vita: pedagogista russo, fedele al regime sovietico; educatore nelle colonie e comunità di lavoro per emarginati.
  • Contesto: dirige colonie e comunità di lavoro per emarginati.
  • Pensiero pedagogico: influenzato da marxismo-leninismo.
  • Scopo dell'educazione: formare il buon cittadino comunista (valori del socialismo).
  • Priorità: la società ha priorità sull'individuo; obiettivo è formare l'uomo collettivo.
  • Il collettivo:
    • Insieme di individui che dà identità al singolo.
    • Struttura gerarchica, lavoro per il bene comune.
    • I ragazzi studiano e lavorano insieme (alternandosi).
    • Emulazione: competizione individuale e di squadra per migliorarsi.
    • Tipi di collettivo: generale (struttura unitaria, totalitaria) e di base (articolazione interna, legami di lavoro e amicizia).
  • La scuola:
    • Collettivo disciplinato, con capo e regole.
    • Assemblea: momento fondamentale per esprimere opinioni e decidere regole.
    • Primato del collettivo sull'individuo.
  • Il lavoro:
    • Produttivo e salariato, svolto con precisione per un fine collettivo.
    • Aiuta a individuare le predisposizioni dell'allievo (orientamento al lavoro).
  • Disciplina: interiorizzazione dei valori comuni.
  • Punizioni: accettate per rafforzare senso del dovere e rispetto per la collettività.
  • Influenza: Dewey (educazione funzionale alla società), ma reinterpretata in chiave comunista.

BLOOM E LA TASSONOMIA DEGLI OBIETTIVI EDUCATIVI

  • Contesto: USA anni '50, miglioramento della didattica.
  • Mastery Learning (apprendimento per la padronanza):
    1. Obiettivo: reale competenza per tutti gli studenti.
    2. Tiene conto dei diversi tempi e ritmi (individualizzazione).
    3. Regola di propedeuticità: conoscenze divise in unità; si prosegue solo dopo averle apprese completamente.
    4. Ruolo docente: monitorare progressi, adattare l'insegnamento per la padronanza.
  • Tassonomia degli obiettivi cognitivi (6 livelli, dal più semplice al più complesso):
    1. Conoscenza: memorizzare, ricordare.
    2. Comprensione: capire, spiegare concetti.
    3. Applicazione: applicare a situazioni pratiche.
    4. Analisi: scomporre, individuare collegamenti.
    5. Sintesi: riorganizzare, produrre nuovi contenuti.
    6. Valutazione: esprimere giudizi critici, opinioni.

GAGNÉ E LE CONDIZIONI DELL'APPRENDIMENTO

  • Approccio: comportamentista; studia le condizioni per favorire l'apprendimento.
  • Principi fondamentali:
    • Apprendimento = risposta a stimoli esterni.
    • L'apprendimento verbale aiuta memorizzazione e pensiero.
    • Insegnamento: adattare condizioni esterne (strategie) a condizioni interne (capacità degli allievi).
  • Programmazione didattica:
    • Considera bisogni, interessi e stili di apprendimento.
    • Individua 8 tipi di apprendimento (non gerarchici); il docente sceglie il più adatto.

TEORIE DELL'INTELLIGENZA

GUILFORD

  • Teoria multifattoriale dell'intelligenza:
    • Operazioni: come il pensiero lavora.
    • Contenuti: su cosa si lavora.
    • Prodotti: cosa si ottiene.
  • Distingue pensiero convergente (una sola risposta corretta) e pensiero divergente (idee originali e creative).

GARDNER

  • Teoria delle intelligenze multiple:
  1. L'intelligenza non è unica, ma complessa e molteplice.
  2. Inizialmente 7 tipi, poi estesi a 9.
  3. Ognuno possiede tutte le intelligenze, in misure e combinazioni diverse.
  4. Predisposizioni variano per esperienza e ambiente.
Principali intelligenze:
  1. Linguistica
  2. Logico-matematica
  3. Spaziale
  4. Musicale
  5. Corporeo-cinestetica
  6. Interpersonale
  7. Intrapersonale
  8. Naturalistica
  9. Esistenziale (aggiunta)
Conclusione: questi autori hanno rinnovato la didattica, centrando lo studente e le sue potenzialità per un'istruzione inclusiva, efficace e personalizzata.

JEAN PIAGET E LA PSICOLOGIA EVOLUTIVA

  • Contributo: psicologia genetica (Istituto Rousseau, Ginevra).
  • Intelligenza: differenze qualitative, non quantitative, tra bambino e adulto; ogni età ha strutture mentali specifiche.
  • Sviluppo cognitivo:
    • Spinta biologica interna, influenzata da fattori sociali.
    • Per stadi successivi, caratterizzati da assimilazione (incorporare nuove esperienze in strutture esistenti) e accomodamento (modificare le strutture per adattarsi a nuove esperienze).
  • Stadi di sviluppo: dal pensiero egocentrico all'uso di operazioni logiche e pensiero ipotetico-deduttivo.
  • Sviluppo morale: fase eteronoma (obbedienza a regole imposte) e fase autonoma (interiorizzazione delle regole).
  • Ruolo dell'educatore: il bambino è soggetto attivo nella costruzione della conoscenza; favorire esperienze e attività concrete; promuovere la ricostruzione personale della realtà; lo sviluppo è costruzione di strutture mentali.

VYGOTSKIJ E LA PEDAGOGIA

  • Contrasto con Piaget: ruolo dell'ambiente; lo sviluppo dipende fortemente dal contesto storico e culturale.
  • Linguaggio: nasce dall'interazione sociale, poi interiorizzato e diventa pensiero (per Piaget inizialmente è egocentrico).
  • Apprendimento e linguaggio: il bambino apprende interiorizzando dall'ambiente e dalle relazioni; il linguaggio è uno strumento culturale che evolve da comunicazione a pensiero interno.
  • Zona di sviluppo prossimale (ZSP):
    • Distanza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che può fare con aiuto (adulto o pari).
    • Insegnamento efficace: anticipa lo sviluppo, guida il bambino ed evita improvvisazione.
  • Apprendimento e cooperazione: avviene in ambiente cooperativo; confronto con i pari; gioco e lavoro di gruppo favoriscono interiorizzazione delle regole, autoregolazione e attivazione di processi cognitivi.

BETTELHEIM E LA TERAPIA DELL'AUTISMO

  • Psicoanalista austriaco, lavora con bambini autistici.
  • Autismo: riteneva potesse derivare da rapporti problematici con la "madre frigorifero".
  • "Parentectomia": allontanamento del bambino dalla madre come intervento terapeutico riabilitativo (proposta controversa).
  • "La fortezza vuota" (1967): paragona l'isolamento autistico a prigionieri dei lager.
  • Visione pedagogica: contro punizioni e educazione autoritaria; amore incondizionato non basta: serve un adulto che colga i reali bisogni interiori; educazione profonda, empatica e individualizzata.
  • Valore educativo delle fiabe:
    • Aiutano a elaborare paure e ansie (abbandono, solitudine, morte).
    • Il lieto fine offre speranza e rassicurazione; affrontare difficoltà porta a crescita.
    • "Il mondo incantato" (1976): analizza le fiabe con messaggio pedagogico.
  • Ruolo dell'immaginazione: le fiabe stimolano immaginazione, identificazione e partecipazione emotiva; rendono la realtà comprensibile in forma simbolica; favoriscono sviluppo emotivo e preparazione alla vita.

MIALARET E LA PEDAGOGIA COME SCIENZA

  • Ruolo: promotore della concezione della pedagogia come scienza.
  • Necessità: base scientifica e sperimentale per l'educazione, non improvvisazione.
  • Definizione: la pedagogia non è una scienza unica, bensì complessa e multidisciplinare, insieme di scienze.
  • Tre categorie di scienze dell'educazione:
    1. Scienze dell'azione educativa: studiano il rapporto educatore-educando (psicologia dell'educazione, scienze della comunicazione, didattica, fisiologia, docimologia).
    2. Scienze che riflettono sui fini dell'educazione: riguardano valori e obiettivi educativi (filosofia dell'educazione).

Voci correlate: