La Transizione Spagnola: Dalla Fine del Franchismo alla Costituzione del 1978
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1. La Situazione Dopo la Morte di Franco: Il Governo Arias Navarro
Il 20 novembre 1975 segnò la morte di Franco. Secondo le Leggi Fondamentali, la successione spettava al Principe di Spagna, Juan Carlos di Borbone, che giurò sui principi fondamentali del Movimento Nazionale due giorni dopo. Il suo discorso fu cauto ma lasciò intendere modifiche future: "Il Re vuole essere tutto e subito", senza riferimenti diretti alla Guerra Civile o al Movimento, ma enfatizzando la riconciliazione, la libertà e il riconoscimento delle specificità regionali.
L'Apertura e l'Opposizione
La nuova situazione politica aprì un'epoca di transizione nell'Europa mediterranea (Grecia, Portogallo e Spagna). Esistevano forze irriducibili eredi del franchismo (Falange armata, sindacati verticali) e coloro che sostenevano le istituzioni "dopo Franco". All'interno del franchismo stesso vi erano aperture, con proposte di allargamento del regime, come partenariati politici (ancora non partiti) e la possibilità di una "differenza di opinione" interna, con figure come Silva Fraga e Muñoz.
All'esterno del regime, l'opposizione cresceva:
- Opposizione Moderata: Monarchici di Don Juan de Borbón, democristiani e liberali, che preferivano una fine non rivoluzionaria del regime.
- Opposizione Radicale: Sinistra tradizionale, PCE e PSOE, e sindacati clandestini (UGT, CCOO, USO, CNT), che parlavano di rottura.
A proposito di opposizione, si formarono organismi come la Giunta Democratica (1974), che univa monarchici e carlisti, e la Piattaforma di Convergenza Democratica, attorno al PSOE, UGT, PNV, Sinistra Democratica, ecc. Entrambe le organizzazioni si unirono nel Coordinamento Democratico, noto popolarmente come Platajunta.
Il Governo Arias Navarro e la Stasi Riformista
Il 22 novembre, il Re confermò il governo del presidente Carlos Arias Navarro. L'intesa con il Re non fu mai buona. In questo quadro eterogeneo, la monarchia si trovò di fronte ai militari franchisti più anziani e ad alcuni riformisti come Garrigues, Areilza o Fraga. Gli unici cambiamenti furono superficiali: si passò dalla "partecipazione" all'"adesione" al regime. Non ci fu alcun tentativo di legalizzare i partiti politici, ma furono introdotte leggi sul diritto di associazione e riunione, e una clemenza "timida" per alcuni prigionieri politici.
Nell'aprile 1976 la situazione si fece tesa:
- Lo sciopero di Vitoria, dove 5 lavoratori morirono per mano della polizia.
- Gli eventi di Montejurra, con lo scontro tra due gruppi carlisti (liberali e reazionari) che causò due morti.
Il "bunker" (l'ala dura franchista) respinse un progetto di legge provvisorio sulle associazioni. Non ci furono progressi nella liberalizzazione politica.
Le Dimissioni di Arias Navarro
Il Re, durante un viaggio negli Stati Uniti, dichiarò in un'intervista a Newsweek la sua intenzione di instaurare un regime democratico in Spagna, criticando velatamente Arias Navarro. Quest'ultimo, incapace di assimilare la nuova situazione e sotto pressione da vari settori, si dimise il 1° luglio 1976. Juan Carlos colse l'occasione per comunicare anche a Paolo VI la sua facoltà di presentare i vescovi.
2. Il Governo di Adolfo Suárez
Il 3 luglio 1976, grazie alla negoziazione di Torcuato Fernández Miranda come Presidente del Consiglio della Corona, fu nominato Primo Ministro Adolfo Suárez, un burocrate falangista poco conosciuto, ma giovane e abile nell'uso dei media. La Spagna fu sorpresa. Suárez ebbe difficoltà a formare un governo con politici di alto rango, dovendo ricorrere a giovani politici (soprattutto del Gruppo Tácito).
La Riforma Politica: "Dal Diritto alla Legge"
Cautamente, Suárez propose la creazione di un nuovo sistema politico: passare dalle leggi franchiste alla democrazia attraverso il principio del "diritto alla legge". Utilizzò il Decreto Legge per la Riforma per:
- Amnistia per i prigionieri politici senza crimini violenti.
- Abolizione del Tribunale dell'Ordine Pubblico (TOP), responsabile della repressione politica.
- Scioglimento del Movimento Nazionale.
Affrontò i militari quando legalizzò i sindacati, portando alle dimissioni del Generale de Santiago, sostituito da Gutierrez Mellado.
La Legge per la Riforma Politica (LRP)
La proposta più ambiziosa fu la Legge per la Riforma Politica (LRP), elaborata da Fernández Miranda. Introdusse una procedura d'urgenza in Parlamento per evitare resistenze. La LRP stabiliva:
- Suffragio universale.
- Un Parlamento bicamerale: Congresso e Senato.
- Il Re avrebbe sottoposto la legge a referendum popolare.
- Iniziativa di riforma delle leggi al Governo e al Congresso dei Deputati.
- Il Re avrebbe mantenuto la possibilità di promuovere referendum.
- La futura Costituzione.
Per far approvare la legge dalle Cortes franchiste, Suárez usò grande abilità politica (come il voto per appello nominale), ottenendo 435 voti favorevoli, 59 contrari e 13 astensioni. Questo voto fu noto come l'"Harakiri" delle Cortes franchiste.
Il Dialogo con l'Opposizione
L'opposizione, unita nel Coordinamento Democratico o Platajunta, preferiva la rottura e non era convinta né dal Re ("Juan Carlos il Breve", denunciò Santiago Carrillo, leader del PCE in esilio) né da Suárez. La loro piattaforma chiedeva un governo provvisorio di concentrazione, amnistia, legalizzazione dei partiti e Assemblea Costituente.
Suárez iniziò colloqui con i leader dell'opposizione (Tierno Galván, Felipe González del PSOE, e Santiago Carrillo del PCE, clandestinamente), evolvendo verso una riforma concordata. Carrillo fu fatto entrare clandestinamente in Spagna e, dopo essere stato arrestato e rilasciato, contribuì alla legalizzazione del PCE. Sebbene illegali, i partiti operavano con una certa tolleranza; il PSOE tenne il suo XXVII Congresso a Madrid nel dicembre 1976, con un Felipe González moderato.
Tensioni Sociali e Violenza Politica
Questo periodo di transizione fu caratterizzato da intense manifestazioni popolari, scioperi e proteste, non solo per questioni lavorative ma anche politiche (amnistia e autonomia regionale). Fu concessa grazia ai prigionieri politici del 1975, ma la vera amnistia arrivò nel 1977 (escludendo i crimini violenti).
Il terrorismo di ETA continuò a ostacolare la democratizzazione. L'estrema sinistra, con i Grapo, rapì il Presidente del Consiglio di Stato e il Presidente del Consiglio Supremo di Giustizia Militare, uccidendo tre poliziotti, portando il governo a dichiarare lo stato di emergenza.
L'estrema destra, legata all'apparato repressivo franchista e a organizzazioni paramilitari naziste (come i "Guerriglieri di Cristo Re"), operava con la tolleranza della polizia. Nella stessa settimana in cui i Grapo uccisero tre poliziotti, uomini armati di destra assassinarono cinque avvocati del lavoro di Atocha, legati a CCOO e PCE. Oltre un milione di persone marciò in segno di protesta, ma senza incidenti, favorendo il riconoscimento del PCE.
Il Ruolo della Chiesa e dei Militari
La Chiesa si allontanava progressivamente dal regime, come dimostrato dall'omelia del Cardinale Tarancón che chiedeva apertura al Re. I militari, quasi all'unanimità (salvo l'UMD), difendevano Franco e aborrivano l'autonomia che potesse portare alla rottura della Patria.
Referendum e Legalizzazione dei Partiti
La Legge per la Riforma Politica fu sottoposta a referendum il 15 dicembre 1976, con un'affluenza del 70%, rafforzando la posizione di Suárez. Il compito urgente divenne creare le condizioni per l'apparizione dei partiti politici.
Il governo Suárez emanò il decreto legge dell'8 febbraio 1977 sulla legalizzazione dei partiti. Emersero formazioni di destra, centro e sinistra:
- Destra: Alleanza Popolare (AP) di Fraga Iribarne.
- Centro: Gruppi centristi che portarono alla creazione dell'Unione del Centro Democratico (UCD), erede della sociologia franchista.
- Sinistra: Il PSOE e una miriade di piccoli gruppi.
Il problema più delicato fu la legalizzazione del Partito Comunista (PCE), che avvenne il Sabato Santo, 9 aprile 1977. I comunisti, in segno di riconciliazione, rinunciarono alla bandiera repubblicana e accettarono la monarchia.
Come segno di normalizzazione, Juan Carlos ricevette ufficialmente le dimissioni del padre dalla Corona, mantenendo il titolo di Conte di Barcellona.
Avvio del Processo Autonomico
In base alla LRP, Suárez avviò il processo di decentramento per tutte le regioni che ne fecero richiesta, cercando di rispondere alle richieste nazionaliste storiche (catalane, basche, galiziane e andaluse).
- Catalogna: Il primo passo. In occasione della Diada Nazionale del 1977, Suárez restaurò la Generalitat e nominò presidente Josep Tarradellas, tornato dall'esilio.
- Paese Basco: Il caso fu più complesso a causa del terrorismo dell'ETA e della richiesta di inclusione della Navarra. Il PNV non riconobbe la Costituzione e chiese la sovranità basca. Tuttavia, nel dicembre 1977 fu istituito il Consiglio Generale Basco, presieduto da Ramón Rubiales.
Nel corso del 1978 furono creati altri enti pre-autonomici. La generalizzazione del processo fu rapida e improvvisata, rispondendo più agli interessi della classe politica che alla storia nazionalista.
3. Elezioni Generali Spagnole e Costituzione
Le elezioni generali furono convocate il 15 aprile 1977 e si tennero due mesi dopo, il 15 giugno, con alta partecipazione e normalità.
Risultati Elettorali
I risultati diedero la maggioranza relativa all'UCD (165 seggi), seguita dal PSOE (118), AP (20) e PCE (16). CiU e PNV ottennero 13 e 8 seggi rispettivamente. Prevalse il centro, mettendo da parte le ipotesi estreme di destra e sinistra. Il fallimento più evidente fu quello della Democrazia Cristiana (Ruiz Jiménez e Gil-Robles). Il sistema aveva creato un sistema imperfetto di bipartitismo imperfetto.
La Costituzione del 1978: Il Consenso
Nonostante la mancanza di una maggioranza assoluta, le Cortes si impegnarono nello sviluppo di una Costituzione democratica. Il processo fu lungo e basato sul consenso tra i partiti. La commissione redattrice includeva rappresentanti di UCD, PSOE, PCE e CIU (Perez Llorca, Cisneros, Roca, Peces Barba, Solé Tura, e Fraga).
Il modello adottato si ispirò al costituzionalismo europeo del dopoguerra, influenzato dalla Legge Fondamentale di Bonn, e al modello francese e italiano. Si stabilì:
- Uno Stato pluralista, non centralizzato.
- Una Monarchia Parlamentare.
- Un'economia di mercato (capitalismo con possibili correttivi statali).
Il Preambolo impose uno spirito democratico, liberale, rispettoso e di protezione del benessere degli spagnoli e di tutti i popoli della Nazione.
Aspetti Controversi
Gli aspetti più dibattuti riguardarono l'autonomia. Ad esempio, il PNV si astenne quando si votò sull'indivisibilità della sovranità spagnola.
La Costituzione definisce uno Stato non confessionale, ma esorta le autorità a considerare la religione degli spagnoli e a mantenere rapporti di cooperazione con la Chiesa Cattolica, cercando di superare i problemi di laicità della Seconda Repubblica.
Influenze Filosofiche
Tre scuole di pensiero influenzarono il testo:
- Liberalismo: Diritti individuali, Stato di diritto, separazione dei poteri.
- Socialismo Democratico: Stato sociale all'interno del capitalismo (possibilità di intervento statale per correggere disuguaglianze).
- Umanesimo Cristiano.
1. Diritti Fondamentali
Il Titolo Preliminare stabilisce i valori fondamentali: "La Spagna è uno Stato sociale e democratico di diritto". La sovranità nazionale appartiene al popolo spagnolo, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di autodeterminazione di una parte del Paese, pur riconoscendo il diritto all'autonomia (Titolo VIII). La Costituzione si basa sull'indissolubile unità della Nazione spagnola.
Il pluralismo politico è elevato a valore superiore. I diritti e doveri fondamentali si dividono in:
- Individuali: Dignità, uguaglianza davanti alla legge, diritto alla vita e integrità (abolizione della pena di morte), libertà ideologica e religiosa, onore, espressione.
- Civili: Riunione pacifica, associazione, educazione.
- Partecipazione Politica: Tramite partiti politici e diritto di ricorso.
- Doveri: Difendere la Spagna, sostenere le spese pubbliche, matrimonio, proprietà privata.
La novità più significativa riguarda i diritti economici e sociali (terza generazione di diritti, o "diritti potenziali"), che ispirano l'azione pubblica ma non sono direttamente invocabili dai cittadini (es. tutela della salute, ambiente, alloggi, tutela dei consumatori).
Il sistema di garanzie protegge i diritti, classificati in base alla loro natura. Una novità è la figura del Difensore Civico (ispirato al Ombudsman svedese), Alto Commissario incaricato di difendere i diritti del Titolo I.
2. La Corona e i Poteri
L'Articolo 1.3 definisce lo Stato spagnolo come una monarchia parlamentare. Il Re è Capo dello Stato, simbolo dell'unità della Patria, con funzioni arbitrali e di moderazione, strettamente controllate ma con una "zona d'ombra" ampia.
Il Potere Legislativo spetta al Parlamento (Congresso dei Deputati e Senato), eletti a suffragio universale diretto. Le loro funzioni includono la legislazione, l'approvazione dei bilanci e il controllo del Governo. Il Senato è la camera di rappresentanza territoriale.
Il Potere Esecutivo è composto dal Governo. La Costituzione rafforza il ruolo del Governo, che può ottenere l'investitura a maggioranza semplice, e la mozione di censura è costruttiva (deve presentare un candidato alternativo). Il Presidente ha il potere di sciogliere il Parlamento.
Il Potere Giudiziario ottiene un'indipendenza relativa (accusa e Consiglio Giudiziario Supremo sono indipendenti dal Ministero della Giustizia). Il custode della Costituzione è la Corte Costituzionale, garante che né il Parlamento né le Comunità Autonome "errino" dando primato agli interessi politici sulla Costituzione.
3. L'Organizzazione Territoriale dello Stato
Questo fu il capitolo più controverso, volto a soddisfare le richieste nazionaliste senza rompere l'unità. Si utilizzò il neologismo "nazionalità". Lo Stato è unitario ma non centralizzato, basato sull'indissolubile unità della Spagna e sulla solidarietà regionale.
La formula per l'autonomia variava a seconda che si trattasse di una comunità storica (Art. 151, più rapido e con maggiori poteri) o meno (Art. 143).
Le Competenze sono divise: alcune esclusive dello Stato centrale (difesa, immigrazione, relazioni internazionali), altre delegate alle Comunità Autonome (CCAA) che avranno un'assemblea legislativa, un consiglio di governo e un proprio Tribunale Superiore di Giustizia.
Gli Statuti catalano e basco seguirono processi simili, approvati dalle Cortes e ratificati tramite referendum (ottobre 1979 per la Catalogna; marzo 1980 per i primi governi baschi, con opposizione di Herri Batasuna).
4. Patti di Moncloa
Dopo l'adozione della Costituzione, Suárez vinse le elezioni del luglio 1977 con il suo secondo governo, rimuovendo i ministeri militari. Le priorità economiche, gestite da Fuentes Quintana e Fernández Ordóñez, erano combattere l'inflazione (26%), il deficit esterno, la disoccupazione e attuare la riforma fiscale, mentre si istituzionalizzavano le autonomie.
La crisi petrolifera del 1973 aveva generato recessione, disoccupazione e inflazione, alimentando conflitti sociali che chiedevano non solo libertà ma anche rivendicazioni salariali.
Gli Accordi
Uno dei maggiori successi di Suárez furono i Patti di Moncloa, firmati il 25 ottobre 1977 tra Governo, imprese, partiti e sindacati. L'obiettivo primario era la validazione del modello economico e sociale stabilito nella Costituzione. I firmatari si impegnarono a:
- Ridurre l'inflazione.
- Intraprendere una riforma fiscale.
- Riformare la sicurezza sociale e le imprese pubbliche.
- Accettare aumenti salariali in linea con l'inflazione prevista, più un incremento aggiuntivo.
I Patti permisero ai politici di concentrarsi sulla Costituzione e migliorarono la pace sociale. Si cercò di uscire dalla crisi con sussidi di disoccupazione e indulgenza fiscale.
Fu avviata la riforma del Tesoro sotto lo slogan "Hacienda siamo tutti", introducendo imposte sul reddito, sulla spesa aziendale e sui trasferimenti di ricchezza. Tuttavia, nel 1981 le imposte dirette superavano ancora quelle indirette.
5. Governo UCD dal 1979 a Calvo Sotelo. Il Colpo di Stato del 23F
Dopo la Costituzione, l'UCD vinse le elezioni del 1979 con un margine ristretto, confermando un sistema a due partiti maggiori (UCD e PSOE). Le elezioni comunali, le prime della democrazia, videro la vittoria della sinistra nelle grandi città.
L'UCD faticò a mantenere la coesione sotto la pressione del PSOE e delle leadership nazionaliste. Dopo i Patti di Moncloa furono approvati lo Statuto dei Lavoratori e il Contratto Nazionale del Lavoro. Il PSOE presentò una mozione di sfiducia, che Suárez perse, indebolendolo ulteriormente.
Dal maggio 1980 la crisi si aggravò. Suárez rimescolò il governo a settembre, ma la situazione divenne ingestibile e il 29 gennaio 1981 Suárez si dimise.
Il Tentato Colpo di Stato del 23 Febbraio 1981
Durante la sessione inaugurale del nuovo presidente dell'UCD, Leopoldo Calvo Sotelo, il 23 febbraio 1981, il Paese fu colpito da un tentativo di colpo di Stato. La preparazione avvenne in un clima di reazione ai cambiamenti, giustificata dalla legalizzazione del PCE, dall'autonomia e dal terrorismo.
Un gruppo di circa duecento guardie civili, guidate dal tenente colonnello Antonio Tejero, fece irruzione nel Congresso durante la votazione. Contemporaneamente, a Valencia, il Capitano Generale Milans del Bosch si sollevò, e a Madrid la Divisione Corazzata Brunete si preparò a scendere in strada.
Gli obiettivi dei golpisti erano confusi, ma l'unico chiaro era fermare le riforme democratiche. Un cospiratore chiave era il Generale Alfonso Armada, legato alla famiglia reale. Dopo un'ora di tensione, il Re intervenne in televisione per condannare il tentativo. La notte successiva, Tejero si arrese e il colpo di stato fallì. Il processo fu clemente con gli imputati.
Il Governo Calvo Sotelo
Il governo di Calvo Sotelo non si discostò molto da quello di Suárez. La legge sul divorzio fu la più controversa. Le tensioni nazionalistiche aumentarono dopo l'approvazione della LOAPA (Legge Organica di Armonizzazione del Processo Autonomico), contestata dai nazionalisti che la vedevano come una revoca dell'autonomia costituzionale (fu parzialmente corretta dalla Corte Costituzionale).
Il governo dovette affrontare la "sindrome tossica" (causata da olio di colza adulterato, con quasi mille morti) e il "caso Almería" (tre giovani uccisi dalla polizia scambiati per attivisti ETA).
Nonostante la confusione, Calvo Sotelo riuscì a far entrare la Spagna nella NATO, nonostante la diffusa opposizione, e a tentare l'integrazione nella CEE. Calvo Sotelo indisse nuove elezioni.
Contesto Sociale
Questi anni furono caratterizzati dalla fine della censura, dalla perdita di influenza della Chiesa, dall'adozione di nuovi stili di vita, dalla rinascita delle culture locali e dall'esodo rurale. Furono anche gli anni dell'insicurezza e dell'ingresso della droga (eroina).