La fine dell'Antico Regime in Spagna e la nascita dello Stato Liberale

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La crisi dell'Antico Regime (1808-1833)

Nel 1789, con la Rivoluzione Francese, l'Antico Regime cade in Francia, trascinando con sé tutti i vecchi sistemi politici europei. In Spagna, tra il 1808 e il 1833, l'Antico Regime si sgretola progressivamente. Per Antico Regime si intende il sistema basato sul feudalesimo e sull'assolutismo.

Dal 1808, questo sistema inizia a crollare a causa della Guerra d'Indipendenza spagnola (contro i francesi) e si conclude definitivamente con la morte di Ferdinando VII.

Il Regno di Ferdinando VII

Il regno di Ferdinando VII è caratterizzato da una profonda instabilità politica, suddivisa in diverse fasi:

  • 6 anni di assolutismo.
  • 3 anni di governo liberale (Triennio Liberale).
  • 10 anni finali di assolutismo (Década Ominosa).

Il fatto che Ferdinando VII abbia governato per molti anni con gli assolutisti e solo pochi con i liberali indica una situazione critica e instabile. Alla sua morte, nel 1833, sua moglie Maria Cristina prende il potere e si allea con i liberali per contrastare gli assolutisti, i quali volevano incoronare il fratello di Ferdinando VII, Carlo V.

Lo Stato Liberale: un nuovo modello di governo

Lo Stato Liberale rappresenta un nuovo modo di concepire il governo e la società, basato sul liberalismo. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Divisione dei poteri.
  • La sovranità nazionale: il potere appartiene ormai al popolo.
  • Suffragio censitario maschile.
  • Riconoscimento dei diritti e doveri individuali.

Tutto questo non esisteva nell'Antico Regime. I liberali sostengono che questi principi debbano essere sanciti in un documento legale chiamato Costituzione.

Dal punto di vista economico, i liberali promuovono un mercato unificato, un limitato intervento dello Stato e la difesa della proprietà privata (spesso trasformando i vecchi possedimenti feudali). La costruzione dello Stato liberale è stata un processo complesso, svoltosi tra il 1833 e il 1874.

Le correnti del Liberalismo

All'interno del liberalismo del XIX secolo si distinguono diverse famiglie politiche:

  • Moderati: Sostengono una partecipazione limitata del Re nelle leggi e difendono il suffragio censitario. Sono la fazione più influente, specialmente durante il regno di Isabella II.
  • Progressisti: Favorevoli a un ampliamento dei diritti e delle riforme legislative.
  • Democratici e Repubblicani: Difendono il suffragio universale, molto più ampio rispetto a quello dei moderati e progressisti.

Mentre i moderati, i progressisti e i democratici sono monarchici (sostengono la monarchia costituzionale), i repubblicani rifiutano la monarchia ereditaria. Inoltre, le prime tre correnti sono centraliste e desiderano un'amministrazione statale organizzata dal centro, mentre i repubblicani propongono il decentramento amministrativo.

Classi sociali e partiti politici

Nel XIX secolo, ogni classe sociale aveva il proprio riferimento politico:

  • Il liberalismo era l'opzione della borghesia.
  • L'alta borghesia era tendenzialmente moderata.
  • La classe media era progressista.
  • La piccola borghesia era democratica.
  • L'aristocrazia e la Chiesa rimanevano legate all'assolutismo.

Oltre al liberalismo, nel XIX secolo nasce anche il nazionalismo come corrente di pensiero derivata. Con la caduta definitiva dell'assolutismo nel 1833, i reazionari non torneranno più al potere, nonostante vari tentativi.

La Guerra d'Indipendenza e l'occupazione napoleonica

La guerra contrappose la Francia napoleonica alla Spagna. Il re Carlo IV aveva ceduto la corona al figlio Ferdinando VII poco prima del conflitto. Nel 1808, le truppe di Napoleone entrarono nella penisola iberica con l'intento di conquistarla e imporre il liberalismo in tutta Europa (ad eccezione della Gran Bretagna).

La penisola si divise: Napoleone controllava una parte del territorio e pose sul trono suo fratello, Giuseppe Bonaparte. Il governo legittimo fuggì da Madrid e si installò a Cadice, che divenne la capitale della resistenza, mentre Madrid era la capitale della Spagna "afrancesada".

Le Corti di Cadice e la Costituzione del 1812

Mentre Ferdinando VII era in esilio, le Corti di Cadice (composte da borghesia, aristocrazia e clero) avevano due obiettivi: condurre la guerra e redigere una Costituzione. Sebbene l'aristocrazia e la Chiesa non volessero abbattere l'Antico Regime, la pressione sociale e il contesto bellico portarono alla firma della Costituzione spagnola del 1812, redatta in nome di Ferdinando VII.

Caratteristiche della Costituzione del 1812:

  • Uguaglianza giuridica: Fine dei privilegi di ceto.
  • Governo: Monarchia ereditaria moderata.
  • Potere Legislativo: Esercitato dalle Corti insieme al Re. Il Re aveva il potere di veto (poteva negare una decisione per tre volte, ma alla quarta era obbligato ad accettare).
  • Potere Esecutivo: Spettava al Re.
  • Potere Giudiziario: Spettava ai tribunali.
  • Suffragio censitario: Potevano votare solo coloro che possedevano determinate rendite o proprietà.

L'obiettivo finale era creare un'unità amministrativa e una nazione coesa, con leggi uniformi, una moneta unica, una lingua comune e un sistema di istruzione pubblica per diffondere l'ideologia liberale in tutta la Spagna.

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