Capolavori del Barocco Romano: Le Opere di Bernini e Borromini

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Il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini

Il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini inscena il rapimento di Proserpina da parte del re degli Inferi. Il suo intento è fissare eternamente il momento rappresentato; il gruppo è pensato per essere visto frontalmente, poiché la scultura funziona appieno solo se osservata dal davanti. L'opera raffigura il momento culminante del mito, quando Plutone afferra Proserpina e la trascina negli Inferi con sé. Proserpina si divincola nel tentativo di liberarsi e lancia il braccio verso l’alto.

Si nota un grande spreco di marmo pregiato solo per scolpire il sottile braccio di Proserpina, ricavato da un blocco più alto delle dimensioni delle due figure; la testa di Proserpina ondeggia selvaggiamente. Il blocco fu acquistato da Scipione Borghese.

  • Datazione: 1621-1622
  • Dimensioni: 255 cm
  • Collocazione: Roma, Galleria Borghese

Il David di Bernini

Rappresentato nel pieno della lotta, il David si protende in avanti, stringendo gli occhi e mordendosi il labbro inferiore; con le mani sta per cominciare a ruotare la fionda. Lo spettatore ha l'impressione di trovarsi sul campo di battaglia: il David sta puntando lo spettatore come se fosse Golia. Bernini cerca di far scattare sensazioni improvvise nello spettatore, come paura o sorpresa. A terra sono appoggiati l'armatura ingombrante e la cetra sulla quale il David ha composto i salmi.

  • Datazione: 1623-1624
  • Dimensioni: 170 cm
  • Collocazione: Roma, Galleria Borghese

Apollo e Dafne di Bernini

Il soggetto è stato tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. La vicenda narra di Apollo, pazzo d'amore per colpa di una freccia lanciata da Cupido, che insegue la ninfa Dafne. L'opera coglie il momento dominante dell'azione, l'apice drammatico. Sul piedistallo sono incisi alcuni versi che descrivono una forma che fugge.

  • Apollo: In corsa, proteso verso Dafne, con la mano destra che si solleva per la sorpresa.
  • Dafne: Urla sconvolta perché Apollo la insegue e perché si è accorta della trasformazione in atto: i capelli diventano fronde, le braccia rami e il corpo tronco, per esaudire il suo desiderio di castità.

L'opera è estremamente dinamica.

  • Datazione: 1622-1625
  • Dimensioni: 243 cm
  • Collocazione: Roma, Galleria Borghese

La Cupola di Sant'Andrea della Valle di Lanfranco

È la chiesa più alta di Roma dopo San Pietro. L'effetto ricercato è la dilatazione dello spazio e lo sfondamento dei limiti fisici, tipico delle decorazioni barocche delle cupole. Al centro della cupola si vede la Vergine su un trono di nuvole e angeli; intorno a lei, nel primo ordine, si dispongono i santi. Tutti tendono verso il Paradiso e l'eterno, tra una moltitudine di angeli e santi in un mare di nuvole. Il centro è segnato da un cerchio, una finestra che corrisponde alla lanterna della cupola.

  • Datazione: 1625-1627
  • Collocazione: Roma, Sant'Andrea della Valle, intradosso della cupola

Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona

L'opera sembra coronata da un belvedere. La struttura è rivestita da sculture di marmo e bronzo e non ospita quadri; serve ad aprire cinque finestre da cui entra una folla di dei antichi. La furia degli elementi atmosferici domina la scena: grandi nuvoloni neri, corone di stelle, fulmini fosforescenti e vampe di fuoco caratterizzano il lavoro di Pietro da Cortona (1596-1669).

La Tomba di Urbano VIII nella Basilica di San Pietro

Realizzata da Bernini, il modello è ripreso dalle tombe dei duchi medicei. L'artista ricorre a diversi materiali e a una grande varietà di colori:

  • La figura di Urbano VIII: Realizzata in bronzo dorato.
  • Le Allegorie: La Carità, che traspira dolcezza, e la Giustizia sono in marmo bianco.
  • La figura della Morte: Uno scheletro alato che sorregge un libro aperto, dove sta finendo di scrivere il nome del Papa con un ossicino, realizzato in una varietà di diaspro nero.
  • Il sarcofago: Realizzato in pregiato marmo nero (portoro).
  • Datazione: 1627-1647
  • Dimensioni: Altezza 360 cm
  • Collocazione: Roma, Città del Vaticano, Basilica di San Pietro

Francesco Borromini: San Carlino alle Quattro Fontane

Realizzata tra il 1634 e il 1638, rappresenta la prima commissione indipendente per Borromini. Si tratta di un convento e una chiesa costruiti sullo spazio piccolissimo dei Trinitari Scalzi, un ordine religioso povero che raccoglieva denaro per riscattare i cristiani prigionieri dei pirati saraceni.

L'idea di evitare gli angoli conferisce l'impressione di uno spazio maestoso, nonostante il chiostro sia minuscolo e austero. Vi è un nuovo senso di movimento continuo e circolare. La chiesa ha una pianta centrale a forma ovaloide; al centro della cupola si trova un'enorme corona, simbolo di San Carlo Borromeo, a cui la chiesa è dedicata. L'ornato contribuisce all'effetto di movimento attraverso una decorazione complessa, con un soffitto a cassettoni simile a un alveare.

La Basilica di San Pietro e il Baldacchino di Bernini

Gian Lorenzo Bernini vuole dare l'impressione di qualcosa che sta accadendo in questo preciso momento. Il Baldacchino è una colossale scultura-architettura in bronzo. Sulle quattro colonne si trovano quattro angeli che tengono in tensione, con dei tiranti, la copertura di stoffa da cui pendono enormi nappe. Nella parte superiore si trova una gigantesca corona abitata da angeli e rami di palma. Le colonne sono riproduzioni di colonne tortili, alte 11 metri, in bronzo dorato. L'altezza totale è di 28,5 metri. L'opera offre l'impressione di trovarsi di fronte a un immenso baldacchino di stoffa che appare mobile.

  • Datazione: 1624-1635

Il Colonnato di San Pietro

Realizzato da Bernini tra il 1655 e il 1667 a Roma, in Piazza San Pietro, punta sull'effetto sorpresa. Sopra le colonne, 90 statue rafforzano l'illusione, dando la sensazione di essere immersi in un'architettura in movimento. Man mano che lo spettatore si avvicina alla Basilica, ha l'impressione che siano le colonne stesse a muoversi. Bernini lo ha definito come "le braccia aperte della Chiesa". Gli effetti di luce e ombra tra le file di colonne, che vengono oscurate e mostrate nuovamente, sono legati alla figura di Papa Alessandro VII.

Piazza Navona e la Fontana dei Quattro Fiumi

Lo scoglio con i suoi abitanti è opera di Bernini. La pietra viene intagliata in modo da sembrare reale: un grande scoglio cavo di travertino ospita quattro giganti di marmo che rappresentano i quattro continenti allora noti attraverso i fiumi maggiori: Danubio, Nilo, Gange e Rio de la Plata. Al centro svetta un obelisco, sormontato da una colomba con un ramoscello d'ulivo in bocca, che simboleggia il mondo in pace sotto il pontificato di Innocenzo X.

La Cattedra di San Pietro

Bernini progetta questo enorme reliquario per racchiudere e rappresentare un trono di età carolingia in legno e avorio. In alto, crea l'illusione della visione di Dio: la cascata di luce dorata che entra in San Pietro rappresenta la luce del Paradiso. L'immenso trono di bronzo sembra sospeso in volo, avvolto dalle nubi.

Intorno alla sedia si trovano quattro statue alte circa 5,5 metri, che rappresentano i quattro Padri della Chiesa: i padri con la mitria appartengono alla Chiesa Occidentale (Sant'Agostino e Sant'Ambrogio), mentre quelli a capo scoperto nel retro appartengono alla Chiesa Orientale (Sant'Atanasio e San Giovanni Crisostomo). Il complesso piedistallo è rivestito di marmi colorati, bronzo in parte dorato, diaspro di Sicilia, legno, vetro e stucco. In fondo, una finestra di alabastro con una colomba (162 cm) costituisce l'unica vetrata colorata.

  • Datazione: 1656-1666
  • Collocazione: Città del Vaticano, Basilica di San Pietro

Sant'Ivo alla Sapienza di Borromini

Realizzata tra il 1643 e il 1662 a Roma. La cupola forma una curva solcata da una serie di archi rampanti rovesciati, con la lanterna coronata da una spirale scultorea. Nella pianta, Borromini incastra due triangoli equilateri, formando una stella inscritta in un esagono. Borromini dà concretezza a un frenetico movimento circolare e ascensionale; il dinamismo della sua architettura è di tipo matematico.

L'Estasi di Santa Teresa di Bernini

Realizzata tra il 1647 e il 1651. Pareti, colonne ed elementi dell'architettura sono rivestiti da 17 diversi tipi di marmi colorati, quasi tutti provenienti da rovine antiche. Ai lati dell'altare si trovano due palchetti dove si affacciano, come a teatro, otto membri della famiglia Cornaro che osservano e commentano. Lo scopo è produrre nello spettatore l'illusione di assistere a uno spettacolo.

Le due figure principali sono ricavate da un unico blocco di marmo di Carrara. Raggi in stucco dorato toccano il corpo della Santa. Teresa è rappresentata abbandonata all'estasi sulle nuvole, mentre un angelo la trafigge con la freccia dorata dell'amore divino.

  • Dimensioni: 360 cm

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