Architettura dell'Antico Egitto: Segreti delle Piramidi e dei Templi

Classificato in Lettere e Filosofia

Scritto il in italiano con una dimensione di 3,2 KB

Architettura Egizia: Caratteristiche Principali

L'architettura nell'Antico Egitto si distingue per i seguenti aspetti:

  • Le opere sono di grandi dimensioni, vale a dire, colossali e monumentali.
  • L'uso di grandi blocchi di pietra scolpiti in maniera uniforme.
  • L'osservanza di regole fisse e rigide.

Si tratta di opere con struttura architravata, ovvero basate su elementi orizzontali che poggiano su supporti verticali, senza l'uso prevalente di archi o volte. Gli edifici più importanti sono le tombe e i templi.

Le Tombe Egizie

Veniva attribuita una grande importanza alla vita dopo la morte, preparandosi per tutta la vita a onorare la propria ultima dimora. Questa preoccupazione spiega lo zelo per la medicina e i rituali di imbalsamazione, poiché il corpo doveva essere conservato incorrotto per raggiungere la risurrezione. I monumenti commemorativi connessi con l'aldilà sono le mastabe, le piramidi e gli ipogei.

Mastaba

È stato il primo tipo di tomba di grandi dimensioni, utilizzato da faraoni, nobili e alti funzionari dell'Antico Regno. La sua forma era quella di una piramide troncata ed era realizzata in pietra. All'interno si trovava una cappella funebre che, una volta deposto il defunto, veniva sigillata con una lastra.

Piramide

La prima fu costruita per il faraone Djoser, con un tempio funerario annesso. La struttura originaria si è evoluta in complessi che collegano il tempio a valle con un tempio superiore (come nelle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino). Nelle camere centrali della piramide si trovava la tomba del faraone con la sua statua.

Ipogeo

Si tratta di tombe scavate nella roccia, inizialmente di piccole dimensioni e destinate a personaggi importanti. Successivamente, anche i faraoni vennero sepolti in ipogei, separando il luogo della sepoltura dal tempio celebrativo.

I Templi Egizi

I templi erano grandi edifici dedicati alle divinità egizie. Esempi celebri includono i complessi di Karnak e Luxor. L'ingresso era formato da due pareti inclinate (piloni) davanti alle quali venivano collocati uno o più obelischi. L'intero recinto del tempio era murato.

La sala ipostila era caratterizzata da una selva di colonne, con la parte centrale più alta per migliorare l'illuminazione interna. Questa sala era solitamente divisa in tre navate. L'ultima parte del tempio era la cella (santuario), l'ambiente che ospitava l'immagine del dio e a cui potevano accedere solo il re o il sacerdote, gli unici autorizzati a entrarvi.

I capitelli delle colonne potevano essere: papiriformi, lotiformi, palmiformi, a campana o hathorici; su di essi poggiavano gli architravi del tetto. I fusti delle colonne presentavano rilievi policromi a tema religioso. Esistevano anche gli Speos, templi scavati nelle scogliere con la facciata scolpita nella roccia, destinati alla sepoltura e al ricordo di un faraone.

Voci correlate: