Trasformazione Socio-Economica della Spagna: Dal Piano di Stabilizzazione al Boom degli Anni '60

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Sviluppi Socio-Economici

Il Piano di Stabilizzazione (1959)

Le riforme economiche avviate nel 1959 miravano a raggiungere una crescita forte, una rapida industrializzazione e la connessione dell'economia spagnola a livello internazionale. Il Piano di Stabilizzazione fu progettato, come richiesto in seno al FMI e alla Banca Mondiale.

Promuoveva un'economia libera, eliminando la burocrazia, tagliando la spesa pubblica e favorendo l'apertura verso l'esterno. Il Piano iniziò con una serie di misure restrittive.

Lo Sviluppo Economico degli Anni Sessanta

I risultati furono immediati. L'economia spagnola crebbe a un ritmo elevato, basandosi principalmente sull'aumento del settore terziario e industriale, e portò a un profondo cambiamento nella società spagnola.

L'Espansione Industriale e la Dipendenza Esterna

L'espansione industriale si basò su bassi salari e su una massiccia iniezione di investimenti esteri. L'economia spagnola arrivò a dipendere interamente dall'esterno.

Migrazione e Modernizzazione Agricola

La crescita del settore produsse un'intensa migrazione di manodopera rurale verso le grandi città. Molti cercarono lavoro in Europa. Ciò favorì la meccanizzazione dell'agricoltura. Così, la modernizzazione agricola e lo spopolamento delle aree interne furono fenomeni paralleli.

Il deficit della bilancia dei pagamenti cessò, grazie al flusso di turisti.

Dal 1963 si tentò di regolamentare la crescita attraverso i Piani di Sviluppo. Questi stabilivano, in termini triennali, una serie di obiettivi di crescita in settori chiave attraverso incentivi fiscali e aiuti di Stato.

Società Spagnola degli Anni Settanta: Migrazione e Squilibri

Ci fu una migrazione di massa della popolazione rurale. Il flusso principale si diresse verso le grandi città in cerca di occupazione nel settore industriale. Il secondo flusso si indirizzò verso l'Europa: più di un milione di lavoratori emigrarono, soprattutto in Francia, Germania, Svizzera e Belgio.

L'emigrazione contribuì a ridurre il tasso di disoccupazione dell'economia spagnola. La crescita accentuò gli squilibri nella distribuzione della ricchezza, sia a livello personale che regionale.

La Crescita della Popolazione e dei Servizi Pubblici

La crescita economica portò a un drammatico aumento della popolazione, il cosiddetto «baby-boom». Ciò richiese di moltiplicare il numero di scuole e università. Poiché la Chiesa non poteva soddisfare i requisiti, l'espansione si focalizzò sull'istruzione pubblica.

Nel 1963 fu riformato il sistema di salute e prestazioni sociali. La crescita permise di estendere la rete di ospedali e di coprire malattia, vecchiaia e disoccupazione.

Sviluppo Urbano e Deficit Abitativo

La spesa pubblica in Spagna rimase limitata e caotica. La crescita urbana trasformò le grandi città in aree metropolitane. Eppure, rimase un deficit di un milione di abitazioni.

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