Caravaggio: Il Realismo Rivoluzionario e le Opere Iconiche
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Caravaggio: Il Maestro del Realismo
Caravaggio afferma di voler dipingere il vero e il vero soltanto; infatti, tutti i suoi modelli sono persone reali. In quest’opera possiamo notare un fortissimo realismo, pilastro fondamentale del realismo seicentesco.
Canestra di frutta
La mela presenta un buco che ha permesso agli scienziati di studiare i parassiti di quel tempo. Lo sfondo è neutro: Caravaggio non contestualizza quasi mai le sue scene per concentrarsi sul soggetto. La luce arriva da sinistra e si riflette sul cesto. Sono presenti ombre autoportate, in cui l’oggetto fa ombra su se stesso, e ombre portate, poiché il cesto proietta la sua ombra sul piano d'appoggio. Inoltre, il cesto è leggermente sporgente per conferire tridimensionalità. Tutta la parte sinistra è in buone condizioni, ma procedendo verso destra la frutta marcisce e si incupisce: questo effetto, dato dal contrasto luce-ombra, è un richiamo alla fugacità del tempo e al tema della Vanitas.
Cappella Contarelli
Situata a Roma, nella chiesa di San Luigi dei Francesi, la cappella fu acquistata dal cardinale francese Contarelli, il quale, prima di morire, espresse la volontà di vederla affrescata con le storie di San Matteo. Questo compito fu affidato a Caravaggio.
Vocazione di San Matteo
San Matteo era un apostolo di Gesù, esattore delle tasse non onesto. Il Vangelo narra che Gesù, vedendolo al banco delle imposte, lo chiamò a seguirlo. L’ambientazione è seicentesca, come si evince dagli abiti e dalle acconciature: Caravaggio rende contemporanea la scena, collocandola in una bettola, uno dei luoghi più squallidi dell'epoca. Pietro e Gesù indossano abiti del loro tempo e Gesù sta indicando Matteo, il quale, stupito, indica se stesso. Il braccio di Gesù richiama quello di Adamo nella Creazione di Michelangelo, poiché Gesù è il nuovo Adamo. La luce ha una funzione narrativa, illuminando i personaggi nel buio, ma anche simbolica, rappresentando la presenza di Dio. Caravaggio utilizza espedienti teatrali: la finestra oscurata sembra poter essere aperta o chiusa, deviando la luce con un'impostazione scenografica. Su richiesta della Chiesa, in pieno clima di Controriforma, Caravaggio aggiunse la figura di San Pietro come intermediario.
Martirio di San Matteo
Matteo viene ucciso mentre battezza. Caravaggio lo veste come un sacerdote del Seicento e rappresenta il momento in cui l’aguzzino, dopo averlo ferito, è pronto a colpire. Un angelo porge al santo la palma del martirio. Il protagonista è l’aguzzino, illuminato da Dio poiché è colui che ha più bisogno di perdono, mentre Matteo è già beato. L’aguzzino assomiglia molto a Caravaggio, forse un'allusione alla sua natura violenta. La luce frontale rende la scena caotica; Caravaggio si autoritrae sullo sfondo con un volto di disapprovazione.
San Matteo e l’angelo
- Prima versione: Secondo alcuni studiosi fu rifiutata perché Matteo e l’angelo erano troppo vicini; l’angelo, dalle sembianze femminili e seminudo, assumeva atteggiamenti ambigui. Matteo, rappresentato come un rozzo contadino dai piedi sporchi, sembra un analfabeta che non comprende ciò che scrive, tanto che l'angelo deve guidargli la mano.
- Seconda versione: Matteo e l’angelo sono più distanti; l’angelo appare dall'alto come un deus ex machina. Elementi di teatralità, come lo sfondo buio e lo sgabello che sembra sporgere fuori dalla scena, donano movimento e tridimensionalità. Matteo, vestito da filosofo, appare ora con un volto intelligente.
Cappella Cerasi
Ai lati della cappella si trovano due capolavori di Caravaggio: la Conversione di Paolo e la Crocifissione di San Pietro.
Conversione di Paolo
Paolo, ebreo convinto e persecutore dei cristiani, mentre si recava a Damasco fu folgorato da una luce divina e da una voce che gli chiedeva: "Perché mi perseguiti?". Caravaggio trasforma l'evento in un incidente a cavallo: il cavallo è al centro della scena, la luce narrativa rappresenta Dio, mentre lo scudiero non si accorge di nulla, sottolineando il carattere intimo e privato della conversione.
Morte della Vergine
Commissionata per Santa Maria della Scala, l'opera fu rifiutata dai committenti perché considerata scandalosa. La Madonna è vestita di rosso e ha il ventre gonfio, suggerendo una gravidanza, sebbene Gesù fosse già morto. Il viso pallido, i piedi nudi e sporchi e la posizione del braccio, che richiama la croce, suscitarono scalpore. Si narra che Caravaggio utilizzò come modella una prostituta incinta morta. L'artista non intendeva essere blasfemo, ma rappresentare la donna come "Madre della Chiesa". Elementi di teatralità, come il sipario rosso e la luce, completano l'opera.