Il Vitalismo di Friedrich Nietzsche: Oltre il Nichilismo e la Morte di Dio
Classificato in Filosofia ed etica
Scritto il in
italiano con una dimensione di 7,79 KB
TEMA 1: La vitalità di Nietzsche
1. Il Vitalismo in filosofia
Nella seconda metà del diciannovesimo e all'inizio del ventesimo secolo, si trovano importanti filosofi che hanno sviluppato la loro filosofia partendo dalla riflessione sulla vita. All'interno di questa linea del vitalismo sono comuni anche flussi differenti secondo la loro concezione della vita. Si è soliti notare almeno due modi di vedere la vita:
- La vita in senso biologico.
- La vita nel senso biografico e storico.
2. Caratteristiche del Vitalismo
Il vitalismo in filosofia si presenta come una dottrina contraria al razionalismo. I concetti più importanti che ruotano attorno alla filosofia vitalista sono:
- La temporalità e la storia.
- L'esperienza e l'istinto.
- L'irrazionalità e l'incarnazione.
- La soggettività e la prospettiva.
- Il valore della persona e il cambiamento.
- La malattia, la morte e la finitezza.
3. La filosofia di Nietzsche come vitalismo radicale
Si può capire l'intera filosofia di Nietzsche come il tentativo di una vita radicale e assoluta. La vita non ha alcun fondamento al di fuori di essa: ha un valore in sé. La vita è essenzialmente intesa in senso biologico, istintuale e irrazionale. La vita come creazione e distruzione, come un campo di gioia e di dolore. Per questa ragione, il pensiero di Nietzsche misura il valore della metafisica, dell'epistemologia e dell'etica in base alla sua opposizione o affermazione della vita.
4. Critica della cultura occidentale
Il pensiero di Nietzsche può essere inteso come un attacco radicale a tutta la cultura occidentale e, contemporaneamente, come una proposta costruttiva legata al pensiero vitalista.
4.1. I pilastri della critica
Consideriamo la prima parte: la critica dei pilastri della cultura occidentale è suddivisa in:
- Critica morale: critica la "morale degli schiavi" e auspica una "morale dei signori", una morale che dice "sì" a questo mondo.
- Critica della religione: vista come frutto della paura e del rifiuto di questo mondo, il nostro unico mondo.
- Critica della filosofia tradizionale: perché, come la religione, ha cercato le risposte in una vita ultraterrena (sia nella filosofia platonica che in quella kantiana).
- Critica della scienza: perché cerca solo di negare il divenire e l'immutabile, negando cioè il dinamismo della vita.
- Critica del linguaggio: è questo che ci porta a credere ai nomi famosi (Dio, sostanza, ecc.) e a dimenticare l'essenziale.
4.2. La proposta vitalista
Dopo aver distrutto i pilastri della cultura occidentale, Nietzsche propone la sua filosofia vitalista. Egli consiglia di affermare la vita e amarla così tanto da restarne affascinati fino alla follia. Ma quale vita abbiamo e quale vogliamo? Non l'"altra vita", ma questa: l'unica, la finitezza, l'individualità, il cambiamento e la contraddizione.
Una vita che, insieme al piacere e alla salute, accoglie la sofferenza, la volgarità, il duro lavoro, la malattia e la morte. Nietzsche, ispirato alla visione dionisiaca greca, ha voluto questa vita, abbellita e resa dignitosa attraverso i suoi concetti chiave: il Superuomo, la volontà di potenza e l'ipotesi dell'eterno ritorno. Al centro della sua filosofia, Nietzsche pone la vita, contrapponendosi alle varie forme di platonismo presenti nella cultura occidentale, rendendola assolutamente finita.
5. Grandi temi della sua filosofia
5.1. Nichilismo e la "morte di Dio"
L'espressione "Dio è morto" significa molto più di una semplice dichiarazione di ateismo; è la grande metafora che esprime la morte delle verità assolute e delle idee immutabili, la morte degli ideali che hanno guidato la vita umana finora.
Il nichilismo si verifica dopo la morte di Dio. Il termine nichilismo (dal latino nihil, nulla) si riferisce al momento in cui i valori tradizionali sono caduti e gli esseri umani vedono crollare ciò in cui avevano riposto fiducia. L'uomo è solo, con il nulla trascendente. Siamo di fronte a uno stadio di vuoto e disorientamento.
Il nichilismo ha due facce:
- Lato negativo: la perdita dei valori ci lascia senza sapere cosa fare, persi e disorientati.
- Lato positivo: è il momento di dimostrare la mancanza di valore di ciò in cui abbiamo creduto, rendendo possibile un atteggiamento creativo e innovativo che riconosca la volontà di potenza.
5.2. La volontà di potenza
La volontà di potenza è l'espressione del divenire; significa dominio, forza e potenza vitale. La vita è un'energia irrequieta che crea costantemente nuove forme e ne distrugge altre; la vita più forte è aggressiva nell'imporre la sua legge. Abbiamo bisogno di creare nuove forme di vita, e questo comporta la distruzione delle forme esaurite e decadenti che resistono al morire.
Tuttavia, la volontà di potenza non è esattamente la forza bruta, ma è il potere creativo che scaturisce dalla propria grandezza. Si oppone alla volontà di uguaglianza. Una vita creativa impone gerarchia e disuguaglianza; al contrario, i deboli cercano di imporre l'uguaglianza come tentativo di ridurre l'originale e l'eccezionale all'ordinario e al mediocre.
Nietzsche lotta contro l'identificazione dell'uguaglianza con la giustizia, trovando questa tendenza negli ideali della Rivoluzione francese, nelle proposte socialiste e comuniste, nelle democrazie e nel cristianesimo stesso. La volontà di potenza è la massima espressione dell'autonomia umana. Solo superando l'essere umano mediocre e debole può apparire il superuomo.
5.3. Il superuomo (Übermensch)
A proposito del Superuomo, Nietzsche non pensa a una razza superiore, ma a un uomo che, dopo aver attraversato il nichilismo, è in grado di accettare la vita così com'è, in modo allegro e gioviale. È l'uomo che osa correre il rischio, dicendo "sì" alla vita e affermando il senso della sua esistenza sulla terra.
Si tratta di un essere superiore perché non si lascia guidare da regole imposte, essendo capace di uscire dal "branco" o dalla massa. Crea le proprie regole ed è al di là del bene e del male, poiché questi concetti hanno perso il loro valore tradizionale. Il suo obiettivo è creare valore attraverso la forza e l'energia, agendo con ingegno e innocenza.
L'uomo autentico è colui che accetta vittorie e fallimenti, che sa vivere il rischio e accettare il gioco della vita con serietà, come farebbe un bambino. Il Superuomo nasce quando vengono superati:
- L'uomo-cammello (che cerca sicurezza nella tradizione).
- L'uomo-leone (che riconosce il nichilismo e distrugge i vecchi valori).
- L'uomo-bambino (l'immagine migliore del Superuomo, che vive il gioco e il rischio).
5.4. L'eterno ritorno
Il Superuomo vive il tempo in modo diverso dalla tradizione occidentale. Il tempo non è lineare, ma è un continuo tornare indietro. Il tempo del Superuomo è l'eterno ritorno, un concetto in cui ogni momento ha un valore infinito. L'eterno ritorno è la ripetizione infinita di tutto ciò che esiste; questo concetto, legato a una visione ciclica, invita ad amare la vita a tal punto da desiderare che ogni istante si ripeta per l'eternità.