L'Ancien Régime: Struttura Politica e la Svolta dell'Illuminismo
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La legge divina
L'asse centrale del sistema politico dell'Ancien Régime era la monarchia assoluta per diritto divino. L'autorità del monarca proveniva da Dio, fonte suprema del potere. Lo Stato era controllato dal sovrano, che concentrava in sé ogni funzione e deteneva il potere assoluto; inoltre, l'arbitrarietà dello Stato era la norma.
L'esempio più significativo è stato l'assolutismo della monarchia francese dei Borbone (Luigi XIV), giunto in Spagna nel 1700 per mano di Filippo V. Tutto il potere risiedeva nel monarca, mentre le istituzioni esistenti erano limitate a pochi consigli:
- Consiglio di Stato: l'organo principale, i cui membri erano nominati dal re.
- Sezioni specializzate: Consiglio delle Finanze, Giustizia e Guerra.
- Segreteria di Stato: figura di nomina abituale.
L'amministrazione provinciale era affidata a governatori e sindaci, che avevano il compito di far rispettare le leggi, mantenere l'ordine e dirigere lavori pubblici, industria e commercio. Tali cariche dipendevano direttamente dal monarca ed erano revocabili; a queste si affiancava una rete di funzionari e burocrati incaricati di eseguire gli ordini reali, amministrare la giustizia e riscuotere le tasse.
Il monarca non condivideva la sovranità con alcuna istituzione, non doveva rendere conto a nessuno e non era soggetto ad alcun controllo. Uno dei pochi limiti al potere reale era rappresentato dal parlamento, che riuniva i rappresentanti dei tre stati.
La critica all'Ancien Régime
L'Illuminismo ha criticato i pilastri dell'Ancien Régime, proponendo un nuovo modello di organizzazione politica e sociale fondato sui principi di libertà e uguaglianza. Contestando l'assolutismo, si gettarono le basi di una nuova dottrina politica: il liberalismo.
- Montesquieu: sostenne la separazione dei poteri, ponendo l'accento sull'indipendenza della magistratura.
- Rousseau: difese la necessità di un contratto sociale tra governanti e governati, affermando il principio di sovranità nazionale: il potere emana dal libero consenso dei popoli, espresso mediante il voto.
- Voltaire: si fece difensore della libertà di coscienza, sostenendo che le relazioni umane dovessero basarsi sulla tolleranza.
La società illuminata si oppose alla divisione in ceti, difendendo la mobilità sociale, la parità di origine e il merito come valore basato sull'intelligenza individuale. In campo economico emersero i fisiocratici, come Quesnay, che gettarono le basi del liberalismo economico. Essi sostenevano che la principale fonte di ricchezza fosse l'agricoltura — e non l'accumulo di metalli preziosi — promuovendo la libertà economica e l'iniziativa individuale. Queste nuove idee trovarono terreno fertile in una borghesia che aveva visto crescere il proprio potere economico durante tutto il XVIII secolo.