L'Utilitarismo di John Stuart Mill: Il Principio della Massima Felicità
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Il Principio di Utilità come Fondamento della Morale
John Stuart Mill difende l'idea che l'utilità, o il principio della massima felicità, sia il fondamento della morale. Questa dottrina sostiene che le azioni sono moralmente corrette nella misura in cui tendono a promuovere la felicità e ingiuste se tendono a produrre l'opposto. Per felicità si intende il piacere e l'assenza di dolore; per infelicità, il dolore e la privazione del piacere. Tutto ciò che è desiderabile lo è per il piacere intrinseco o come mezzo per la promozione del piacere e la prevenzione del dolore.
Qualità vs Quantità: La Risposta alle Critiche
Di fronte all'accusa che questo standard morale sia una "dottrina degna dei porci", Mill risponde che gli esseri umani possiedono facoltà molto più elevate rispetto agli appetiti animali. Una volta consapevoli di queste facoltà, gli individui non considerano come felicità nulla che non includa la gratificazione di tali poteri superiori. Mentre i primi utilitaristi basavano la superiorità dei piaceri mentali su benefici circostanziali, Mill introduce una differenza qualitativa:
- Se tra due piaceri ce n'è uno a cui tutti (o quasi tutti) coloro che hanno esperienza di entrambi danno una decisa preferenza, quello è il piacere più desiderabile.
- Poche creature umane acconsentirebbero a trasformarsi in animali inferiori in cambio della promessa del pieno godimento dei piaceri bestiali.
Ciò accade per un senso di dignità che tutti gli esseri umani possiedono e che è strettamente correlato alle loro facoltà superiori. Come afferma Mill: "È meglio essere un essere umano insoddisfatto che un maiale soddisfatto; meglio essere un Socrate insoddisfatto che uno sciocco soddisfatto".
Risposte alle Obiezioni sull'Utilitarismo
Mill affronta diverse critiche formulate sotto forma di domande per chiarire la sua posizione:
- La felicità è irraggiungibile? L'approccio utilitarista non mira solo alla felicità assoluta, ma serve anche a prevenire e mitigare l'infelicità.
- Si può rinunciare alla felicità individuale? Sì, il sacrificio è nobile se serve a raggiungere la felicità generale.
- È un principio ateo? No, poiché se Dio desidera la felicità delle sue creature, l'utilitarismo è una dottrina profondamente religiosa.
- Manca il tempo per calcolare le conseguenze? No, l'umanità ha accumulato secoli di esperienza sulle regole utili alla moralità.
L'Applicazione Pratica e le Eccezioni
Sebbene a volte sia difficile applicare il criterio di utilità, esso rimane preferibile alla mancanza di uno standard, che risulterebbe in un pregiudizio assoluto. Mill ammette che possono esserci eccezioni nell'applicazione delle regole morali, ma il principio di utilità aiuta a risolvere i conflitti tra obblighi contrastanti.
La Forza Vincolante del Principio
Cosa rende vincolante il principio della felicità generale? Mill distingue due tipi di sanzioni:
- Sanzioni Esterne: La speranza di ottenere il favore dei propri simili o di Dio e il timore del loro rifiuto.
- Sanzioni Interne: La coscienza, un sentimento presente nella nostra mente che genera dolore quando i doveri morali vengono violati.
Il fondamento della moralità utilitarista risiede nel sentimento sociale dell'umanità: il desiderio di essere in armonia con i propri simili. Nelle persone istruite, questo sentimento agisce come una forza vincolante che porta a non considerare il proprio beneficio a scapito degli altri.
La Prova del Principio di Utilità
La felicità è desiderabile perché le persone, di fatto, la desiderano. Se la felicità individuale è un bene per la persona, la felicità generale è un bene per l'insieme delle persone. Mill sostiene che la felicità sia l'unico fine ultimo dell'azione umana. Anche la virtù, che inizialmente può essere desiderata come mezzo, può diventare parte della felicità stessa ed essere desiderata per sé stessa.
In una fase avanzata dello sviluppo umano, questo sentimento di unità sarà così rafforzato che l'individuo non concepirà nemmeno l'idea di un vantaggio personale che non includa il beneficio della collettività.