Transizione Democratica Spagnola 1975-1979: Dalla Dittatura alla Democrazia
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La Transizione Democratica (1975-1979)
Il periodo della transizione democratica (1975-1979) ha visto il confronto tra tre opzioni politiche principali nel panorama spagnolo degli anni '70. Alcuni settori hanno difeso chiaramente la continuità con il regime di Franco; altri hanno scommesso su una riforma promossa dalle stesse istituzioni che portasse alla democratizzazione del sistema; altri ancora erano inclini a rompere con il passato dittatoriale per costruire un nuovo sistema politico guidato dalle forze democratiche.
Il Governo di Arias Navarro (Novembre 1975)
Il governo presieduto da Arias Navarro, iniziato nel novembre 1975, incorporò nel suo gabinetto riformatori come Fraga Iribarne e José María de Areilza, con l'aspettativa di un'accelerazione delle riforme che portasse alla graduale democratizzazione del sistema politico spagnolo.
Tuttavia, quando presentò il suo programma dinanzi alle Corti, emerse chiaramente il suo sostegno alla continuità del franchismo. Il suo approccio riformista era del tutto inadeguato: la proposta era una semplice riproduzione del programma precedente, con poche aperture e leggi molto restrittive sulla libertà di riunione e associazione, che non contemplavano l'esistenza di partiti politici.
La Rottura Democratica e la Riforma
Qual era la ripartizione della democrazia? Il coordinamento democratico proponeva una procedura costituzionale che, attraverso un governo provvisorio e libere elezioni, ponesse le basi di un nuovo sistema politico.
Come è stata effettuata la riforma democratica? Gli irriducibili (il cosiddetto "Bunker") accettavano solo la continuità del sistema di repressione, stimolando l'azione di gruppi paramilitari per mettere a tacere l'opposizione (si ricordano, ad esempio, i fatti di Montejurra).
I riformatori lavorarono per allontanare gli irriducibili dal governo, con l'approvazione della monarchia. Il loro progetto mirava a promuovere un cambiamento progressivo del sistema politico partendo dall'evoluzione delle leggi e delle istituzioni franchiste. Ciò portò alle dimissioni di Arias Navarro, sostituito da Adolfo Suárez (appartenente al Movimento riformista). Suárez avviò contatti con le forze democratiche, emise un indulto per i prigionieri politici e propose la Legge per la Riforma Politica, che riconosceva i diritti fondamentali degli individui.
I Primi Atti del Governo e la Legalizzazione dei Partiti
Dopo l'adozione della Legge per la Riforma Politica, il governo spianò la strada per le elezioni generali. Furono emanati decreti che permisero la libertà di associazione, la legalizzazione dei partiti politici (incluso il Partito Comunista) e una vasta amnistia per i reati politici commessi durante la dittatura.
Dopo la legalizzazione, quali partiti formarono la rappresentanza nazionale? Si distinsero l'Unione del Centro Democratico (UCD), fondata dal Primo Ministro, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) e l'Alleanza Popolare (AP). A livello regionale, ebbero un ruolo speciale il Partito Nazionalista Basco (PNV) in Euskadi e il Patto Democratico per la Catalogna (PDC).
La Legalizzazione del Partito Comunista (PCE)
Il PCE fu legalizzato in un clima di forte tensione, dopo che uomini armati di estrema destra uccisero cinque avvocati del lavoro legati alle CCOO e al PCE (Strage di Atocha). Oltre un milione di scioperanti dimostrarono che il PCE era un simbolo fondamentale dell'antifranchismo e il partito più organizzato tra la classe operaia e media.
Le Elezioni del 1977 e la Fase di Pre-autonomia
Le elezioni generali del 1977 furono vinte dall'Unione del Centro Democratico (UCD). Successivamente, iniziò il processo di costruzione dello Stato delle Autonomie, diviso in due fasi:
- Pre-autonomia: concessione provvisoria di autonomia alle regioni che ne facevano richiesta. Il primo regime fu concesso alla Catalogna (con il ripristino della Generalitat), seguita dai Paesi Baschi e dalla Galizia.
- Fase definitiva: avviata con l'approvazione dei regolamenti autonomici dopo la Costituzione.
La Crisi Economica degli Anni '70
La Spagna dovette affrontare la crisi internazionale con gravi difficoltà: un forte processo di inflazione, perdita di competitività delle esportazioni, raddoppio del disavanzo commerciale e svalutazione della peseta. La crisi energetica determinò una profonda crisi industriale e un drastico aumento della disoccupazione.
I Patti della Moncloa
Per rispondere alla crisi, furono firmati i Patti della Moncloa con obiettivi politici ed economici:
- In ambito politico: regolamentazione della vita pubblica secondo principi democratici (libertà di espressione, riunione e associazione, riforma del codice penale).
- In ambito economico: riduzione dell'inflazione, controllo della spesa pubblica, razionalizzazione dei consumi energetici e moderazione salariale. L'obiettivo finale era l'incoraggiamento di una libera economia di mercato e l'estensione dell'assicurazione contro la disoccupazione.
Minacce alla Democrazia
I nemici della democrazia agirono attraverso tentativi di colpi di stato militari e terrorismo. Gruppi violenti come i Guerriglieri di Cristo Re, la Triple A o il Battaglione Spagnolo Basco seminarono il caos. Ci furono anche tentativi di destabilizzazione militare, come l'Operazione Galassia.
La Costituzione del 1978
La Costituzione del 1978 fu il risultato di un consenso senza precedenti. Per la prima volta nella storia della Spagna, il testo non fu un'imposizione unilaterale, ma l'accordo tra i principali gruppi politici rappresentati al Congresso.
Struttura della Costituzione
- Parte Dogmatica: principi fondamentali, diritti dei cittadini e garanzie.
- Parte Organica: funzioni dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, organizzazione territoriale e Corte Costituzionale.
- Riforma Costituzionale: meccanismi per modificare la Carta stessa.
Punti Chiave Regolati dalla Costituzione
- Lo Stato è definito come una monarchia parlamentare, sociale e democratica di diritto.
- Si riconosce il diritto all'autonomia delle nazionalità e delle regioni.
- Lo Stato è aconfessionale (laico), pur riconoscendo l'importanza della Chiesa cattolica.
- Riconoscimento dei diritti civili: associazione, riunione, espressione, privacy e divorzio.
- Abolizione della pena di morte.
- Uguaglianza tra uomini e donne e divieto di discriminazione.
- Il Re detiene il comando supremo delle Forze Armate, ma con poteri prevalentemente rappresentativi.
- Sistema bicamerale: Senato e Congresso dei Deputati.
- Divisione dei poteri: il Presidente del Governo è eletto dai deputati.
- Riconoscimento del libero mercato, con possibilità di intervento statale per l'interesse generale.
- L'istruzione è considerata un servizio pubblico che lo Stato deve promuovere e controllare.