Baldomero Lillo e Sub Terra: Il Realismo Sociale nelle Miniere di Lota
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L'Universo Narrativo di Sub Terra: Realismo e Conflitto
I personaggi ritratti in Sub Terra, senza idealizzazione e calati in una situazione collettiva, esibiscono tratti distinti: i singoli che compongono l'intero spettro di età, la presenza di entrambi i sessi, l'elemento del lavoro, il rapporto conflittuale con gli attrezzi e le contraddizioni all'interno del gruppo di lavoratori. Baldomero Lillo integra queste vite umane in una struttura narrativa articolata in sette racconti per offrire una visione globale delle attività dell'industria mineraria nel ventesimo secolo.
Il Distacco dal Modernismo
L'ambientazione in una regione carbonifera, lontana dalla capitale, rivela il piano di lavoro di Baldomero Lillo: una vena respinta dal mainstream del modernismo. Il contrasto di Lillo con questa tesi è assoluto. Nei sette racconti brevi ambientati a Lota, vi è una linea che attraversa il parco, quasi come se non si vivesse nella stessa città di quel paesaggio gemma, riconducibile alla natura dello spazio privato della socialità ristretta ai proprietari e al cerchio delle relazioni sociali.
Questa cecità estetica verso un elemento urbano di tale magnitudo, in uno scrittore dall'innegabile abilità descrittiva, sembra un occultamento deliberato. Suggerisce un sintomo della reazione dei circoli letterari della gioventù locale nel formare un atteggiamento verso l'arte e il nuovo orientamento dei loro corpi sociali e culturali.
I Racconti della Prima Edizione
Sette degli otto racconti della prima edizione di Sub Terra mettono a fuoco il carattere collettivo che si consuma nelle gallerie del carbone. I titoli principali includono:
- Gli Invalidi
- Il cancello n. 12
- La miniera di carbone
- Il pagamento
- Il Chiflón del Diablo
- Il Pozzo
- Juan Fariña
Questi formano un'unità che si apre con un episodio di distruzione umana nella miniera e si conclude con la distruzione della miniera stessa da parte di un essere umano. Gli Invalidi apre il volume confrontando la sorte dei vecchi minatori con quella dei cavalli inutilizzabili estratti dalle gallerie per morire, colpendo il bestiario modernista allora in voga. La scelta del cavallo come simbolo è anche espressione dei segni dell'Apocalisse (Durand 2004: 799). Ciò ratifica il "cavallo scuro" che incombe sul destino del bambino ne Il cancello n. 12 (Lillo 1904: 116).
Conflitto e Catastrofe Underground
Lillo avanza, al contrario, una coscienza di classe embrionale nel discorso di sfida del lavoratore. Il Grisù e Il Chiflón del Diablo immergono il lettore negli orrori delle catastrofi sotterranee, aggravate dal dispotismo dei controlli tecnici e amministrativi. La cerimonia del pagamento mensile drammatizza lo spietato aggiustamento economico tra la Società e i suoi lavoratori dipendenti. Attraverso il confronto appassionato tra due giovani pretendenti per l'amore della figlia di un minatore, Il Pozzo esplora come la violenza, a prescindere dalla solidarietà, possa corrodere i rapporti umani in questo microcosmo regolato da una legge di umiliazione costante. Juan Fariña, l'ultima storia in sequenza, completa l'ordine destinato al libro.
La Caccia e il Senso di Sottomissione
La Caccia (La Caza), l'ultima storia di Sub Terra, apparentemente rompe l'unità tra Gli Invalidi e Juan Fariña. A volte erroneamente qualificata come umoristica, abbandona l'atmosfera mineraria per indagare nel mondo contadino l'interiorizzazione di un terrore simile al dominio esercitato nelle miniere di carbone. Un vecchio cacciatore, al culmine della sua rabbia, scarica un fucile su un cane che ruba la preda appena cacciata. Purtroppo per lui, l'animale appartiene all'amministratore della tenuta.
"Dopo il primo scoppio della sua rabbia, sentì che il sangue gli si gelava nelle vene e uno snervamento profondo invase tutto il suo essere. L'anima del servo sperimentò una debolezza suprema. Egli pensò al padrone contro cui aveva commesso un crimine enorme, e la figura furiosa si presentò alla sua immaginazione producendo un brivido di terrore" (Lillo 1904: 220-221).
Il contenuto di questa storia mette in luce il titolo Sub Terra suggerito a Baldomero, possibilmente dal fratello. Il senso ultimo punta a quegli aspetti del dominio sociale che portano l'operaio o il contadino a una marginalizzazione equivalente a una morte in vita. Si tratta delle "Anime Morte" che Gogol descrisse nella Russia zarista. Un passaggio de Gli Invalidi è esplicito: "A quelle anime morte ogni idea nuova era una bestemmia contro il credo della servitù che era stato lasciato loro dai nonni" (Lillo 1904: 10).
Tecnica Narrativa e Tragedia
Una tecnica rigorosa introduce nella composizione dei racconti di Sub Terra elementi di contesto sociale con un'abilità che non viola l'effetto estetico. Il cancello n. 12, la seconda storia, ci attira dentro le gallerie. Un vecchio minatore, costretto dalla povertà, consegna il proprio bambino come apprendista. È istruttivo notare il profilo letterario della tragedia di queste "anime morte" del sottosuolo.
L'accento, durante la discesa della "gabbia", è posto sul contrasto tra una luce debole infestata dalle ombre e un controllo attento delle connotazioni che sprofondano gradualmente i caratteri in un territorio conquistato dall'oscurità, fino a terminare con l'immagine di un recinto funerario. "A quaranta metri dal pozzo si fermò in una sorta di grotta scavata nella roccia. Dal soffitto screpolato di fuliggine pendeva una lampada di latta la cui pallida luce conferiva alla stanza l'aspetto di una volta piena di ombre luttuose" (Lillo 1904: 20-21).
In termini di immagini uditive, il silenzio finale è rotto solo dal pianto del bambino, "una voce morbida e bassa come un soffio", che chiama sua madre (Lillo 1904: 35). Una chiusura ponderata per sottolineare il destino inesorabile delle successive generazioni di minatori.