Wittgenstein: Dalla Struttura Logica del Tractatus ai Giochi Linguistici
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Ludwig Wittgenstein: Pensiero e Contesto Filosofico
Contesto Storico e Culturale
Contesto Storico-Politico
Storicamente, Wittgenstein assistette alle tensioni sociali e politiche degli ultimi giorni dell'Impero austro-ungarico, culminate, dopo la Prima Guerra Mondiale, con la trasformazione di Austria, Ungheria e Cecoslovacchia in repubbliche indipendenti. Anche la Rivoluzione Russa segnò l'inizio di una nuova realtà politica, completata dall'ascesa del Fascismo in Germania e Italia, preludio alla Seconda Guerra Mondiale.
Contesto Socioculturale: La Vienna Fin de Siècle
Tutti questi eventi coincidono nel tempo con la crescita delle città, dove la borghesia impose i suoi gusti, esercitando un'influenza determinante in campo sociale e politico. Il disagio della civiltà di Freud, in cui la cultura diviene sinonimo di repressione dell'istinto nell'uomo, è un sintomo dei tempi. Le manifestazioni culturali di Vienna negli ultimi anni dell'Impero furono le più importanti d'Europa: dalla musica dodecafonica di Schoenberg e Mahler, alla letteratura di Musil, al giornalismo di Kraus, alla psicoanalisi di Freud, alla pittura di Klimt e Kokoschka, all'architettura di Adolf Loos, fino ai concetti matematici e scientifici di Hertz e Mach. Dall'inizio del XX secolo, si iniziò a osservare con preoccupazione l'uso improprio dei contributi scientifici, in particolare le loro applicazioni militari e le conseguenze catastrofiche. I progressi della fisica, della biologia, ecc., sostituirono la visione newtoniana della realtà.
Panorama Filosofico Contemporaneo
La diversità è il segno distintivo della filosofia in questo momento. Lo Storicismo di Dilthey, pur mantenendo il carattere storico di tutta la realtà, cade nel relativismo storico e, insieme al Vitalismo (eredità dell'influenza di Nietzsche), influenza pensatori come Ortega y Gasset. Il Pragmatismo si sviluppa negli Stati Uniti, basato sul principio che un'idea è vera se è utile per risolvere i problemi dell'essere umano. La Fenomenologia di Husserl tenta di fornire una base alternativa al positivismo. Da essa derivano il pensiero di Heidegger e l'Esistenzialismo di Jaspers e Sartre. La Scuola di Francoforte, con Horkheimer, Adorno, Marcuse, ecc., rinnova l'interpretazione del marxismo. Infine, l'evoluzione della logica di Frege e Russell costituisce la base degli interessi filosofici di Wittgenstein e del Circolo di Vienna.
Il Pensiero di Wittgenstein: Due Fasi
Le opere principali di Wittgenstein sono il Tractatus Logico-Philosophicus e le Ricerche Filosofiche. Le loro differenze di stile e contenuto hanno portato a distinguere un 'primo' e un 'secondo' Wittgenstein. Tuttavia, in entrambi i periodi rimane costante l'importanza attribuita al linguaggio e il compito assegnato alla filosofia, intesa come attività.
Il "Tractatus Logico-Philosophicus": Il Senso della Logica
Per Wittgenstein, non è possibile uscire dalla logica, perché non si può pensare illogicamente. La logica è collegata al mondo attraverso i nomi e le proposizioni. I nomi sono segni semplici che stanno al posto degli oggetti a cui si riferiscono e fanno parte della proposizione. Le proposizioni sono un insieme di simboli dotati di senso e, quindi, possono essere vere o false. Possono essere atomiche o molecolari. Le proposizioni molecolari sono composte da proposizioni atomiche. La logica le collega al mondo perché il loro significato è mostrato da sé. Inoltre, sono rappresentazioni della realtà: se corrispondono ad essa sono vere, altrimenti false. La rappresentazione può assumere la forma di una figura materiale (una frase), di colore (un dipinto), ecc. Ciò che queste figure hanno in comune con la realtà è la sua forma logica. La struttura logica è determinata dalla logica, dalla realtà e dal linguaggio condiviso, e ci permette di parlare del mondo. Su di essa non possiamo dire nulla, si può solo mostrare. Le proposizioni come le tautologie e le contraddizioni non dicono nulla sulla realtà. Le tautologie sono espressioni vere a priori che non possono essere verificate o smentite; sono caratteristiche della logica e della matematica. Le contraddizioni sono proposizioni impossibili, in quanto sono incompatibili con qualsiasi possibile stato di cose.
Il Rapporto Linguaggio-Realtà
Linguaggio e realtà hanno la stessa struttura, determinata dalla logica. La realtà comprende tutti i fatti, sia esistenti che non esistenti, ma possibili. Gli eventi del mondo includono l'esistenza di uno o più stati di cose o combinazioni di oggetti.
La Filosofia come Attività di Chiarificazione
La filosofia, per Wittgenstein, non è una teoria che descrive la realtà, ma un'attività che ha il compito di chiarire le questioni linguistiche. Questa attività si manifesta delimitando il campo che appartiene alle scienze naturali, stabilendo cioè i limiti di ciò che può o non può essere pensato. I limiti dell'impensabile possono essere tracciati solo da ciò che è vero. Pertanto, il metodo della filosofia sarà quello di dimostrare che le proposizioni non scientifiche sono prive di significato per la mancanza di riferimento a uno dei loro segni. Ciò si applica in particolare alla metafisica e ai problemi tradizionali della filosofia, la cui origine è un equivoco del linguaggio.
Il Mondo del Mistico e dell'Indicibile
Oltre alle tautologie, alle contraddizioni e alle proposizioni della scienza, in qualsiasi lingua naturale esistono alcune proposizioni etiche, religiose ed estetiche che esprimono valutazioni. Esse costituiscono, per Wittgenstein, il mistico. La mistica è ciò che si trova al di fuori dei limiti del linguaggio: sono questioni come il senso del mondo, la vita, Dio, ecc., che, pur non potendo essere dette, non perdono il loro interesse, perché fanno parte dell'uomo e non possono essere trascurate.
Caratteristiche del Mistico
- Le proposizioni etiche, estetiche e religiose esprimono valutazioni (senza fatti).
- Costituiscono la mistica: questioni di interesse per l'uomo.
- Sono "fuori dal linguaggio".
- Non possono essere dette, ma solo mostrate.
- Non hanno senso (nel senso logico).
- Non dicono nulla sul mondo (in contrasto con le proposizioni della scienza).
- Parlano del significato del mondo e della vita.
Wittgenstein distingue tra dire e mostrare. Il dire riguarda il mondo ed è costituito dalle proposizioni della scienza naturale. Il mostrare, invece, è fatto da proposizioni prive di senso (logico) che parlano del mondo, ma che mostrano la struttura comune tra questo e il linguaggio: la logica.
La scienza ci dice come è il mondo, ma la cosa importante è che il mondo è, e questo può solo essere mostrato. L'etica non cambia i fatti, ma i limiti del mondo: il mondo risulta diverso se visto da una persona di buona volontà rispetto a una immorale. Qualcosa di simile si può dire della religione. Allo stesso modo, con la sua trasformazione in un'opera d'arte, l'oggetto cessa di essere un dato di fatto ed esprime un valore.
Caratteristiche delle Proposizioni Generali
- Tutte le proposizioni designano fatti contingenti.
- Il modo in cui il mondo è non è rivelato in ogni dichiarazione di fatti.
- Il significato della vita non è nel mondo, ma fuori di esso.
- I fatti del mondo sono assoluti: si riferiscono a fatti successivi, fino alle leggi e alle generalizzazioni.
- Non spiegano il significato del mondo (non-valore). Non c'è mondo dell'Etica.
La Scienza ci dice come il mondo è, ma è priva di valore. L'Etica non cambia i fatti, ma i limiti del mondo, orientando la felicità di ogni persona. La Mistica è ciò che ha solo valore: si riferisce al significato della vita (Religione). Il senso della vita è una questione etica e religiosa.
Dalle "Ricerche Filosofiche" al Secondo Wittgenstein
Le Ricerche Filosofiche correggono alcune delle tesi principali del Tractatus. Il parallelo tra realtà e linguaggio appare qui solo come un fenomeno del linguaggio. Non ogni frase del linguaggio ha un significato e un ordine perfetto. In questa nuova prospettiva, una proposizione non è solo l'affermazione che può essere vera o falsa, ma ogni espressione del linguaggio comune. La cosa importante non è il significato intrinseco delle parole (che dipende dal contesto), ma il nostro uso del linguaggio. L'uso delle parole è ciò che ci permette di comprenderne il significato. Gli usi sono soggetti a cambiamenti continui e assumono molte forme, ma tutte sono valide.
Il Concetto di "Giochi Linguistici"
Wittgenstein paragona il linguaggio a una cassetta degli attrezzi: in essa ci sono strumenti con una funzione specifica, ma ogni strumento può essere utilizzato per scopi diversi dal proprio. Allo stesso modo, una parola può avere diversi usi o funzioni comunicative. Affermare che le parole descrivono il mondo significa partecipare a uno dei suoi usi. Egli difende ora una pluralità di scopi nell'uso del linguaggio. Il significato di una parola o espressione può essere determinato solo tenendo conto dell'uso che ne viene fatto: questi sono i giochi linguistici.
Una parola è come un pezzo degli scacchi: capire cos'è un pezzo degli scacchi significa capire il gioco nel suo complesso. Il significato di una parola è il posto che occupa in un gioco linguistico, che è un insieme di attività definite dalle norme che ne disciplinano l'uso. Il significato di una parola è determinato dal suo uso nel linguaggio quotidiano. Seguire una norma significa praticare una consuetudine, un uso: un modo di vivere.
Definizione di Uso del Linguaggio
Non si cerca più un linguaggio ideale, ma si stabiliscono gli usi quotidiani per chiarire quelli confusi.
- Ha a che fare con il significato delle parole.
- Non fa riferimento agli oggetti.
- La cosa importante non è il significato delle parole in un contesto specifico, ma il cambiamento degli usi che assumono nuove forme.
- Sono i giochi linguistici.
Il linguaggio è concepito come un gioco a cui partecipiamo, che crea aspettative reciproche in coloro che lo usano e che possiamo comprendere proponendo esempi. I giochi linguistici fanno riferimento alla comprensione dello stile di vita in cui sono immersi e implicano una serie di regole grammaticali: sono il prodotto di una pratica nel contesto della vita quotidiana.
- Non sempre sono chiare o devono coprire tutte le lacune.
- Parlare e agire vanno di pari passo.
Grammatica di Superficie e Grammatica Profonda
- Grammatica di Superficie:
- Analizza la funzione sintattica. Nelle generalizzazioni empiriche, si considerino due proposizioni: "Tutte le rose hanno le spine" (posso immaginare una rosa senza spine) e "Tutti hanno strisce di lunghezza" (posso immaginare l'assenza di strisce di lunghezza). La prima è sperimentale, la seconda concettuale.
- Grammatica Profonda:
- Contiene il significato delle proposizioni.
Il Nuovo Ruolo Terapeutico della Filosofia
Nelle Ricerche Filosofiche, la filosofia assume il compito di descrivere gli usi filosofici per verificare se l'uso delle parole vada oltre il gioco linguistico a cui appartengono. Ciò richiede un'analisi delle nostre forme di espressione per correggere l'abuso del linguaggio, adattando il metodo più appropriato in ciascun caso. Così, la filosofia ha un duplice scopo:
- Funzione Descrittiva: La descrizione degli usi filosofici.
- Ruolo Terapeutico:
- Porre rimedio alle perplessità e al disagio causati dal cattivo uso del linguaggio.
- Controllare se l'uso delle parole vada oltre il linguaggio a cui appartiene.
- Analizzare le nostre forme di espressione.
- Correggere l'uso improprio del linguaggio, adattandosi a ogni momento.
- Controllare le parole che esprimono concetti filosofici per evitare l'incomprensione del linguaggio.