Interpretazione e Struttura dei Testi di Giovanni Pascoli: 'Lavandare' e 'X Agosto'
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Lavandare
Un aratro senzabuoi, come se fosse dimenticato, rimane nel campo arato a metà (la parte grigia sono le zolle secche, non lavorate; quella nera le zolle rivoltate dall’aratro) tra una nebbia leggera. E dal canale giunge il rumore di acqua (lo sciabordare) che fanno le lavandaie battendo i panni ritmicamente, con frequenti colpi e lunghe cantilene: “Il vento soffia e fa cadere -come la neve- le foglie dagli alberi mentre tu non torni ancora al tuo paese. Quando sei partito, come sono rimasta! Come l’aratro in mezzo al campo non seminato”.
Figure Retoriche in "Lavandare"
- Parole onomatopeiche: "sciabordare" (v. 6), "tonfi" (v. 7);
- Enjambement: "pare / dimenticato" (vv. 2-3); viene / lo sciabordare (vv. 4-5);
- Similitudine: "rimasta