L'anticentralismo e il nazionalismo catalano nel XIX secolo: movimenti, idee e rivendicazioni

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L'anticentralismo: i movimenti popolari "Bullangues"

I movimenti popolari detti "Bullangues" furono rivolte di lavoratori urbani, artigiani (il popolo dei sindacati) e della piccola borghesia. Si svilupparono con particolare intensità tra il 1830 e il 1840. Erano persone organizzate che elaborarono programmi e commissioni rivoluzionarie, presentarono denunce e mossero forti critiche alla Chiesa, al potere e ai processi produttivi; chiedevano inoltre una politica di decentramento e la democratizzazione dei consigli locali, affinché gli enti locali avessero più potere.

La "Jamancia" (1843)

Nel 1843 nacque la movimentazione detta "Jamancia", una bullanga che si concluse con violenza. Questo episodio rientra nel contesto delle tensioni sociali e urbane dell'epoca.

Il repubblicanesimo federale

Il repubblicanesimo federale è una dottrina elaborata nel corso degli anni di espansione della democrazia e fu fortemente associata alle classi popolari. I federalisti volevano distribuire il potere tra le autorità statali, regionali e comunali. Tra i suoi esponenti principali vi fu Francesc Pi i Maragall, che sosteneva una Spagna pluralista, composta da popoli diversi in convivenza e in rapporto di parità tra loro. La sua dichiarazione principale era: “È necessario impostare l'unità senza distruggere la varietà”, cioè costruire l'unità senza annullare le autonomie e le differenze locali.

Il nazionalismo catalano e la tutela della lingua

In Catalogna emerse un sentimento nazionalista che proponeva il protezionismo culturale come forma di promozione e tutela della lingua catalana. A questo filone si affiancarono figure intellettuali e politiche che diffusero le loro idee anche attraverso la stampa: fu fondato il primo giornale scritto in catalano, indicato come "Catalano Journal" nelle fonti qui menzionate.

Il libro e le idee sul nazionalismo catalano

Tutte queste idee furono raccolte nel libro "Che cos'? Nazionalismo catalano" (spesso citato nelle fonti come "Che cosa nazionalismo catalano"), che esponeva la visione della Catalogna come portatrice di interessi specifici rispetto a quelli delle altre classi spagnole. L'autore presentava la Spagna come un insieme di popoli che potevano riconoscersi in una convivenza di tipo confederale, similmente alla vecchia Corona d'Aragona: un capo di Stato unico, ma con amministrazioni territoriali dotate di autogoverno, e si opponeva all'assorbimento della Catalogna da parte dello Stato centrale.

Unità del movimento nazionalista e congressi

L'obiettivo fu quello di integrare in un unico blocco tutte le forze nazionaliste catalane. A tal fine si tennero due congressi, uno nel 1880 e un altro nel 1883. Nel primo congresso si discusse in particolare della tutela della lingua catalana, della possibilità di creare un'accademia della lingua catalana e dell'autonomia, oltre alla proposta di costituire un ente per garantire il nazionalismo catalano, denominato "Centre Catalal", che si formò poi nel 1882.

Il secondo congresso e le iniziative pubbliche

Nel secondo congresso si affrontò il tema della presenza dei catalani nei partiti nazionali e si lavorò sull'idea di far conoscere pubblicamente le proprie posizioni, anche attraverso comizi nel mercato di Barcellona. Da queste iniziative nacque l'idea di redigere un documento noto come "Memorial Ombudsman" (1885), presentato ad Alfonso XII. Questo documento denunciava l'oppressione della Catalogna da parte dello Stato centrale, la negazione della lingua catalana e della cultura, il superamento del diritto civile catalano e chiedeva che la convivenza tra i popoli che componevano la Nazione spagnola fosse regolata nel rispetto delle loro peculiarit.

L'evoluzione organizzativa: dalla "Centre" alla "Lliga"

Le componenti più conservatrici del "Centre" catalano marciarono nel 1887 per fondare l'associazione denominata "Lega di Catalogna" (Lliga de Catalunya). A capo si segnala Narciso Verdaguer, e tra le altre personalit citate vi erano A. Guimer, Dome8nech e Munt, oltre a Enric Prat de la Riba e Josep Puig i Cadafalch.

Due obiettivi principali

  • Frenare le misure che abolivano il diritto civile catalano;
  • Ottenere maggiore autonomia: nel 1888 fu redatto il "Messaggio al Reggente" che chiedeva la piena autonomia per la Catalogna.

Nota: Il testo è stato corretto nell'ortografia, nella grammatica e nella punteggiatura, preservando il contenuto e il significato originale, e mettendo in evidenza i concetti chiave per una lettura pi chiara e sintetica.

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