Il Biennio Nero e l'ascesa del Fronte Popolare: Verso la Guerra Civile Spagnola

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Il Biennio Nero: Radical-CEDA (1933-1935)

Il lavoro del nuovo governo si concentrò sullo smantellamento di tutte le riforme del periodo Azaña. Le principali decisioni furono:

  • Amnistia: Per tutti coloro che erano stati coinvolti nei fatti precedenti.
  • Politica religiosa: Ripristino degli aiuti di Stato al clero e reintroduzione dell'educazione religiosa.
  • Controriforma agraria: Sospensione di tutte le espropriazioni terriere e revoca della Ley de Términos Municipales, che impediva ai proprietari terrieri di assumere manodopera esterna al comune.
  • Diritto del lavoro: Soppressione di gran parte delle tutele lavorative del primo biennio, taglio del diritto di sciopero e riduzione dei salari.
  • Revisione costituzionale: Avvio di un processo per eliminare diversi articoli costituzionali, scartando il concetto di Stato integrale.

Di fronte a queste politiche, i lavoratori e i settori di sinistra si radicalizzarono, maturando la convinzione che fosse necessaria una rivoluzione. Quando Lerroux decise di includere tre ministri della CEDA nel governo, le sinistre interpretarono tale mossa come l'avvento del fascismo in Spagna.

La Rivoluzione del 1934

Si formò l'Alianza Obrera, che lanciò uno sciopero generale rivoluzionario tra il 5 e il 10 ottobre 1934. I risultati furono eterogenei:

  • Madrid e Paesi Baschi: Lo sciopero fallì rapidamente.
  • Catalogna: Il presidente della Generalitat, Lluís Companys, proclamò lo Stat Català, ma il tentativo fallì a causa della mancata partecipazione degli anarchici e del rifiuto del governo di armare i lavoratori.
  • Asturie: Fu il centro nevralgico della rivoluzione grazie all'unione delle forze di sinistra nell'UHP (Unión de Hermanos Proletarios). I rivoluzionari presero d'assalto le caserme, formarono un esercito rosso e avviarono la collettivizzazione di fabbriche e miniere.

Il governo inviò l'esercito, guidato dai generali López Ochoa e Francisco Franco, per reprimere la rivolta. Dopo settimane di pesanti combattimenti, la rivoluzione fu soffocata nel sangue.

La crisi del governo Lerroux

Indebolito e travolto dallo scandalo di corruzione noto come Estraperlo, Lerroux fu costretto a dimettersi nel 1935. Si insediò un governo ad interim guidato da Portela Valladares in attesa delle elezioni del febbraio 1936.

Il Fronte Popolare al governo (febbraio-luglio 1936)

Le elezioni del 1936 videro una polarizzazione estrema:

  • Fronte Popolare: Unione di Sinistra Repubblicana, Unione Repubblicana, PSOE, PCE, POUM e Partito Sindacalista.
  • Fronte Nazionale: CEDA, Renovación Española e Falange.

Il Fronte Popolare ottenne una schiacciante vittoria (288 seggi contro 121). Il governo, presieduto da Azaña, cercò di attuare il programma "Pane, pace e libertà", ripristinando le riforme del 1931-1933, l'amnistia per i detenuti del 1934 e lo Statuto di autonomia della Catalogna.

Verso il colpo di Stato

La situazione divenne insostenibile a causa di:

  • Crisi istituzionale: La rimozione del presidente Alcalá Zamora e la nomina di Azaña a presidente della Repubblica, con Casares Quiroga alla guida del governo.
  • Violenza politica: Scontri quotidiani nelle università, nelle campagne e nelle strade tra milizie contrapposte.

Il generale Mola orchestrò una cospirazione militare con l'appoggio della nobiltà. L'assassinio di Calvo Sotelo il 12 luglio 1936 accelerò i tempi. Il 17 luglio le truppe in Marocco si rivoltarono e il 18 luglio il colpo di Stato si estese alla penisola, segnando l'inizio della Guerra Civile Spagnola (1936-1939).

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