Avanguardie del Novecento: Filosofia, Scienza e Rivoluzione Artistica
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La crisi del positivismo e le nuove correnti filosofiche
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento entrò in crisi l’idea positivista secondo cui scienza, verità e progresso coincidessero. Si svilupparono così nuove correnti filosofiche che influenzarono profondamente anche l’arte.
- Friedrich Nietzsche: criticò il razionalismo e le verità assolute della religione e dello Stato, immaginando l’“oltreuomo” (Übermensch), un individuo libero capace di creare autonomamente i propri valori.
- Henri Bergson: rivoluzionò il pensiero introducendo il concetto di “durata” (il tempo vissuto interiormente) e lo “slancio vitale”, una forza irrazionale che anima la vita.
La rivoluzione scientifica e la psicoanalisi
Anche la scienza mise in discussione l’oggettività della realtà. In questo contesto, il medico austriaco Sigmund Freud, con l’opera L’interpretazione dei sogni, elaborò la teoria dell’inconscio e il metodo della psicoanalisi. Freud sostenne che la mente umana fosse guidata da pulsioni inconsce, influenzando enormemente la cultura e l’arte del Novecento. Parallelamente, le ricerche sulla materia portarono alla scoperta della divisibilità dell’atomo e alla nascita della fisica moderna.
Il Cubismo: la scomposizione della realtà
Le origini e l'influenza di Cézanne
Nel 1907, il Salon d’Automne di Parigi dedicò una retrospettiva a Paul Cézanne, la cui ricerca artistica influenzò profondamente il Cubismo. Cézanne voleva rappresentare la natura attraverso forme geometriche essenziali (cilindri, sfere e coni), mostrando gli oggetti da più punti di vista. Da queste premesse nacque il Cubismo grazie a Pablo Picasso e Georges Braque, che scelsero di rappresentare non ciò che l’occhio vede, ma ciò che la mente conosce dell’oggetto.
Les Demoiselles d’Avignon
L’opera Les Demoiselles d’Avignon di Picasso segnò l’inizio del movimento. Il quadro, che raffigura cinque figure femminili, distrugge lo spazio tradizionale frammentandolo in piani geometrici. I volti richiamano modelli primitivi (arte egizia, scultura iberica e maschere africane) e l'opera si collega alle nuove teorie scientifiche, come la relatività di Einstein e la filosofia di Bergson.
Dadaismo e la provocazione di Duchamp
Il Dadaismo nacque nel 1916 a Zurigo come protesta contro la Prima guerra mondiale, la società borghese e le regole tradizionali. I dadaisti rifiutavano la logica in favore dell’assurdo e del caso. Marcel Duchamp rivoluzionò l’arte con i ready-made, oggetti comuni elevati ad arte per scelta dell’artista (es. Fontana, Ruota di bicicletta, L.H.O.O.Q.). L’arte non doveva più essere bella, ma provocatoria.
Arte e totalitarismi
Negli anni Trenta, i regimi totalitari usarono l’arte come strumento di propaganda. In Italia, il fascismo controllò la produzione artistica, sebbene nacquero movimenti di opposizione come Corrente (Milano, 1938). In Germania, il nazismo condannò le avanguardie definendole “arte degenerata”, arrivando a distruggere opere e chiudere il Bauhaus.
Il Surrealismo e l'inconscio
Nel 1924 nacque il Surrealismo con il manifesto di André Breton. Il movimento utilizzò la psicoanalisi di Freud per raggiungere una realtà più profonda, la “surrealtà”, attraverso tecniche di automatismo psichico.
Salvador Dalí e il metodo paranoico-critico
Salvador Dalí fu uno dei maggiori esponenti del Surrealismo. Elaborò il “metodo paranoico-critico”, trasformando immagini reali attraverso associazioni irrazionali. In opere come La persistenza della memoria, gli orologi molli simboleggiano la soggettività del tempo e la fragilità della memoria, richiamando ancora una volta la relatività di Einstein.