La Trasmutazione dei Valori e il Nichilismo in Nietzsche: Una Rilettura Filosofica
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Trasmutazione dei Valori
Con il concetto di trasmutazione dei valori, Nietzsche si riferisce alla necessità di sostituire i valori tradizionali (in particolare i valori cristiani e borghesi) con una nuova tavola di valori incentrata su questa vita e sul desiderio di vivere pienamente e intensamente. Contro il risentimento morale che anima la tradizione occidentale, Nietzsche sostiene una morale forte e creativa che afferma la vita e assegna valore supremo all'affermazione e alla realizzazione dell'uomo.
Nietzsche non ha intenzione di vivere senza valori (considerando anche questo impossibile); ciò che propone realmente è trasformare la tavola dei valori per superare la morale occidentale tradizionale, una morale di rassegnazione e di risentimento verso la vita, nella speranza di trovare una vita ultraterrena.
Nichilismo
Il termine nichilismo deriva dal latino nihil, che significa “nulla”. Esso rappresenta la negazione di ogni credo, di ogni valore.
Origini e Sviluppo del Concetto
- Questa teoria emerse in Russia nel XIX secolo, inizialmente come un atteggiamento, uno stato di disperazione per coloro che non sapevano cosa fare della propria vita.
- Successivamente divenne una dottrina il cui obiettivo immediato era porre fine a tutte le idee e i pregiudizi sociali acquisiti, avvicinandosi ai principi anarchici.
Il Nichilismo in Nietzsche
L'idea di nichilismo in Nietzsche è piuttosto complessa. Da un lato, il nichilismo nietzschiano esprime il declino vitale della tradizione occidentale, la quale si è impegnata a creare una realtà assoluta, dove trovare i valori oggettivi, la Verità e il Bene.
Nella misura in cui il cristianesimo concentra la realtà assoluta sulla figura di Dio, contrapponendolo al mondo delle cose naturali, e poiché il mondo “superiore” è un puro nulla, la cultura cristiana, e in ultima analisi tutta la cultura occidentale, è nichilista. Essa dirige tutta la sua passione e la sua speranza verso qualcosa di inesistente (il Dio cristiano, l'ideale dei filosofi sapienti), trascurando l'unica realtà esistente: la realtà del mondo offerta ai sensi, la realtà della vita.
Mondo Apparente vs. Mondo Reale
Con questi concetti, Nietzsche si riferisce alla divisione della realtà, fissa nella tradizione metafisica, in due mondi: il mondo vero e il mondo apparente, la cui realtà è solo illusoria.
Nietzsche credeva che questa divisione dovesse essere invertita: considerare come mondo reale quello finora ritenuto apparente e inesistente, e come mondo apparente e falso quello finora considerato superiore e vero.
Implicazioni della Scissione
La scissione tra l'essere apparente e l'essere reale, tra il mondo delle idee e il mondo sensibile della metafisica tradizionale, è un giudizio negativo sulla vita, poiché dà maggiore importanza al mondo delle idee rispetto al mondo dei sensi, descritto come irreale e apparente.
In realtà, afferma Nietzsche, non esiste un mondo apparente e uno reale, ma solo la costante evoluzione delle cose. La distinzione tra mondo apparente e mondo autentico ha gravi conseguenze sul piano morale:
- Distinguere tra un mondo falso/apparente e un mondo reale comporta, moralmente, la rinuncia e il sacrificio di questa vita.
- Tale sacrificio è compiuto in vista di un bene o di una vita ultraterrena.