Ascesa dei Totalitarismi e Crisi delle Democrazie tra le due Guerre
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La Crisi della Repubblica di Weimar
Con la fine della Grande Guerra, la Germania sconfitta divenne una repubblica, detta di Weimar dal nome della cittadina in cui fu redatta la sua Costituzione. La guida del Paese venne affidata a Ebert, leader del partito socialdemocratico (SPD).
Il governo repubblicano, sin dall'inizio, si dimostrò molto fragile, esposto agli attacchi di partiti e movimenti estremisti, sia di sinistra sia di destra. Già nel gennaio del 1919 i comunisti della Lega di Spartaco organizzarono un'insurrezione per abbattere il governo socialdemocratico, che venne fermata dall'esercito e dalle milizie volontarie chiamate Freikorps.
La Costituzione del 1919
Nell'agosto del 1919 fu approvata una nuova Costituzione estremamente progressista che estendeva il diritto di voto alle donne e prevedeva un Parlamento forte. Tuttavia, l'Articolo 48 conferiva enormi poteri al Presidente della Repubblica:
- Proclamare lo stato di emergenza.
- Nominare il cancelliere.
- Sciogliere il Parlamento.
- Indire nuove elezioni.
- Assumere il comando supremo dell'esercito.
Instabilità economica e politica
Il governo fu aspramente criticato per aver accettato l'umiliante Trattato di Versailles. Le difficili condizioni di pace impedirono di risolvere la crisi economica, caratterizzata da iperinflazione e disoccupazione. L'economia tedesca iniziò a riprendersi dal 1923 grazie agli investimenti statunitensi, che però si interruppero bruscamente con la crisi del 1929.
L'Ascesa del Nazismo
Il Partito Nazista, fondato nel 1920 da Adolf Hitler, si ispirava al fascismo italiano. Il movimento mirava ad abbattere la democrazia per instaurare una dittatura nazionalista e imperialista. Le sue squadre paramilitari, le SA (camicie brune), si distinsero per l'uso sistematico della violenza.
- Antisemitismo: Hitler sosteneva che la sconfitta nella Grande Guerra fosse dovuta a una cospirazione ebraica.
- Mein Kampf: Scritto durante la detenzione dopo il fallito putsch di Monaco (1923), il testo delineava il programma nazista: riarmo, espansione verso est (Lebensraum) e annientamento degli ebrei.
Nel gennaio 1933, von Hindenburg nominò Hitler cancelliere. Sfruttando il rogo del Reichstag, Hitler instaurò un regime totalitario, eliminando le opposizioni e proclamandosi Führer.
Il Totalitarismo Sovietico
Dopo la morte di Lenin (1924), Stalin prevalse nella lotta per la successione. Egli trasformò l'URSS in un regime basato sul terrore e sulla pianificazione economica:
- Collettivizzazione: Lanciata nel 1930, portò alla creazione di kolchoz e sovchoz e alla violenta eliminazione dei kulaki.
- Piani Quinquennali: Mirati a una rapida industrializzazione pesante.
- Grande Terrore: Tra il 1936 e il 1938, Stalin eliminò ogni dissidente attraverso processi farsa e deportazioni nei gulag.
Gli Anni Venti e la Grande Depressione
Mentre gli Stati Uniti vivevano gli "anni ruggenti" tra prosperità e proibizionismo, il crollo della Borsa di New York (24 ottobre 1929, "giovedì nero") innescò la Grande Depressione mondiale. La risposta americana arrivò con il New Deal di Roosevelt, basato su un forte intervento statale e lavori pubblici.
Verso il Conflitto Mondiale
Negli anni '30, l'Europa vide l'espansione dei regimi autoritari. La Guerra Civile Spagnola (1936-1939) divenne un banco di prova per le potenze fasciste (Italia e Germania), che sostennero il generale Franco contro il governo repubblicano. Parallelamente, l'aggressività del Giappone in Cina e le mire espansionistiche di Hitler (Anschluss dell'Austria, occupazione dei Sudeti) portarono il mondo verso una nuova, inevitabile guerra.