Dallo Zarismo all'URSS: Le Fasi Cruciali della Rivoluzione Russa

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L'Autocrazia Zarista e le Premesse della Rivoluzione

Nel ventesimo secolo, l'impero zarista era un vasto paese dove l'assolutismo monarchico prevaleva ancora. La sua economia e le strutture sociali erano tra le più arretrate del continente europeo.

Struttura Economica e Sociale

  • Agricoltura: L'agricoltura era la principale attività economica. La terra era in mano a pochi proprietari terrieri, che appartenevano a un'aristocrazia privilegiata. La maggior parte della popolazione era composta da agricoltori.
  • Industrializzazione: In alcune parti dell'impero era iniziato un processo industriale guidato in gran parte da capitali stranieri.
  • Proletariato: Era emerso un vasto proletariato industriale che lavorava nelle grandi fabbriche per salari miseri.

La Diffusione del Marxismo

Tra i lavoratori si era diffusa l'ideologia marxista. Nel 1898 fu fondato il Partito Socialdemocratico Russo, che si divise. La fazione guidata da Lenin invocava la necessità di promuovere una rivoluzione sociale in Russia.

La Rivoluzione di Febbraio (1917)

La congiuntura della Prima Guerra Mondiale creò le condizioni globali per l'esplosione rivoluzionaria. Né l'economia né l'organizzazione politica e militare russa erano pronte per un conflitto così lungo, difficile e costoso. Di conseguenza, si susseguirono disastri militari.

Crisi e Screditamento dello Zar

La mobilitazione di milioni di agricoltori comportò il declino della produzione agricola, in un momento in cui la maggior parte delle risorse economiche era destinata alla guerra. Di conseguenza, apparve la fame nelle città e si diffusero agitazioni tra i lavoratori e i contadini. Questo screditò lo Zar Nicola II e il suo governo, che si dimostrò incapace di gestire la situazione.

La popolazione, demoralizzata, iniziò a organizzare i Soviet, cioè consigli di operai, contadini e soldati, che chiedevano il ritiro dalla guerra e la fine dell'aristocrazia. L'opposizione politica approfittò della situazione, e sia i partiti borghesi sia gli agricoltori e i lavoratori richiesero la sua abdicazione.

La Caduta dello Zarismo

Nel febbraio del 1917 scoppiò una rivoluzione a San Pietroburgo che causò la caduta dello Zar. Il potere passò a un Governo Provvisorio guidato da Kerensky e sostenuto dai partiti liberali della Duma, con l'obiettivo di avviare una serie di riforme. La Russia divenne una repubblica democratica.

La Rivoluzione d'Ottobre e l'Ascesa Bolscevica

Il 25 ottobre (secondo il calendario giuliano) i Soviet, promossi dai Bolscevichi, si ribellarono e, in dieci giorni, presero il potere, distruggendo il Governo Provvisorio. Con il sostegno del Congresso dei Soviet di Russia, Lenin formò un governo operaio.

Le Prime Misure Rivoluzionarie

Il nuovo governo sovietico stabilì le prime misure rivoluzionarie:

  • I terreni furono espropriati per essere assegnati ai contadini.
  • Le fabbriche furono poste sotto il controllo dei comitati dei lavoratori.

Fu inoltre firmata la Pace di Brest-Litovsk con la Germania, un trattato che comportò gravi perdite territoriali per la Russia.

La Guerra Civile e la Nascita dell'Unione Sovietica (URSS)

A seguito della Rivoluzione e della successiva Guerra Civile, si instaurò un sistema totalitario in cui lo Stato e il Partito (Comunista) furono pienamente identificati, e le istituzioni non erano elette democraticamente.

La Dittatura del Proletariato

Il nuovo sistema politico fu giustificato con la dottrina della Dittatura del Proletariato. Il potere era esercitato dal Partito Comunista, che si riteneva rappresentasse il proletariato, ovvero la maggioranza della popolazione.

La Lotta per il Potere dopo Lenin

Lenin, il leader indiscusso della rivoluzione, morì nel 1924, in un momento in cui si discuteva intensamente su quale fosse il modo migliore per consolidare la rivoluzione. Diversi approcci ideologici si confrontarono tra i leader di partito, in particolare tra Trotsky e Stalin.

Stalin, divenuto Segretario Generale del PCUS, prese il controllo della situazione dal 1927 e divenne il principale leader dell'URSS. Trotsky, suo rivale, fu esiliato e nel 1940 fu assassinato per ordine di Stalin.

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