Ascesa dei Regimi Totalitari: Nazismo e Fascismo a Confronto

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L'ascesa della Germania Nazista

Dopo la sconfitta alle elezioni del 1932, il NSDAP promosse un'ondata di disordini e violenze di strada che portò al collasso di un governo debole e instabile. Il Capo dello Stato, Paul von Hindenburg, subì forti pressioni per raggiungere un compromesso con Hitler, che fu nominato cancelliere tedesco il 30 gennaio 1933. Una volta in carica, Hitler ordinò nuove elezioni nel bel mezzo di un'intensa propaganda nazista.

Poco prima delle elezioni, il Reichstag fu incendiato. Hitler accusò immediatamente i comunisti, suggerendo che l'incendio fosse l'inizio di una rivoluzione e seminando il panico al fine di ottenere un più alto consenso elettorale. Infine, le elezioni gli conferirono il controllo del Parlamento, che approvò poco dopo una legge che instaurava una dittatura attraverso mezzi democratici.

Il Führerprinzip e il controllo sociale

Hitler impose un governo centrato sulla personalità, basato sul principio del leader o Führerprinzip. Secondo questo principio politico, il Führer era identificato con il popolo ("era" il popolo), e solo lui conosceva e rappresentava l'interesse nazionale. Questa rappresentazione del popolo era essenziale per il leader: non esisteva alcun processo di consultazione o delega di potere.

Il Führerprinzip, mantenendo la propria base ideologica, sostituì il governo parlamentare, considerato irresponsabile e impotente, con un sistema dove il potere e la responsabilità risiedevano in una sola figura. Così, la volontà del Führer fu trasformata in legge. L'applicazione di questo principio sfociò in forme totalitarie di controllo e repressione, poiché qualsiasi opposizione alla volontà del Führer era, per definizione, anti-patriottica.

L'antisemitismo nella dottrina nazista

L'antisemitismo svolse un ruolo cruciale nella dottrina nazista. Alla razza ariana, vista come il simbolo perfetto di purezza in Germania, si contrapponeva la presunta perversione della razza ebraica, definita come il nemico del genere umano. Gli ebrei furono presentati da Hitler come un capro espiatorio per la sconfitta della Germania nella Prima Guerra Mondiale.

La propaganda nazista fu responsabile della diffusione di film (come Süss l'ebreo e L'eterno ebreo), opuscoli e altre pubblicazioni che riuscirono a risvegliare l'antisemitismo latente della popolazione. Man mano che i nazisti acquisivano potere, gli ebrei vennero perseguitati in modo sistematico, culminando nel genocidio conosciuto come Olocausto o Shoah.

L'ascesa del Fascismo in Italia

Il mito della "vittoria mutilata"

Tra gli strati sociali scontenti e influenzati dalla propaganda nazionalista a seguito del trattato di pace, si diffuse il mito della "vittoria mutilata". Questo sentimento emerse dalle organizzazioni dei veterani, in particolare dagli ex Arditi (le truppe d'élite d'assalto), tra i quali serpeggiava una diffusa frustrazione e un risentimento causato dal mancato riconoscimento dei sacrifici, del coraggio e dello sprezzo del pericolo dimostrati durante i difficili anni di lotta al fronte.

La fondazione dei Fasci di Combattimento

Questo era il contesto in cui, il 23 marzo 1919, Benito Mussolini fondò a Milano il primo Fascio di combattimento, adottando simboli che fino ad allora avevano contraddistinto gli Arditi, come la camicia nera e il teschio.

Il nuovo movimento espresse il desiderio di trasformare, anche con mezzi rivoluzionari se necessario, la vita italiana. Si autodefinì come "parte dell'ordine", guadagnando così la fiducia dei ceti sociali più benestanti e conservatori, contrari a qualsiasi agitazione sindacale. Questi speravano che la forza d'urto dei fasci di combattimento agisse favorevolmente contro i disordini promossi dai socialisti e dai cattolici popolari.

Il movimento appena nato non possedeva inizialmente una base ideologica ben definita. Lo stesso Mussolini non aveva optato per una linea specifica, ponendosi semplicemente in contrasto con tutte le altre. Secondo la sua visione, il fascismo avrebbe dovuto rappresentare una "terza posizione".

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