Architettura Rinascimentale: Evoluzione, Canoni e Protagonisti

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L'eredità di Brunelleschi e il recupero del linguaggio classico

Filippo Brunelleschi rimane nella storia dell'arte per aver spianato la strada a quasi tutti gli architetti del Rinascimento. Come accennato in precedenza, tuttavia, l'architetto fiorentino non aveva una piena conoscenza dei vari ordini articolati nella lingua classica; ciò è evidente nella creazione di un linguaggio architettonico in cui gli elementi classici sembrano non rispondere ancora ai canoni antichi.

Lo stile architettonico che ha seguito il metodo indicato da Brunelleschi è stato comunque responsabile del pieno recupero del linguaggio classico. Il dominio del classicismo, infatti, è stato raggiunto nel corso del XV secolo (sebbene la sua sistematizzazione finale sia avvenuta solo con la pubblicazione del trattato di Sebastiano Serlio nel secolo successivo) e ha trovato in Donato Bramante la figura paradigmatica.

Successivamente, soprattutto dopo che Leon Battista Alberti presentò la sua teoria dell'architettura nel trattato De re aedificatoria, si diffusero forme più affidabili per comporre le architetture greche e romane, permettendo una sintesi spaziale dell'architettura classica. Così, gli architetti del Rinascimento ebbero a disposizione tutte le potenzialità creative offerte dal linguaggio tecnico e dallo spirito del loro tempo, non limitandosi a copiare i classici, ma cercando di superarli.

Il Cinquecento: tra sistematizzazione e innovazione

Con l'evoluzione del linguaggio classico, è cresciuto negli architetti rinascimentali un senso di liberazione formale dalle regole rigide, portando a un miglioramento personale che è diventato un elemento fondamentale della nuova produzione. Questo fenomeno, considerato un annuncio del movimento estetico che si sarebbe materializzato nel Barocco, guadagnò forza nei primi decenni del XVI secolo.

Il Cinquecento è stato il momento in cui la volontà di sistematizzare il canone classico è stata superata, grazie ai trattati di Sebastiano Serlio e Jacopo Vignola. Gli elementi compositivi cessarono di essere usati come esperimenti, trasformandosi in una ricerca consapevole di innovazione. Le regole classiche vennero applicate soprattutto nelle grandi opere pubbliche, nei palazzi e nei templi religiosi, considerati edifici "nobili".

Andrea Palladio fu il principale esponente di questo nuovo modo di lavorare, come evidente nei suoi progetti di "ville" attorno alle città italiane. Il suo metodo diede vita allo stile palladiano, caratterizzato da:

  • Realizzazione dell'impianto centrale nei progetti residenziali.
  • Decorazione di carattere sintetico (superficie architettonica).
  • Approfondita teorizzazione nel suo trattato sull'architettura classica.

(Manierismo)

Architettura Rinascimentale: una rottura storica

L'architettura rinascimentale è quella prodotta durante il periodo storico del Rinascimento europeo (XV e XVI secolo). Essa si caratterizza come un momento di rottura rispetto allo stile precedente, il Gotico, ispirandosi invece a una propria interpretazione dell'arte classica, considerata un modello perfetto di Belle Arti.

Le innovazioni si manifestarono in vari campi, dalle tecniche costruttive al linguaggio architettonico, riflettendosi in una completa teorizzazione. Un altro aspetto distintivo è il nuovo atteggiamento degli architetti: si passò dall'anonimato del mestiere a un nuovo concetto di professionalità. Gli architetti iniziarono a essere considerati artisti interdisciplinari e umanisti, in linea con il concetto olistico dell'umanesimo rinascimentale.

Caratteristiche principali

  • Ricerca dell'ideale classico: Gli uomini del Rinascimento guardarono al mondo greco-romano come modello per la società contemporanea.
  • Visione religiosa e profana: I valori classici, pur filtrati dal Cristianesimo (dominante in Italia), vennero integrati nella visione del mondo, vedendo la natura come creazione suprema di Dio.
  • Antropocentrismo e Umanesimo: Si abbandona il teocentrismo medievale per l'antropocentrismo. L'uomo diventa il soggetto centrale dell'universo e del patrimonio artistico, ribadendo la sua presenza attraverso la filosofia umanista.

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